A Lisa

Di Egizio Trombetta – Sai Lisa, mi scoccia non poterti fare gli auguri personalmente quest'anno...

30.11.2016. Era il 13 maggio del 2012, ore 15 circa, incontrai Lisa per la prima volta. Dopo qualche minuto di conversazione Lisa sentì l’urgenza di mettere le cose in chiaro: “sono atea”. Come tutti i segni di fuoco Lisa era una persona generosa. Era anche genuina, trasparente, irruente. E proprio con un pizzico di irruenza che durante il nostro primo incontro continuò ad esternare le sue opinioni, a farmi le sue domande: “ma secondo te si può studiare Cabala se non si crede in Dio?”. Lisa può essere riassunta in queste poche righe.

 A volte mi chiedo, ma perché non mi sia innamorato di una persona così... e eventualmente quale sarebbe stato il suo riscontro? Lo scorso luglio, distratto e dispiaciuto per delle autentiche idiozie, decisi di isolarmi dai social network, non seppi nulla che se n’era andata. Pochi giorni dopo gli inviai una mail per avere sue notizie, ma ovviamente non ottenni nessuna risposta, li su, nell’Ein Sof, nella realtà senza fine, di internet non se ne sente il bisogno. Di Internet lei comunque poteva farne benissimo a meno, in tempi cui la gente, per colmare i proprio vuoti, sente il continuo bisogno di “masturbare” il proprio smartphone. Lei preferiva chiamare una persona al telefono, camminare, ascoltare, andare al cinema, magari anche litigare, con passione. “Ma secondo te potrei trovare una persona che accetti le mie condizioni di salute?”. Io gli rispondevo di si, che sarebbe stato possibile secondo me.

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Il Valzer di Anna Mastrangelo

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Di Egizio Trombetta - 16.09.2016. "Scene da un Ballo a Palazzo, danze e arie d'opera dell'800" è il nome di una sogno, un viaggio nel tempo che la Compagnia AEMDanza offre a tutti i suoi ospiti. Sonorità, immagini e emozioni dei balli ottocenteschi di Palazzo. Un viaggio che parte dal Teatro Palazzo Santa Chiara in Roma che conduce gli intervenuti a spaziare con la fantasia, sublimati dalle atmosfere offerte dai valzer corali, dalle mazurche, dalle quadriglie e dalle contraddanze. E poi ancora le arie d’opera cantate e accompagnate dalla magia del violino. Le sorprese di certo non mancano… è da queste sorprese inizia la nostra chiacchierata con Anna Mastrangelo , direttrice della Compagnia AEMDanza . METRO   DANCEHALLNEWS

ROMA Signora Mastrangelo, state riservando al vostro pubblico parecchie sorprese…

Questo spettacolo è nato con l’idea di far conoscere maggiormente questo tipo di danze. L’idea è quella di accogliere le persone che vengono a trovarci con le danze e con l’aiuto dell’atmosfera ottocentesca di un salone delle feste.  Le danze all’epoca rappresentavano la parte principale delle feste insieme ad ospiti, cantanti d’opera e ballerini, anche di danza classica. Era questo che cercavo di mettere nello spettacolo e poter offrire questa ambientazione sia per coloro che già conoscono questo tipo di danze, sia per coloro che non le conoscono affatto. Parlo di sorpresa perché è di fatto un qualcosa che non c’è in giro come forma di spettacolo. Stiamo provando di farla giungere al pubblico in maniera piacevole cercando di coinvolgere le persone che comunque rimangono sedute, ma non sempre, a scoprire questa diversa modalità di stare insieme attraverso il ballo.

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Intervista a Susanna Serafini

   Curiosità e retroscena di una danza magica: il valzer dell'800

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di Egizio Trombetta - 30.06.2018. Susanna Serafini, direttrice e docente di danza classica e danze storiche presso l’Istituto Superiore di Danza, da anni insegue un sogno: diffondere il valzer ottocentesco nella sua città, Roma. La professoressa che stiamo per intervistare insegna dunque a Roma e dintorni, per tanti anni è stata l’unica Maestra a credere e in questa danza di coppia. Il suo seme è germogliato, i suoi allievi sono corteggiatissimi e altri insegnanti hanno deciso di seguire la sua strada. Chi meglio della professoressa Serafini può raccontarci le emozioni offerte dal valzer? Per ulteriori approfondimenti sul valzer ottocentesco visitate la pagina Facebook: Valzer da Strada  https://www.facebook.com/valzerstrada/

 

Professoressa Serafini, come prima cosa le chiediamo cosa l’abbia spinta a intraprendere questa sfida? Il valzer non è affatto una danza semplice da insegnare e non c’è nemmeno tanta richiesta. Perché il valzer? “Personalmente non la vedo come una sfida dal momento che gli altri non lo insegnano. Ho un particolare feeling con questa danza. E’ il mio ritmo, è il mio ritmo vitale e soprattutto mi sembra la continuazione del mio respiro, del mio muovermi, del mio modo di essere. Quando canticchio lo faccio in tre quarti. Durante le lezioni di solfeggio andavo verso il tre quarti in maniera assolutamente naturale, mi accorgevo di solfeggiare in tre quarti partiture in due quarti. Questo particolare mi
fece riflettere, evidentemente questo significa che fa parte del mio essere. La scelta di insegnare il valzer è stata una scelta ben

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Valzer delle emozioni

Di Rita Ferraro – ...mi piace immaginare la danza come un filo di un telaio che, con l’aiuto di mani esperte, si riunisce in un intreccio, creando una trama e trovando un senso al proprio esserci “qui ed ora”, con se stessi, con la propria storia, la propria unicità. Il video propone un'esibizione dei maestri di valzer ottocentesco Armando Ciaccia e Susanna Serafini. (video youtube all'interno o a questo link)

 04.07.2016. La vita è vista dai Romantici come un fluire continuo, per cui nulla può placare il desiderio d’infinito che promana dall’animo umano. In particolare la ragione, così esaltata dagli illuministi e dalla cultura del Settecento, non esaurisce la complessità della natura umana che si esprime anche attraverso il sentimento, la fantasia, l’immaginazione, le passioni, l’emotività. L’inquietudine che ne deriva determina una nuova visione della realtà e della vita umana. I Romantici hanno la consapevolezza dell’esistenza di una nuova sensibilità e di un nuovo orientamento nell’arte: la vita è un desiderio d’infinito e crea un appassionante percorso in cui ad ogni passo emerge, potente, un’indomita passione per l’umano. L’esaltazione Romantica della libera e spontanea creatività indirizza il genio artistico

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Mauro Biglino vs Teologi

  

     

di Egizio Trombetta - 20.03.2016. Che cosa dice davvero la Bibbia? Questo il tema del confronto tra Mauro Biglino, saggista piemontese, il "distruttore" della Bibbia, e alcuni teologi. La tesi di Biglino? "L’antico testamento non parla di Dio, ma parla di un individuo che ha stabilito un patto di alleanza con un popolo". La conferenza integrale è disponibile a questo link . I commenti sono ora attivi sul blog.

 


MILANO. E’ così arrivato il giorno del tanto atteso confronto fra Mauro Biglino, il “distruttore” della Bibbia e i teologi. Il tema principale della discussione è: cosa dice davvero la Bibbia? Si sono incontrati a Milano, in un hotel di periferia, lo scorso 6 Marzo per una “tavola rotonda” che ha visto partecipare oltre al già citato Biglino, saggista, ex collaboratore delle Edizioni San Paolo, anche Ariel Di Porto, rabbino capo della comunità ebraica di Torino, il professor Daniele Garrone, biblista esperto e pastore protestante, Don Ermis Segatti, sacerdote e docente di teologia, Mons. Avondios, al secolo Ioan Dumitru Bica, arcivescovo della chiesa ortodossa di Milano, di nazionalità romena. Colpisce il colpo d’occhio offerto dalle svariate centinaia di persone accorse all’evento: mezzo migliaio circa! Fra di loro, come era nelle previsioni,
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Sgarbi, Cappelletti, Benedetti

  I tre noti storici dell'arte ricordano il loro amico Maurizio Marini

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Di Egizio Trombetta  In occasione della presentazione del libro Una vita per la storia dell’arte, Scritti in memoria di Maurizio Marini, (evento avuto luogo lo scorso 8 ottobre a Palazzo Corsini in Roma) abbiamo chiesto di ricordare Maurizio Marini a tre noti storici dell’arte: Vittorio Sgarbi, Francesca Cappelletti e Sergio Benedetti. Nella versione audio delle interviste, proposta unitamente a questo testo, vengono proposte anche gli interventi di Vittorio Sgarbi e Francesca Cappelletti. Pubblico queste testimonianze in occasione del giorno del compleanno di Maurizio Marini, il 4 Novembre.

04.11.2015 - ROMA. Palazzo Corsini - Intervista a Vittorio Sgarbi:   Se la sente di offrirmi un ricordo personale riferito a Maurizio Marini? “Per me l’intimità è un concetto abbastanza poco intimo, io sono molto pubblico. Siamo stati insieme per esempio a Malta perché lui sosteneva, in modo sempre un po’ enfatico, l’autografia di Caravaggio di un quadro di Cremonini. Il quadro era bello, ma forse era Cecco del Caravaggio. Dicevo prima (durante la conferenza n.d.r.), della sua generosità attributiva che secondo me era anche in malafede nel senso nobile. Nel senso che lui amava esagerare quasi sapendolo. Eravamo andati sull’aereo di Cremonini e facemmo una bella giornata a Malta. Si vedeva il suo rapporto fisico con le opere d’arte. Le opere esposte le guardavamo con la passione con cui si guarda una bella donna in cui si vede una bellezza evidente e vivente” Dunque Marini era di manica larga sulle attribuzioni? Beh, è vero. Andrebbero riprese un 50% delle sue
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Intervista a Mauro Biglino 2.0.

  

     

di Egizio Trombetta - 03.09.2015. Intervista a Mauro Biglino e a Rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma. Mauro Biglino ha collaborato per le Edizioni San Paolo in qualità di traduttore per circa dieci anni. Un bel giorno Mauro decide di iniziare a raccontare quello che a lui sembrava di leggere dai cosiddetti testi sacri. Perde immediatamente il lavoro con le Edizioni San Paolo. A questo punto Mauro ha una sola prospettiva: andare avanti e dimostrare a tutti di non essere un visionario. Biglino sostiene con veemenza che a noi, a riguardo del Vecchio Testamento,  hanno raccontato tutta un’altra storia. Il suo pensiero, in estrema sintesi, lo possiamo dedurre dal titolo del suo ultimo libro edito da Mondatori: La Bibbia non parla di Dio. I commenti sono ora attivi sul blog.

 

 TORINO. Mauro, ripropongo in questa sede alcune tue affermazioni :la Bibbia (n.d.r. si intende Vecchio Testamento)  non parla di Dio, la Bibbia è un libro di storia come tutti gli altri, la Bibbia  è diventato il testo sacro di riferimento delle religioni monoteistiche in seguito di manipolazioni di termini chiave, gli artefici di questa manipolazione furono In parte dai Masoreti (scribi ebrei eruditi che fra il VI  e IX secolo d.c. incaricati di “fissare” il significato degli antichi codici) e in parte dai teologi nel corso dei secoli. Ritengo efficace per la sintesi, questa tua dichiarazione rilasciata al settimanale Oggi:<<Ho capito,
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