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Caravaggio/Bacon? La parole à Maurizio Marini Egizio Trombetta – Interview à Maurizio Marini. Traduction de Laura Cecilli. METRO Disponibile la versione integrale dell’intervista in italiano 01.02.2010. 2010 est l’année de Caravage, on célèbre le quatrième centenaire de sa mort. ’exposition à la Galerie Borghese vient à peine de se terminer et elle a proposé un rapprochement inèdit: les chefs-d’oeuvre de Caravage et ceux de Bacon. ne expérience esthétique plutot qu’une reconstruction historique critique. es chiffres, 1800 présences quotidiennes en moyenne, parlent clairement: l’idée d’Anna Coliva (directrice de la Galerie Borghese) a été un bon choix et on se demande si la rochaine exposition, celle prevue à partir du 20 février 2010 à les “ Scuderie del Quirinale” ferait e son mieux. On va en parler avec l’historien d’art Maurizio Marini.  | Professeur Marini, la Galerie Borghese a proposé un rapprochement entre des tableaux de Caravage et ceux de Bacon. Qu’est-ce que vous en pensez? “Je pourrais dire qu’il s’agit d’un rapprochement blasphèmatoire et pas completement justifié. Je pense qu’il n’y a pas de points de connexion au niveau concectuel ni au niveau technique-stilistique et même formel.” Mais il y a quand même quelque chose qui met en commun les deux artistes. Aussi bien Caravage que Bacon n’aimaient pas doucir une réalité qu’ils percevaient comme brutale. “Oui mais pour Caravage, c’est vrai qu’en partie il mettait toujours en scène les situations, il voyait et il réalisait tout ce que même les autres voyaient mais qui ne realisaient jamais.” Peut- être aussi les mêmes penchants sexuels les mettaient en commun, Bacon s’était déclaré |
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L’indifferenza Di Egizio Trombetta – Spielberg dichiarò quanto segue <<...America, la Russia, l’Inghilterra sapevano tutti dell’olocausto, anche nel momento in cui si stava verificando. Non abbiamo fatto nulla per fermare questa marcia verso la morte, eppure sapevamo tutti che stava avvenendo. E’ come un enorme macchia rossa di sangue, di un color rosso vivo, che tutti possono vedere, ma nessuno fa nulla per fermarla>> |
| 27.01. 2010. Oggi è il giorno della Memoria e noi dobbiamo usare questo passato per muoverci verso il futuro. Siamo in dovere, e in diritto, di servirci della Shoah per tentare, dico almeno tentare, di somigliare sempre di meno a delle bestie e sempre più ad esseri dotati di intelligenza umana e dunque di provare sentimenti perlomeno assimilabili all’amore, alla carità (in senso di chàris, termine greco che vuol dire amore senza interesse) e alla pietà. E l’indifferenza in che posizione si colloca? Come nasce, come si diffonde? Sarà per colpa di una tendenza diffusasi nel paese culturalmente pilota? (USA) Boh! Ma ora è idiota spendere energie per scoprire di chi sia la colpa. Posso però testimoniare che si tratta di una macchia propagatas a tutti i livelli, in tutti i strati sociali, in tutte le circostanze della |
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Caravaggio/Bacon? La parola a Maurizio Marini Di Egizio Trombetta – Intervista allo storico dell'arte Maurizio Marini. Anche su METRO Disponibile la versione in lingua francese dell’intervista. 25.01.2010. Il 2010 è l’anno del Caravaggio, si celebra il IV centenario della sua morte. Si è appena conclusa la mostra della Galleria Borghese che ha proposto un affiancamento inedito: i capolavori di Caravaggio insieme a quelli di Bacon. Un’esperienza estetica piuttosto che una ricostruzione storico critica. I numeri, 1800 presenze giornaliere di media, parlano chiaro: l’idea di Anna Coliva (direttrice della galleria Borghese) è stata una scelta vincente e ci si chiede se la prossima mostra in programma dal 20 Febbraio alle Scuderie del Quirinale saprà fare di meglio. Ne parliamo con lo storico dell’arte Maurizio Marini.  | Professor Marini, la Galleria Borghese ha offerto un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon. Che cosa ne pensa? “E’ stato un accostamento oserei dire quasi blasfemo e del tutto ingiustificato. Ritengo che non ci siano ne punti di connessione a livello concettuale e ne a livello tecnico-stilistico. Sono due mondi lontanissimi fra loro” Se lei dovesse scegliere i quadri per una mostra del centenario, quali sceglierebbe? “Vuole saperla tutta? Non sposterei quadri così antichi di grosse dimensioni, possono subire danni. Porterei a Roma i quadri a carattere apparentemente profano come i Bari o i Musici e li affiancherei a quelli a soggetto religioso. Pensare di spostare quadri di grande formato come La Morte della vergine è da considerarsi pura follia. Come soluzione alternativa proporrei una mostra virtuale, utilizzando delle riproduzioni a pellicola” |
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Intervista a Pietro Farro Di Egizio Trombetta – è un’intervista video a Pietro Farro, scrittore, editore e grande innamorato del tennis. Pietro ci presenta il suo ultimo libro A proposito di Mister B. Appunti sul cavaliere ei sui scudieri e risponde a domande inerenti al caos della sinistra italiana. 
| 21.01.2010. Finalmente conosco di persona Pietro Farro, un editore di Monte Porzio Catone, una persona a mio modo di vedere molto coraggiosa e soprattutto sincera. Non so se la nostra chiacchiera può definirsi proprio un’intervista, ma ritengo che valga la pena di essere ascoltata. Pietro ci presenta il suo ultimo libro, A proposito di Mister B. Appunti sul cavaliere ei sui scudieri, libro che sintetizza egregiamente alcune vicende legate al passato del nostro Premier. E’ un libro scritto a tratti con raffinata ironia e ideale per tutti coloro che volessero informarsi ma che non hanno voglia di cimentarsi in un tomo di 400 pagine. A seguire s'è discusso di altri temi, (che forse non brillano per originalità):abbiamo affrontato temi quali: la disgregazione del centro-sinistra nel 2008, perché lo stesso centro-sinistra non sferrò il colpo decisivo a Berlusconi nel 1996 e successivamente nel 2006? E poi ancora: una casa editrice molto vicina al vecchio PCI fece sparire dal proprio catalogo un libro scomodo il cavaliere… Perché? Successivamente chiedo a Pietro: se un amico ti dovesse confidare che da il proprio voto a Berlusconi, come ti comporti con lui? Che percentuale di berlusconismo, inteso come stato dell’essere, è presente in te? Vista la vecchia passione di Pietro per il tennis e per Adriano Panatta gli chiedo se il tennis può essere inteso come una buona metafora di vita. Il video è tutto da vedere, si parla anche di altro… |
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Passo Passo Di Egizio Trombetta – Nel video: una battuta con Bruno Vespa sulla visita di Benedetto XII alla comunità ebraica. Le opinioni di due membri della comunità ebraica. Le immagini della visita di Gianfranco Fini e Gianni Letta. Le toccanti parole del presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici. Il racconto di una giornata impegnativa vista dalla parte dei cronisti. L’intervento di Valerio, un cineoperatore di TeleRoma 56 e Cecilia, una fotoreporter. Su IoReport SKGTg24 |
| 18.01.2010. Non perderò mai occasione di spendere le mie energie per rendere più solida l’amicizia fra i cattolici e gli ebrei, i “nostri fratelli maggiori”. 17 Gennaio 2010, di quella indimenticabile giornata mi porto dietro due frasi altrettanto indimenticabili: la prima, quella del presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici:''Se sono qui a parlare da questo luogo sacro e' perche mio padre e mio zio Raffaele trovarono rifugio nel Convento delle Suore di Santa Marta a Firenze''. La seconda, quella del Pontefice “La piaga dell’antisemitismo sia sanata per sempre”. Non posso inoltre non essere d’accorto con quanto ha afferma l’onorevole Gianni Letta:”Non si può svilire un evento di questa portata col commentino di Tizio e di Caio a fine giornata. Quanto è successo si commenta da se.”. Sono talmente d’accordo che mi vergogno |
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Apparire o Essere Di Egizio Trombetta – Ho un’amica, molto molto carina, che una sera a cena ha confidato a me e ad un altro amico un episodio accaduto qualche mese prima:”Egi me devi crede, quello li era ricco da far schifo. M’ha detto: me sposi? Tu basta che vieni con me alle feste e che dici che stai con me, per il resto, puoi fa quello che te pare, sei libera…”. Ecco quanto mi disse la mia amica dal marcato accento ispanico. Naturalmente non rivelo il suo nome. Apparire o essere, non è  | 10.01.2010. mia intenzione scimmiottare Erich Fromm, ne filosofare a lungo sul contrasto di questo binomio, in me c’è solo il desiderio di buttare giù qualche riflessione, chissà, forse del tutto strampalata. L’avere di Fromm è stato soppiantato dall’apparire dei tempi dell’Euro? Non so, ma sto provando a capire. Di certo è che “l'Avere” è diventato sempre più complicato e in periodi di crisi ci si può accontentare anche del solo apparire. La reputazione è fondamentale per alcuni, far bella figura riempie lo spirito (del nulla). C’è chi mette su addirittura finti matrimoni per coprire le proprie tendenze omosessuali, strategia conveniente – mi dicono – se si ricopre ruoli professionale di un certo peso. Trovo |
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