Valzer delle emozioni

Di Rita Ferraro – ...mi piace immaginare la danza come un filo di un telaio che, con l’aiuto di mani esperte, si riunisce in un intreccio, creando una trama e trovando un senso al proprio esserci “qui ed ora”, con se stessi, con la propria storia, la propria unicità. Il video propone un'esibizione dei maestri di Valzer Viennese Armando Ciaccia e Susanna Serafini.  Si prega di non postare commenti sul BLOG poiché questa funzionalità è stata temporaneamente disabilitata.

04.07.2016. La vita è vista dai Romantici come un fluire continuo, per cui nulla può placare il desiderio d’infinito che promana dall’animo umano. In particolare la ragione, così esaltata dagli illuministi e dalla cultura del Settecento, non esaurisce la complessità della natura umana che si esprime anche attraverso il sentimento, la fantasia, l’immaginazione, le passioni, l’emotività. L’inquietudine che ne deriva determina una nuova visione della realtà e della vita umana. I Romantici hanno la consapevolezza dell’esistenza di una nuova sensibilità e di un nuovo orientamento nell’arte: la vita è un desiderio d’infinito e crea un appassionante percorso in cui ad ogni passo emerge, potente, un’indomita passione per l’umano. L’esaltazione Romantica della libera e spontanea creatività indirizza il genio artistico a esprimersi in assoluta libertà e la danza, linguaggio

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Sgarbi, Cappelletti, Benedetti

  I tre noti storici dell'arte ricordano il loro amico Maurizio Marini

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Di Egizio Trombetta  In occasione della presentazione del libro Una vita per la storia dell’arte, Scritti in memoria di Maurizio Marini, (evento avuto luogo lo scorso 8 ottobre a Palazzo Corsini in Roma) abbiamo chiesto di ricordare Maurizio Marini a tre noti storici dell’arte: Vittorio Sgarbi, Francesca Cappelletti e Sergio Benedetti. Nella versione audio delle interviste, proposta unitamente a questo testo, vengono proposte anche gli interventi di Vittorio Sgarbi e Francesca Cappelletti. Pubblico queste testimonianze in occasione del giorno del compleanno di Maurizio Marini, il 4 Novembre. Si prega di postare eventuali commenti sul sito Caravaggio400 poiché questa funzionalità è stata temporaneamente disabilitata in questo blog.

04.11.2015 - ROMA. Palazzo Corsini - Intervista a Vittorio Sgarbi:   Se la sente di offrirmi un ricordo personale riferito a Maurizio Marini? “Per me l’intimità è un concetto abbastanza poco intimo, io sono molto pubblico. Siamo stati insieme per esempio a Malta perché lui sosteneva, in modo sempre un po’ enfatico, l’autografia di Caravaggio di un quadro di Cremonini. Il quadro era bello, ma forse era Cecco del Caravaggio. Dicevo prima (durante la conferenza n.d.r.), della sua generosità attributiva che secondo me era anche in malafede nel senso nobile. Nel senso che lui amava esagerare quasi sapendolo. Eravamo andati sull’aereo di Cremonini e facemmo una bella giornata a Malta. Si vedeva il suo rapporto fisico con le opere d’arte. Le opere esposte le guardavamo con la passione con cui si guarda una bella donna in cui si vede una bellezza evidente e vivente” Dunque Marini era di manica larga sulle attribuzioni? Beh, è vero. Andrebbero riprese un 50% delle sue
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Intervista a Mauro Biglino 2.0.

  

     

di Egizio Trombetta - 03.09.2015. Mauro Biglino ha collaborato per le Edizioni San Paolo in qualità di traduttore per circa dieci anni. Un bel giorno Mauro decide di iniziare a raccontare quello che a lui sembrava di leggere dai cosiddetti testi sacri. Perde immediatamente il lavoro con le Edizioni San Paolo. A questo punto Mauro ha una sola prospettiva: andare avanti e dimostrare a tutti di non essere un visionario. Biglino sostiene con veemenza che a noi, a riguardo del Vecchio Testamento,  hanno raccontato tutta un’altra storia. Il suo pensiero, in estrema sintesi, lo possiamo dedurre dal titolo del suo ultimo libro edito da Mondatori: La Bibbia non parla di Dio. Si prega di non postare commenti per questo articolo. La funzionalità commenti è stata disabilitata in questo blog.

 

 TORINO. Mauro, ripropongo in questa sede alcune tue affermazioni :la Bibbia (n.d.r. si intende Vecchio Testamento)  non parla di Dio, la Bibbia è un libro di storia come tutti gli altri, la Bibbia  è diventato il testo sacro di riferimento delle religioni monoteistiche in seguito di manipolazioni di termini chiave, gli artefici di questa manipolazione furono In parte dai Masoreti (scribi ebrei eruditi che fra il VI  e IX secolo d.c. incaricati di “fissare” il significato degli antichi codici) e in parte dai teologi nel corso dei secoli. Ritengo efficace per la sintesi, questa tua dichiarazione rilasciata al settimanale Oggi:<<Ho capito,
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SVEGLIATI !

      

di Egizio Trombetta - Sei tornato oggi dalle ferie e ti sei perso le puntate precedenti? Ah non sapevi nulla della discarica che piazzeranno il prossimo primo di Ottobre sull’Ardeatina, in prossimità del Santuario del Divino Amore? Beh se abiti ad un raggio di almeno dieci chilometri dalla discarica della Falcognana forse questo post potrebbe interessarti. La notizia risale allo scorso 8 agosto 2013: <<Trovato l'accordo sulla discarica a Falcognana, sull'Ardeatina. L'intesa è stata raggiunta in un vertice che si è tenuto tra il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il commissario governativo Goffredo Sottile. Proteste da parte dei residenti che hanno tentato invano di raggiungere e bloccare il Gra>>

       

  

18.08.2013 - “Da qualche parte la dovranno pur mettere sta monnezza… rassegnatevi” – è stato il commento di Rodolfo, l’ amico barbiere. Lui abita in  centro.  Dal suo punto di vista Malagrotta, Monti dell’Ortaccio o Falcognana non fa alcuna differenza. Certo la sua considerazione mi fatto riflettere, come si può lottare con decisione per evitare un disagio che ricadrebbe sulle spalle di altri? Si sa, l’indole umana funziona in modalità: “pensare essenzialmente ai propri interessi” – e se va bene “pensare ai propri interessi e magari agli interessi di coloro che hanno i stessi miei obbiettivi”.  Dunque come presentarsi con spensieratezza al sostegno di una lotta anti discarica? Alla prima occasione ne parlo con Don Ferdinando Altieri, attuale parroco del Santuario del Divino Amore.

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Intervista a Max Giusti

 

Di Egizio Trombetta - All’interno è disponibile la versione audio dell’intervista. Alla fine dell’audio del filmato saranno proposte le immagini del dietro le quinte di Affari tuoi. Sarà possibile ascoltare inoltre l’audio di Max che canta Reginella in esclusiva per pubblico di Affari tuoi poco prima di partire con le registrazioni del programma.

 

02.03.2010. Massimiliano Giusti detto Max, attore, imitatore, conduttore televisivo, artista poliedrico come pochi. Arriva al successo grazie ai personaggi da lui imitati. Esordisce sul piccolo schermo nel 1991 su Rai2 con Stasera mi butto e Ricomincio da due. La sua popolarità cresce esponenzialmente nel 2007 con la partecipazione in Distretto di Polizia e, nel 2008, con la straordinaria avventura di Affari tuoi. Lo show preserale di Rai uno a Marzo andrà in vacanza per lasciare spazio ai Soliti Ignoti di Fabrizio Frizzi. La domanda che gli rivolgo in riferimento all’amico Frizzi non è stata certo una coincidenza. La sua passione per il tennis assorbe gran parte del suo tempo libero, sia nelle vesti di giocatore che nelle vesti di presidente di un team, il suo team. La sua collaborazione con la Federazione nasce dalle ceneri di una retrocessione a tavolino del suo team. Max coglie l’attimo e si ritaglia un ruolo su Supertennis, il canale federale totalmente dedicato 

  

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Sotto lo stesso cielo

   Incontro con Moni Ovadia a Bergamo. Si discute di antisemitismo

 

Di Egizio Trombetta – In questo post potrete vedere il video integrale dell’incontro con Moni Ovadia che si è tenuto a Bergamo il 9 Novembre sul tema “Ebrei e danaro”.  Ovadia tenta di smitizzare alcuni luoghi comuni che circolano sugli ebrei. Si discute a fondo sulle ragioni che fanno nascere l’antisemitismo. Infine alcune riflessioni sull’opera di William Shakespeare Il Mercante di Venezia.

 

20.11.2010. BERGAMO.  Moni Ovadia, attore e regista, studioso del mondo ebraico e yiddish, è stato ospite delle Acli all’interno del ciclo di incontri “Molte fedi sotto lo stesso cielo”. L’auditorium della Casa del Giovane di via Gavazzeni in Bergamo era stracolma, molte persone hanno assistito all’incontro sedute in terra e sui scalini, altre ancora sono rimaste in piedi. Ovadia tenta di smontare alcuni luoghi comuni che circolano da secoli sugli ebrei, uno su tutti: l’attaccamento dell’ebreo al danaro. Non si parla solo di questo ovviamente. Si tenta inoltre di sviscerare le origini dell’antisemitismo. Ovadia insiste in più di una circostanza sulla questione palestinese… quasi esagerando, ma non lo fa da “ebreo”, lo fa al contrario...  Per coloro che fossero interessati ad un approfondimento rimando alla visione del video  Mi è sembrato infine interessante aprire uno spaccato letterario e

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Intervista a Tania Zamparo

Di Egizio Trombetta - 25.12.2010. Tania Zamparo, eletta Miss Italia nel 2000, poi anche attrice e conduttrice televisiva. Dall’agosto del 2008 è una delle conduttrici di Sky Sport 24, il canale di all news sportive di Sky Italia e dal novembre 2009 conduce il magazine di Rugby “Terzo Tempo”, in onda ogni domenica su Sky Sport 2.  Ripropongo sul blog la versione integrale dell’intervista, con la sequenza originale delle domande. L’intervista è stata pubblicata sul quotidiano Metro e su Ubitennis. Fra i temi trattati di si parla fra l’altro di: retroscena del concorso di Miss Italia, la vita difficile delle modelle, del percorso giornalistico di Tania, la sua fede biancazzurra, il quartiere di Tania: l’Appio Tuscolano, differenze sociali fra Roma e Milano, apparire o essere, le difficoltà che ha oggigiorno un uomo per conquistare una donna, le strategie di Sky sport, i sogni di Tania.

 Lei aveva sogni da bambina? “Sogni?”  Si, aveva dei sogni? “Né avevo tantissimi, come tutti i bambini, però non erano sogni costanti nel tempo. Magari un giorno sognavo di fare l’infermiera, un giorno sognavo di fare la giocatrice di pallavolo, un altro giorno sognavo di fare la modella per cui…”      E lei cosa si sente di consigliare ad una bambina che ha dei sogni? “Quello di capire quello che veramente vuole e poi trovare i mezzi per raggiungere il suo obiettivo. Tante ragazze sognano, vorrebbero, ma poi non fanno i passi giusti, non si preparano adeguatamente per arrivare a fare quello che vorrebbero”       Lei ha fatto anche modella, mi dicono non sia proprio una passeggiata fare quella vita,  “Si è vero, è dura, ma è anche un’esperienza di vita. Quando l’ho fatto io era un periodo diverso. Parliamo degli anni ’90 quando le modelle erano delle dive come Claudia Schiffer, Cindy Crawford,    
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       Intervista a Mosignor Corradini

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Di Egizio Trombetta – Intervista straordinaria ad un uomo di Chiesa che dedica una parte della sua vita a ricerche in archivio per conoscere più approfonditamente Caravaggio. Corradini è uno dei principali fornitore di documenti agli autori di monografie caravaggesche, ma è anche l’avvocato del diavolo nei di processi d santificazione: ne approfitto, si parla, in esclusiva assoluta, con lui di un argomento spesso considerato TABU’: discutiamo dell’inchiesta propedeutica al processo di santificazione, in corso, di Giovanni Paolo II. Si parlerà ovviamente anche di pedofilia , di fede e del ruolo di avvocato del diavolo. Si discuterà anche se sia giusta oppure no la castità sacerdotale. Non perdetevi questa intervista!

   

27.04.2010. Monsignor Sandro Corradini, da oltre dieci anni è impegnato in indagini di archivio su vicende che riguardano il Caravaggio. Il frutto del suo lavoro arricchisce spesso le innumerevoli  monografie dedicate a Michelangelo Merisi. Mosignor Corradini ha inoltre un incarico di importanza capitale in Vaticano: è promotore di giustizia della Congregazione per le Cause dei Santi, è in pratica il cosiddetto “avvocato del diavolo” dei processi di santificazione. Tanto per intenderci, se Giovanni Paolo II sarà fatto santo dipenderà soprattutto dal nostro amico.

Monsignor Corradini, quando cominciano le sue ricerche in archivio su vicende caravaggesche? “Ho iniziato circa dieci anni fa a dedicare del tempo alle ricerche di archivio in modo continuativo, ma nei ritagli di tempo. Ho voluto ripercorrere tutto il materiale noto e riaffrontare un’analisi più approfondita trovando
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La Kabbalah è per tutti?

 

di Egizio Trombetta - 20.03.2012. Il Disegno Segreto – Il messaggio della Kabbalah nell'arte in Italia è l’ultimo libro di Roy Doliner, un altro “ponte” eretto dallo scrittore ebreo americano con lo scopo di unire idealmente ebraismo e cattolicesimo. Questo post si propone di innescare un dibattito. La Kabbalah è per tutti? Secondo Roy Doliner no. Ma non tutti la pensano allo stesso modo... Pubblicato su l'Unità 

 

 Milano, 14 marzo 2012, nelle librerie di tutta Italia fa capolino Il Disegno segreto – Il messaggio della Kabbalah nell’arte in Italia”, edito da Rizzoli,  l’ultimo libro di Roy Doliner, un ebreo newyorkese di origine romena . Già dopo le prime pagine lette in metropolitana realizzai che il Disegno Segreto di Doliner aveva il marchio di fabbrica. Se i quadri di Caravaggio sono contraddistinti da un sofisticato chiaroscuro, da un’intellettualità raffinata, dalla crudezza nel rappresentare la realtà e dalle celebri incisioni sulla tela con il pennello dalla parte del legno,un scritto di Doliner, lo si riconosce dal ritmo e dall’energia sprigionata in ogni pagina del suo libro. I frettolosi potrebbero essere infastiditi dalle ripetute digressioni utilizzate da Doliner  nel corso dell’opera, ma chi va di fretta si sa, rischia di perdersi un panorama pieno di sorprese. E a proposito di divagazioni, assolutamente da non perdere l’interpretazione di Doliner sull’Apocalisse di Giovanni. Il numero della bestia, non sarebbe riferito ad un demone specifico, bensì  alla nostra inclinazione negativa…  il nostro principale Avversario, il nostro Yetzer hara. Il percorso proposto da Doliner nel libro ha come strada maestra le Sefirot della Kabbalah conosciute anche come l’Albero della Vita.  Ciascuna sfera, Sefirah, rappresenterebbe secondo la tradizione Kabbalistica un campo di energia che ha lo scopo di separare la nostra realtà, rappresentata dalla Sefirah Malkuth, da quella del Creatore e dalla sua Luce. Ma perché esistono le Sefirot? Non è mio compito rispondere a questa domanda e mi fermo qui. Ma spero almeno di aver incuriosito a sufficienza il lettore di queste poche righe. Ad ogni modo al lettore resterà utile anche sapere che le sfere dell’Albero della Vita sono dieci.

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Intervista a Vittorio Sgarbi

    

   

di Egizio Trombetta - 10.04.2011 - Vittorio Sgarbi pensò ad una mostra diversa più di trent’anni fa mentre osservava un dipinto di Giovanni Girolamo Savoldo. Secondo il critico, Savoldo, prefigurava il percorso mentale del suo primo e solo allievo ideale: Michelangelo Merisi da Caravaggio. Sgarbi ci concede l'intervista rivelandoci alcuni retroscena della mostra ora in corso al museo Diocesano di Milano: Gli occhi di Caravaggio.  L'intervista è stata realizzata all'interno del museo durante una pausa delle registrazioni di un documentario. In coda al filmato  propongo un'intera sessione di registrazioni che Vittorio Sgarbi mi ha invitato a riprendere. Nelle immagini si possono scorgere i quadri del Giorgione esposti nella mostra Gli Occhi di Caravaggio. Ringrazio la disponibilità di Vittorio Sgarbi che mi ha concesso l'intervista pur stanchissimo a causa delle interminabili registrazioni che erano in corso per la realizzazione di un documentario sulla mostra.

 

 Professor Sgarbi, mi è sembrato di capire che inizialmente le sue intenzioni erano quelle di allestire una mostra senza nemmeno un’opera di Caravaggio. Cosa le ha fatto cambiare idea? Temeva che la mostra senza un’opera di Caravaggio non avrebbe attratto visitatori? “Ma no, non ho cambiato affatto idea. La mostra poteva essere, e sostanzialmente è, senza la presenza di Caravaggio. Un dipinto essenziale, che ci sarebbe dovuto essere, è il “Riposo dalla fuga in Egitto” della Doria Pamphilj che poi, per liti famigliari non ci è stato dato. Quello sarebbe stato invece la prima delle opere di Caravaggio conosciute e certamente l’unica che poteva essere stata dipinta anche in Lombardia. Sappiamo che sta a Roma, ma non abbiamo la certezza che è stata dipinta lì. Quindi è l’unica che poteva rientrare nel discorso perché la mostra indaga in venticinque anni di permanenza di Caravaggio a Milano, senza che si conoscano le opere che ha dipinto in quei venticinque anni.
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Intervista a Maurizio Calvesi

 

Di Egizio Trombetta – Intervista al professor Maurizio Calvesi presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della morte di Caravaggio

   

 

19.02.2010. E’ giunto il momento che tutti attendevano, l’evento che celebra il IV centenario della morte di un gigante della pittura: Caravaggio. Dal 20 Febbraio al 13 giugno 2010 sarà in corso alle Scuderie del Quirinale una mostra che conta oltre venti opere del pittore che in tanti ancora definiscono “maledetto”. Non è così che la pensa il Professor Maurizio Calvesi, uno dei maggiori esperti al mondo di Caravaggio e presidente del Comitato Nazionale per il IV centenario della morte dell’artista. Professor Calvesi, il filo conduttore della mostra in programma alle scuderie del Quirinale mi sembra che siano i quadri di certa attribuzione“Si negli ultimi tempi sono state fatte molte attribuzioni

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Intervista a Nicola Pietrangeli

Di Egizio Trombetta - Intervista a Nicola Pietrangeli. Il tennista più titolato della storia azzurra, il più grande insieme ad Adriano Panatta

03.03.2008. Sono tante le ragioni che mi fanno sentire affettuosamente vicino a Nicola Pietrangeli. Una di queste è senza dubbio l’amore in comune che abbiamo verso il il proprio gatto. Pupino quello di Nicola, Chicca quello di Egizio. Dal giorno che la bella Licia se ne andò Pupino si ritrovò da solo a scaldare il cuore del grande Nick. Chicca fece altrettanto dal giorno che successe a me la stessa cosa.

 

Nicola minaccia sempre il suo povero gattino:”Ricordati Pupino che tu non puoi morire prima di me! Hai un dovere morale verso il tuo padrone. Non puoi lasciarmi solo!”

Non è bello dirlo, ma a volte sapete ci penso e vi dico…che avrei voluto essere al suo posto…andare in giro per il mondo senza quasi un soldo in tasca, con l’ottimismo e con tanto entusiasmo in fondo al bagaglio. Vivere alla giornata e prendere in giro la vita fin quando è possibile…

 

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Caravaggio era gay?

di Egizio Trombetta – video intervista all’interno al caravaggista Maurizio Marini che ha partecipato alla produzione del film Caravaggio, da venerdì 20 nelle sale cinematografiche.

19.06.2008. Di Maurizio Marini mi colpisce principalmente la sua grande umanità, la sua predisposizione all’amicizia e soprattutto la sua immensa voglia di mettere a disposizione di tutti il suo enorme bagaglio di conoscenze. Marini, noto caravaggista romano, collabora nel 2007 con la produzione del film “Caravaggio” diretto da Angelo Longoni uscito in questi giorni nelle sale cinematografiche. Dichiaratamente eterosessuale, Marini, cerca di affermare con determinazioni le sue idee in merito alle tendenze sessuali del pittore lombardo, sia nella sceneggiatura del film, che in questa piacevole e interessante chiacchierata. 

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Intervista a Claudio Strinati

 

Di Egizio Trombetta -  A microfoni spenti il professor Strinati mi ha fatto sapere che la capienza dei locali che ospitano gli incontri in programma ogni giovedì al Palaexpo è stata sensibilmente maggiorata. L’ampliamento si è reso possibile grazie all’istallazione di alcuni maxi schermi nei locali adiacenti la sala cinema.

 

10.03.2010. Un’introduzione da parte mia sul professor Strinati - l'ideatore della mostra delle scuderie - potrebbe suonare non adeguata, ingenerosa e riduttiva. Lascio a voi la libertà di farvi un’opinione sul professore, guardate la versione video dell’intervista.  Professor Strinati, siamo a ridosso della quarta settimana di mostra, come sta andando? “Abbastanza bene, ha un flusso di visitatori molto grande e d’altra parte è comprensibile, il nome del Caravaggio è talmente famoso che è chiaro che in molti desiderano vedere questa mostra”

In conferenza stampa, nel giorno della presentazione, ci ha deliziato con quel suo colloquio virtuale col maestro. Ha avuto altri contati di questo tipo con Caravaggio nel corso della sua carriera? “In effetti succede questo. Quando un esperto d’arte frequenta per molto tempo un autore, frequenta nel senso che ne
 
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Intervista a Rossella Vodret

 

 

Di Egizio Trombetta – Intervista a Rossella Vodret, curatrice (insieme a Francesco Buranelli) della mostra delle Scuderie del Quirinale e soprintendente del polo museale della città di Roma. La professoressa Vodret ci svela alcuni retroscena e ci fornisce dettagli importanti sulle prossime mostre dedicata a Caravaggio. Intervista realizzata in collaborazione con Caravaggio400 e Caravaggio Pittore Maledetto. Temi trattati: mostra “La Bottega del Caravaggio”, il Narciso, sinergia arte e letteratura, mostra di palazzo Ruspoli “I Colori del buio”, il copista più bravo, come si organizza una mostra.

 

01.05.2010. Rossella Vodret, oltre ad essere il soprintendente del polo museale della città di Roma è, insieme a Francesco Buranelli, la curatrice della mostra “Caravaggio” allestita alle Scuderie del Quirinale per celebrare il quarto centenario della morte del maestro lombardo. Incontriamo la professoressa Vodret all’indomani dell’annuncio di una nuova mostra che andrà ad integrarsi ad un’offerta caravaggesca già straordinaria.

Fra Maggio e Giugno ci sarà una nuova mostra “La bottega di Caravaggio”, che lei hai curato personalmente, ci può dare qualche informazione in più?   

“Uno dei problemi che abbiamo nel comprendere la figura e l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio è proprio quella di comprendere appieno la tecnica esecutiva da lui utilizzata. Si è scritto molto ma in realtà come facesse a dipingere

 
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“Caravaggio suonava”

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di Egizio Trombetta – intervista a Rosario Cicero (musicista) e Daniele Valmaggi (attore), ascoltati pochi minuti prima della loro performance “Il Suono di Caravaggio” (insieme a Simone Colavecchi - tiorba e Antonio Del Sordo - percussioni) all’Oratorio di S.Francesco Saverio detto del Caravita lo scorso 28 aprile. Transcript a cura di Agnieszka Kirkiewicz. Articolo realizzato n collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

      

 12.05.2010. Caravaggio suonava: è quanto ha dichiarato Daniele Valmaggi – a seguito di un’analisi dell’inventario delle “robe” di Caravaggio -  intervistato insieme a Rosario Cicero pochi minuti prima della loro performance all’Oratorio di S.Francesco Saverio detto del Caravita lo scorso 28 aprile 2010. Coloro che hanno avuto la possibilità di assistere dal vivo all’esibizione (era tutto esaurito da giorni N.d.r.) sono stati sublimati per circa due ore. Pura delizia musicale. Basta osservare e ascoltare i brevi passaggi del concerto proposti nel video che introduce l’intervista. Cicero & Co propone musica di forte matrice etnica. Come ci spiegherà lo stesso Cicero la musica seicentesca risente dell’innovazione linguistica dell’avvento monodico, ma soprattutto è influenzata dalla cultura musicale spagnola e da quella proveniente dal “nuovo mondo”: le Americhe. Le varie esecuzioni melodiche si susseguono insieme a frammenti letterari di Marino, Artale, Bellori,
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Intervista a Beppe Severgnini 

                   

Di Egizio Trombetta - Presentare Beppe Severgnini in poche righe è compito oltre che ingrato assai imbarazzante: è uno dei giornalisti-scrittori più amati del nostro paese. Il successo Severgnini se l’è

 

 16.02.2010. conquistato sul campo soprattutto per la sua grande capacità di trattare i temi più disparati, dalla politica internazionale all’Inter che, come è noto, gli sta a cuore. Conta all’attivo diciassette libri e una rubrica-forum, Italians, che nel dicembre del 2008 ha compiuto il suo decimo anniversario. Nel 2001 ha ricevuto dalla Regina d’Inghilterra il titolo di “Ufficiale dell’Impero Britannico”. Colpisce di lui la sua capacità di non prendersi mai sul serio, il suo umorismo irresistibile e soprattutto la sua disarmante schiettezza. Su di me ha fatto colpo la sua lealtà che ha dimostrato prima, durante e dopo l’intervista che andrete a leggere. Il calcio è senza dubbio il suo grande amore sportivo anche se in pochi sanno che Beppe Severgnini ha una vecchia passione per il tennis. Severgnini l’intervista che le sto facendo sarà pubblicata su Ubitennis, il portale di Ubaldo Scanagatta che è visitato anche da tanti addetti ai lavori e aspiranti tali. Ho saputo che tiene corsi di giornalismo, quale regola consiglierebbe di seguire per condurre una buona intervista?
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ROY DOLINER 

 Caravaggio. A light in the shadows aa                

                       

Di Egizio Trombetta – Roy Doliner presenta il suo ultimo libro Caravaggio. Una luce nelle tenebre (Caravaggio. A light in the shadows), all’English Theatre di Gaby Ford (Teatro Arciliuto di Roma – zona Piazza Navona). Doliner presenta il suo libro in lingua inglese. Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 

15.05.2010. Ogni qual volta abbia tentato di scrivere qualcosa a riguardo di Roy Doliner, l’autore del libro Caravaggio. Una luce nelle tenebre, sono stato improvvisamente colto da ansia da prestazione… Non so mai da che parte iniziare, vorrei raccontare qualcuna delle sue genialate e suggerire dunque di leggere i suoi libri. Credo però si tratti di una missione alquanto impossibile. Inizierò a parlarvi di lui poco alla volta, sperando di suscitare in voi un po’ di curiosità. Doliner è: studioso di lingue, incluse tre lingue di segni per non-udenti, delle religioni, storia dell’arte, storia italiana e dell’antica Roma, oltre che della tradizione ebraica (compresi Talmud, Midrash e Kabbalà). Scrive per il teatro e per il cinema. Il suo libro, I segreti della Sistina, scritto insieme a Bejamin Blech, è un bestseller internazionale, uscito in più di venticinque paesi ed in quindici lingue.  Il Professor Claudio Strinati, che pare abbia perso qualche notte di sonno per colpa del libro, scrive: “Un libro densissimo e acuto”. Strinati, sempre su questo libro, aggiunge:“Come appassionati interlocutori entrano in scena personalità del tutto inattese in un simile contesto come James Dean, Agata Christie, Oscar Wilde, Robert Maplethorpe e tanti altri. Ma altrettanto importante, per una nuova e sorprendente lettura dell’opera caravaggesca, e il riferimento che l’autore fa all’ancestrale argomento

 
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 Intervista a Sergio Benedetti

 

  

 

Di Egizio Trombetta – Intervista esclusiva (anche in versione video) al professor Sergio Benedetti, incontrato all’aeroporto di Pisa prima di imbarcarsi per Dublino. Menzionando il professor Benedetti viene subito in mente un quadro meraviglioso: “La presa di Cristo nell’orto” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, in esposizione permanente alla National Gallery di Dublino e ora esposto nella straordinaria mostra delle Scuderie del Quirinale fino al giorno 13 giugno 2010. Benedetti, nell’agosto del 1990, ritrovò il quadro perduto all’interno di una casa gesuita di Dublino. Da quel giorno, ovviamente, la sua vita cambiò… Il professor Benedetti ci racconta la sua versione in merito alle vicende di ritrovamento del quadro, ritorna poi a parlare sulla polemica sorta col professor ANTONIO PAOLUCCI in merito all’attribuzione del dipinto. Si a lungo anche del quadro “collezione Sannini” ora di proprietà dell’antiquario BIGETTI, (in custodia dal Tribunale di Roma) e sponsorizzato dalla professoressa MINA GREGORI. Benedetti ci offre il suo parere sulle recenti attribuzioni a Caravaggio. Infine (nel video), Sergio Benedetti ci racconta come il quadro, di fatto, contribuì a rovinare le vicende di ben tre famiglie... Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 

 09.062010. Professor Benedetti, se dovesse raccontare ad un amico la sua storia, come la racconterebbe?

“Comincerei a dire che la scoperta è avvenuta nell’agosto del ’90. Mi trovavo a lavorare alla National Gallery di Dublino, ricevemmo una telefonata da un priore di una comunità gesuita. Ci chiedeva di dare dei giudizi su un certo numero di quadri che si trovavano presso di loro. Andai da loro insieme ad un collega dopo alcuni giorni, non avevo nessuna idea di cosa avrei trovato. Ero molto scettico. Una volta però dentro questa casa mi colpì subito questo quadro, come lo vidi riconobbi la composizione che era a me nota attraverso altre copie e attraverso alcuni scritti pubblicati attraverso Roberto Longhi. Era una cattura di Cristo. Non volevo creare false

 
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Intervista a Mario Bigetti

    Indagini sulla Cattura di Cristo collezione Sannini

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di Egizio Trombetta - 12.06.2010. Mario Bigetti è l’antiquario che nel 2003 acquistò la Cattura di Cristo collezione Sannini, un quadro per anni al centro di pareri discordanti e polemiche. Il dipinto e poi finito in custodia del Tribunale di Roma per una vicenda che spiegherà lo stesso Bigetti nell’intervista. Appena varcata la soglia del negozio Bigetti attacca subito a spiegarmi come stanno le cose, mi mostra dei dettagli “sconvolgenti” – come dice Bigetti. In effetti “vede, dietro il profilo di Caravaggio c’è un’altra figura?”. Mi faccio prendere dall’emozione, come mai non mi è successo in precedenza

 

in circostanze analoghe. Forse mi faccio suggestionare, cerco di non darlo a vedere, resto lucido, anche perché c’è da andare avanti ancora a lungo. Non so come andrà a finire la vicenda di questa Cattura di Cristo (o Presa di Cristo nell’Orto), certo è che in cuor mio spero che si riesca a dimostrare per certo l’autenticità di questo quadro. Ora il primo obiettivo e che esca dal tribunale al più presto possibile e che il Bigetti possa disporre nuovamente del suo quadro a suo piacimento.  Bigetti, ancor prima di iniziare l’intervista mi indica una sfilza di particolari. Come ad esempio quello della lampada. Quali sono le differenze col quadro di Dublino? Quali spiegazioni da Bigetti a queste differenze? Quale dipinto è stato fatto prima? Perché il quadro di Bigetti è più grande ed ha più particolari? Fra un dettaglio e l’altro Bigetti farcisce il racconto di aneddoti

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  Caravaggio/Bacon?   La parola a Maurizio Marini

Di Egizio Trombetta – Intervista allo storico dell'arte Maurizio Marini. Anche su METRO  Disponibile la versione in lingua francese dell’intervista.

25.01.2010. Il 2010 è l’anno del Caravaggio, si celebra il IV centenario della sua morte. Si è appena conclusa la mostra della Galleria Borghese che ha proposto un affiancamento inedito: i capolavori di Caravaggio insieme a quelli di Bacon. Un’esperienza estetica piuttosto che una ricostruzione storico critica. I numeri, 1800 presenze giornaliere di media, parlano chiaro: l’idea di Anna Coliva (direttrice della galleria Borghese) è stata una scelta vincente e ci si chiede se la prossima mostra in programma dal 20 Febbraio alle Scuderie del Quirinale saprà fare di meglio. Ne parliamo con lo storico dell’arte Maurizio Marini.

Professor Marini, la Galleria Borghese ha offerto un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon. Che cosa ne pensa?

“E’ stato un accostamento oserei dire quasi blasfemo e del tutto ingiustificato. Ritengo che non ci siano ne punti di connessione a livello concettuale e ne a livello tecnico-stilistico. Sono due mondi lontanissimi fra loro”

Se lei dovesse scegliere i quadri per una mostra del centenario, quali sceglierebbe?

“Vuole saperla tutta? Non sposterei quadri così antichi di grosse dimensioni, possono subire danni. Porterei a Roma i quadri a carattere apparentemente profano come i Bari o i Musici e li affiancherei a quelli a soggetto religioso. Pensare di spostare quadri di grande formato come La Morte della vergine è da considerarsi pura follia. Come soluzione alternativa

proporrei una mostra virtuale, utilizzando delle riproduzioni a pellicola”   

                  

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Intervista a Giorgio Gruppioni

Ultime novità sulle spoglie mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio

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Di Egizio Trombetta – Il professor Giorgio Gruppioni, coordinatore del comitato scientifico per le ricerche delle spoglie mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio, fa il punto della situazione sull’andamento dei test svolti fino ad oggi. In coda al filmato, le immagini dell’ultima notte della mostra di Roma. Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 

 16.07.10. Professor Gruppioni, a che punto siamo con le indagini delle spoglie mortali di Caravaggio? “La cosa che posso dire è che abbiamo concluso una prima fase della ricerca, nella fase successiva cercheremo ulteriori confronti per avere delle conferme maggiori per quanto riguarda l’identificazione mediante il dna. Il dna dei reperti ossei era estremamente degradato e quindi i confronti che sono stati possibili sono stati limitati. Tuttavia abbiamo trovato una condizione di compatibilità che ci dice che con buona probabilità i resti siano effettivamente quelli del Caravaggio. Non siamo però scientificamente ancora nelle condizioni di poter tirare delle conclusioni

 

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Intervista a Roy Doliner

L’intervento di Doliner è un ponte tra la magia di Merisi e i segreti del Buonarroti

   

Di Egizio Trombetta – Prima di tutto vorrei introdurvi l’intervistato. Roy Doliner è uno scrittore, studioso di lingue, religioni comparate, storia dell’arte, storia italiana e dell’antica Roma, oltre che della tradizione ebraica (compresi Talmud, Midrash e Kabbalah). Articolo realizzato in collaborazione con Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto. In coda all'intervista viene proposto tramite un video Rai, l'intervento di Roy Doliner alla trasmissione Enigma di Corrado Augias.

 

01.07.2010. L’intervista a Roy Doliner si divide in due parti. La prima è dedicata a Caravaggio e al suo ultimo libro, Caravaggio. Una luce nelle tenebre. Nella seconda parte, si discute con grande intensità di Michelangelo Buonarroti e di un altro libro di Doliner (scritto insieme a Bejamin Blech): I Segreti della Sistina. Il libro su Caravaggio è senza dubbio un ottimo saggio, scritto con una semplicità straordinaria e commissionato a Doliner sole otto settimane prima dell’apertura della mostra di Caravaggio (per un'idea di Marcello Pezza). Ora ci si chiede, ma perché chiedere un saggio simile ad uno scrittore ebreo americano che nulla sembra avere a che fare con il nostro amico Caravaggio? Bene, la risposta potreste darvela da soli leggendo I Segreti della Sistina, un opera che ha saputo travolgere il mondo dell’arte tradizionale con una immensa Luce.. . Non nascondo che, nonostante i temi discussi insieme a Doliner su

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 Intervista a Maurizio Marini

     Con quelle ossa fateci il brodo, fate una preghiera per lui davanti un suo quadro

   

di Egizio Trombettaun’intervista assai piccante, si discute col professor Marini di: autenticità dei resti di Caravaggio esposti a Forte Stella, dell’autenticità della Sacra Sindone, della possibile reinvestitura di Caravaggio come Cavaliere di Malta, del suo contatto con la Mafia e del suo famoso viaggio a “occhi bendati” e dell’ultimo viaggio di Caravaggio in mare. Articolo realizzato in collaborazione con Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 

18.07.2010. Il 18 Luglio 2010 è inevitabilmente arrivato, nel giorno del quadricentenario della scomparsa del maestro ho scelto di proporre un’intervista al più caravaggesco dei storici dell’arte: Maurizio Marini, ribelle, diretto e imprevedibile come nessun altro. A tutti noi, innamorati persi del maestro lombardo, invito a seguire il suggerimento del professor Marini, che nelle battute finali dell’intervista dice:“recatevi in una Chiesa dove c’è un suo quadro, fate una preghiera per lui”

Professor Marini, lei crede che quelle siano veramente le ossa di Caravaggio?

“Quello ossa sono di Caravaggio come io sono Gesù Bambino. Quelle ossa sono buone per farci un brodo”

Marini, sono state fatte delle analisi…

“un’affermazione che dice che sono all’85% di Caravaggio non è attendibile. Basti pensare al bordello scatenato dall’analisi del carbonio14 nell’analisi fatte sulla Sindone”

                                                  

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Interview to Francesca Cappelletti a                    

   

by Egizio Trombetta – 08.01.2010. - English version by Ekaterina Kravchenko - Francesca Cappelletti is a professional art historian, and can be considered even more than that if taking into account her documentary researches on the archives of Mattei di Recanati. Thanks to her profound work carried out together with another scholar, Laura Testa, today it is possible to cast light on such masterpieces of Caravaggio as San Giovannino of the Pinacoteca Capitolina in Rome and The Taking of Christ exposed in Dublin. A recent work of Francesca Cappelletti published by Electa, “Caravaggio: A Similar Portrait” has come out on the occasion of the 400th anniversary of the death of Michelangelo Merisi. We meet Francesca Cappelletti in the university of Ferrara, where she works as a professor of the history of modern art, to clear up some aspects of her book, but not only... Article made in collaboration with Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

     

 FERRARA. Francesca, on the occasion of the 400th anniversary of Caravaggio your book “A similar portrait” edited by Electa has gone out. It’s an important work with an excellent quality of photography and the texts that are in my opinion a pulsating soul of the book. Although there is a big disadvantage: it is very expensive, maybe it’s not extremely expensive, but on the cover there is a price of 90 euros... Why so? “It is quite a difficult question but I thank you for asking me. As you know, it is not an author but a publishing house that is to decide the price and the strategy. Great investments have been made in the photo-campaign that has been launched for various works ‘ex-novo’. The major factor influencing the price was undoubtedly the photos made exclusively for the book. In some cases it is possible even to have a different vision on the work of Caravaggio thanks exactly to the peculiarities revitalized by the photos that had been taken after the restoration.  But I hope that with the lapse of time the book will have a version more accessible in respect of price.” In your opinion the central life experiences of Caravaggio can be traced in his painting. However, according to some other scholars and art historians we should not look for the personal human essence in the works of an artist. “All these theories are astonishing, but I cannot judge them. It is quite possible that there was a division between his painting and his art but I don’t think so. We know from the documents
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Intervista a Mina Gregori 

                   

   

di Egizio Trombetta - Era mia intenzione ricordare Maurizio Marini con un articolo ad un anno esatto della sua scomparsa. Nel mese di luglio 2012  impazza a sorpresa la “sindrome da Caravaggio”, identificata a suo tempo dalla professoressa Francesca Cappelletti. Un delirio indescrivibile, ma anche un  ritorno di interesse per il pittore più celebre di tutti i tempi. E tutto questo grazie ai due studiosi di Brescia Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Mi sono chiesto quanto si sarebbe divertito Maurizio nei giorni di bagarre. L’occasione era unica, avevo in cantiere da tempo un’intervista alla Professoressa Mina Gregori, che, oltre a rispondere all’attualità, ricorda con grande nobiltà d’animo e onestà intellettuale Maurizio Marini:”Questa sua dedizione noi non possiamo dimenticarla, dico questo anche se non mi trovavo sempre d’accordo sulle sue attribuzioni. Lui non era d’accordo sulle mie io non ero d’accordo sulle sue. Ma questo non vuol dire perché il suo lavoro è stato importantissimo e resta come monumento alla sua memoria”

  

 07.08.2012.  Professoressa Gregori, una sua analisi su quanto è accaduto in Luglio intorno alla vicenda del fondo Peterzano: “L’analisi è sempre la stessa. Io ho studiato con molta attenzione il fondo Peterzano anni fa, al castello Sforzesco di Milano. Ho sperato ovviamente di trovare qualche carta che potesse far pensare a Caravaggio, presupponendo però che come linea guida mi affidavo alle fonti secondo cui il pittore milanese non disegnava. Ho voluto comunque verificare personalmente, ma non ho trovato nessun disegno che potesse aprire un’ipotesi caravaggesca. Ecco, francamente in questo fondo Peterzano non vedo la presenza di Caravaggio e per ora sono ferma su questa convinzione. Mi riprometto di tornare ad esaminare il fondo Peterzano  perché sono sempre pronta a verificare, ma al momento sono negativa. Non abbiamo un incoraggiamento neanche da parti delle fonti” Lei ha avuto modo di confrontarsi con i due studiosi Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli? “Sicuramente non ho mai avuto un contatto diretto con loro e francamente non me li ricordo” Quindi lei resta dell’idea che sia improbabile che Caravaggio si avvalesse di disegni? “E’ stato detto anche dai suoi contemporanei che lui non disegnava.
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aIntervista a Maurizio Calvesi

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Di Egizio Trombetta01.03.2011. A distanza di un anno, il professor Maurizio Calvesi, una leggenda per il mondo dell’arte nonché uno dei maggiori esperti al mondo di Caravaggio, ci rilascia una nuova intervista. Si fa il punto col professor Calvesi sull’anno appena trascorso del centenario caravaggesco e si parla della nuova straordinaria mostra che si tiene al Palazzo della Sapienza a Roma. Infine, il professor Calvesi, ci parla di un personaggio molto, molto speciale. Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 Professor Calvesi, quale è stata l’iniziativa che ha apprezzato particolarmente nell’anno del centenario caravaggesco. Quale invece secondo lei ha deluso le attese? “L’iniziatica che ha suscitato maggiormente l’interesse del pubblico ovviamente è stata la mostra delle Scuderie del Quirinale. Questo non c’è dubbio. Ci si aspettava di più dal convegno che si è tenuto a Milano su Caravaggio e la musica. Non per colpa di chi l’ha organizzato, ma per i tagli alle risorse economiche. Di conseguenza non si sono potute eseguire le musiche decifrate nei dipinti di Caravaggio”Altri rammarichi? “I tagli ci hanno costretto a diminuire i contributi ad altre iniziative e soprattutto hanno impedito che si tenesse il grande convegno conclusivo internazionale che era stato previsto. Questo è stato un peccato. L’anno delle celebrazioni è stato molto ricco ed è riuscito molto bene però certo se si fosse potuto tenere il convegno finale previsto avrebbe potuto avere il grande epilogo scientifico”Ora è in corso la mostra al Palazzo della Sapienza: Caravaggio a Roma.Una vita dal vero. Lei ha scritto un contributo nel catalogo della mostra dal titolo “Consuntivo di un centenario”. Lei ha dato molta importanza al documento ritrovato relativo al rapporto fra Merisi e Prudenzia Bruni. Perché? “Si, comunque alcuni documenti erano noti, altri meno noti e altri ancora erano inediti.  La mostra è interessante, ma l’aspetto che secondo me è stato di maggior interesse è stato la revisione dei documenti
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Perché visitare Caravaggio

 

 

 

Di Egizio Trombetta    Ottorino Pellegri, in un’intervista, ci spiega le ragioni di una visita a Caravaggio. Pellegri ha partecipato alle ricerche insieme al professor Gruppioni per le spoglie mortali di Michelangelo Merisi. Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

26.09.2012. CARAVAGGIO. Mi sono sempre chiesto quale fosse il momento più adatto per la pubblicazione dell’intervista a Ottorino Pellegri. Bene, credo che il momento sia arrivato. Il 30 settembre prossimo, nella Città di Caravaggio c’è “BENTORNATO CARAVAGGIO”, una manifestazione dedicata al pittore milanese nell’ambito di “Io, Caravaggio” a cura di Decima Musa Caravaggio. BENTORNATO CARAVAGGIO è esibizioni dal vivo, degustazioni e un Concorso, tutto questo per dimostrare come e in quanti modi il Maestro e la sua Arte continuano a vivere nel mondo.  Il dottor Ottorino Pellegri è un pezzo di storia dell’odierna città di Caravaggio. Incontrato negli antichi locali dell’ex convento quattrocentesco di San Bernardino, Pellegri si concede per l’intervista all’interno del museo navale “dr. Ing.

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Toccare il fondo... poi risalita 

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25.12.2011 - Mini intervista a Flavia Pennetta – Intendiamoci, il fondo percepito da Flavia Pennetta è ben lontano dal fondo che un comune mortale può riuscire a raggiungere. Lei non restò disoccupata o invalida e non andò a vivere sotto un ponte. Tuttavia, la sua testimonianza, resta e un lucido esempio di come un essere umano abbia bisogno, in alcune circostanze, di frequentare i piani più bassi della della propria esistenza prima di rinascere come  l’Araba fenice. Tutti noi osserviamo la vita da diversi punti di vista, ognuno di noi possiede la propria montagna da scalare e... se per un bambino il fondo significa essere bocciati nella scuola dell’obbligo, per chi fa uso di sostanze stupefacenti può voler dire visitare la morte coi propri sensi. Se per una casalinga il fondo può significare il tradimento coniugale, per una gloriosa squadra di calcio può significare retrocedere in seconda divisione. Per Flavia "fondo" è voluto dire perdere un uomo per lei importante ed essere precipitata al 92mo posto del ranking mondiale WTA. Per farla breve, per ognuno di noi, il fondo ha scenari differenti, anche se…  per il fondo "assoluto", non ci sarebbero limiti di profondità. Il servizio integrale su UBITENNIS.COM

Milano, 4 dicembre 2011.  All’indomani della sfida Italia Usa di Assago Flavia Pennetta presenta a Milano la sua prima fatica letteraria. Dritto al Cuore, edito da Mondadori, è il libro autobiografico di Flavia scritto in collaborazione con Francesca Paravicini. La tennista brindisina apre il suo intervento fra la contagiosa commozione dell’intera famiglia Pennetta, fra quelle lacrime si può scorgere l’essenza di una storia, momenti bui, momenti luminosi, tanto sudore e soprattutto un sogno da afferrare. Un libro è un libro, non vale certo una vittoria di uno Slam, ma ci sono  occasioni nella vita in cui ti accorgi dove ti trovi e, soprattutto, dove stai andando. Un momento come un altro per incassare la consapevolezza che di quel sogno tu sei la prima donna e che non sei affatto intenzionata a svegliarti.  <<In questo libro vorrei

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L’ultima intervista

   

   

   

Di Egizio Trombetta04.11.2011. Avrei voluto gridargli che gli voglio un gran bene, ogni volta che lo salutavo sentivo che mi sarebbe piaciuto stare ancora un po’ insieme a lui. Maurizio mi manca davvero,  mi manca il suo affetto , la sua amicizia, i suoi consigli, le sue parole di conforto. Maurizio Marini era uomo che viveva le sua vita passionalmente e la stessa passione la metteva nella professione e nell’amicizia. Sapeva essere fraterno se occorreva, come fece con me in un momento di grossa difficoltà “non ti rammaricare – mi disse - le esperienze che hai vissuto sono dentro di te, fanno parte oramai del tuo bagaglio, nessuno potrà portartele via…”.  Riuscì col suo tono affettuoso ad alleviare parzialmente le mie sofferenze. Ci incontrammo l’ultima volta il 23 giugno del 2011, l’appuntamento era per le 18 circa, la nostra idea era quella di ricordare in tono informale Sir Denis Mahon, scomparso lo scorso 24 aprile. L’intervista me la rilasciò insieme a Federica Gasparrini, sua compagna di vita. Il 4 Novembre sarebbe stato il suo compleanno e quest’anno, per la prima volta da quando l’ho conosco, non posso inviargli un sms per gli auguri di rito.  

     

 Professor Marini, dottoressa Gasparrini, che ricordo avete di Sir Denis?Marini: “ Sir Denis, chiamato da me affettuosamente anche Dionigi, è legatissimo sia al paese di Bevagna, dove vive Federica (N.d.r. Gasparrini), anche per il fatto che sua moglie Orietta è di Foligno. Quindi fino a quando ha avuto l’autorizzazione a viaggiare è spesso stato nostro ospite, abbiamo dei bellissimi ricordi. Era un’amicizia affettuosa che andava oltre gli stessi interessi storico artistici. Amava tutto della cultura italiana, anche la cucina ovviamente. Quando apprendemmo la notizia della sua scomparsa eravamo appena usciti da un ristorante di Bevagna dove Sir Denis era solito accompagnarci. All’uscita fummo raggiunti dalla telefonata di Orietta in lacrime. E’ stata un’esperienza che non so definirla, è stato veramente un brutto colpo. Ne parlavo anche con
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Intervista a Sir Denis Mahon

                         

   

di Egizio Trombetta - Mercoledì 27 aprile, ore 21.44, ricevo l’sms di una cara amica che mi inoltra un messaggio che aveva ricevuto a sua volta: “E’ successo a pasqua, è morto mentre faceva il pisolino pomeridiano. Sicuramente nn ha sofferto…”. Il testo è riportato integralmente nella parte dell’sms riguardante la scomparsa di Sir Denis, avvenuta lo scorso 24 aprile.

 

 07.06.2011. Considerato uno fra i pochi collezionisti al mondo ad essere anche esperto in storia dell’arte, Sir Denis Mahon lo scorso novembre aveva tagliato il traguardo del secolo di vita. L’attività di Sir Denis, che ha vissuto a Londra fino alla sua scomparsa, contribuì a portare al grande pubblico la pittura barocca Italiana. Considerato il massimo conoscitore di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, il collezionista londinese rappresentava per gli appassionati d’arte italiana soprattutto Michelangelo Merisi da Caravaggio. A pochi mesi dalle celebrazioni dei due centenari, il suo personale e quello del pittore lombardo, Sir Denis accettò di parlare del “fenomeno” Caravaggio.Sir Denis, tutti rispettano Leonardo da Vinci, ammirano Michelangelo Buonarroti, ma gli appassionati d’arte amano soprattutto Caravaggio. Perché succede questo?Credo che ci sia un motivo molto semplice: la personalità
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Intervista ad Amedeo Amadei  

   

Di Egizio Trombetta –  Amadei accusa qualche doloretto qua e là, ma fidatevi, è ancora in gran forma. L’ho ritrovato così come stava due anni fa, in occasione dell’altra intervista, sempre al suo posto di lavoro, circondato da belle ragazze che collaborano con lui. Questa intervista è stata oscurata dalle testate a cui l’avevo offerta. Forse perché si parla della Roma ebraica, forse perché Amadei chiama “fascistoni” i laziali del suo tempo, forse perché l’intervista è semplicemente scadente. Il video propone alcune sequenze filmate riferiti ai gol del fornaretto campione d’Italia 41-42. Naturalmente si discute anche sulla volata scudetto della sua Roma…

 

13.05.2010. Er fornaretto de Frascati, al secolo Amedeo Amadei, campione d’Italia nella Roma del primo scudetto, stagione 41-42. L’ottavo re di Roma era indiscutibilmente lui, in quegli anni. Amadei, che detiene ancor oggi il record di giocatore più giovane ad aver esordito in serie A, ricorda Krieziu,  il suo ex compagno di squadra recentemente scomparso e ci confida il suo pensiero sulla volata scudetto della sua Roma.

Ho l’impressione che lei sia attaccato all’Inter quasi quanto alla Roma. E corretto?

“Si io all’Inter ci sono molto affezionato. Nei periodi magri della mia carriera, anche per colpa delle difficoltà economiche della società, L’Inter mi ha dato la possibilità di ricostruire il forno e una casa andati distrutti durante la guerra. Sono stato due anni a Milano, molto bene”

Amadei, come andrà a finire questa volata scudetto della Roma?“L’importante è che continui a giocare bene. Dico solo che se l’Inter gioca al massimo delle sue possibilità
 
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Amedeo Amadei: intervista ad un Re

 

Di Egizio Trombetta – Intervista, all’interno, al bomber campione d’Italia. Disponibile anche la versione video della chiacchierata che ho avuto la possibilità di fare con Amadei. Nel 2010 Amadei mi rilasciò un'altra intervista: CLICCA QUI

 

18.04.2008. Tutto nasce per merito delle ciambelline al vino, tipico biscotto che si produce nei castelli romani, io ne vado matto… Stavo come al solito alla GS del centro commerciale Cinecittà2. Sugli scaffali notai un pacco di ciambelline in cerca considerazione…e io ero disposto a dargliela. Sull’etichetta leggo “Forno Amadei”…e il numero di telefono…Porca miseria, il grande Amadei. Erano anni che volevo entrarci in contatto... fin dai tempi di quando, alcuni anni, il gestore del circolo Country Club di Frascati mi disse che Amadei stava bene e che gestiva un panificio a Frascati. Capirai, fin da bambino lessi delle sue imprese su svariati libri sulla storia della Roma. “Pronto Amadei, ma a lei sarebbe disposto per un’intervista?”….

I “Re”, nella storia della Roma, si possono contare

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