Ayrton mi manchi

 

16.07.2008. Avrei dovuto aspettare il giorno del suo compleanno, il 21 Marzo, o il 1°Maggio, la ricorrenza del suo incidente, ma mi è bastato parlarne l’altra sera a cena, dopo una partita a beach soccer con il mio amico/collega Nicolò per convincermi che dovevo scrivere qualcosa per ricordarlo. Questo blog è troppo misero è piccolo per contenere l’essenza di Ayrton Senna, un uomo così grande da riuscire a mettere in ombra le sue stesse vittorie ottenute in Formula 1. E’ singolare che fra tanti campioni degli sport che amo (tennis e calcio) ne vado a innalzare uno di una disciplina che non è di certo la mia preferita. Quel che è certo, anche se non è molto bello dirlo, che mi è capitato in più di una occasione di pensare: ”che bello sarebbe stato essere come lui, comportarmi come lui, avere il cuore che ha lui,

essere perfezionista come lui, essere capace di concentrarmi come lui…”. E’ stato senza, inaspettatamente, il personaggio dello sport a cui mi sono sentito e che mi sento ancor oggi più legato. Da lui, almeno credo, penso di aver appreso il gusto di tenere il piede sull’acceleratore in durante una curva. Parlo in senso metaforico ovviamente. Curve a parte, più la situazione era complicata e lui più spingeva, più pioveva e lui più accelerava… Quella sera a cena la conversazione scivolò casualmente su Senna. Inevitabile la mia commozione insieme a quella di Nicolò. Ogni volta che mi ricordo di lui d’altronde è inevitabile per me non versare una lacrimuccia. Ricordo anni fa, fine anni novanta, incontrai un perfetto sconosciuto nel quartiere Appio Latino che aveva in mano una copia del suo celebre berretto blu-bianco

  

con la scritta “nacional”. Ne possiedo  anche io uno. Beh insomma quel berrettino, per qualche minuto, ci portò a commuoverci insieme per qualche minuto in ricordo del grande pilota. Si, quante volte mi è capitato di “odiarlo”, colpevole di aver annichilito le mitiche rosse di Maranello. Quante gite mi rovinò le scampagnate ad Imola e a Monza. Una volta ricordo di essermelo sorbito anche in Ungheria, all’Hungaroring. Lui era li che correva come “un fio de mignotta” (a Roma il paragone è inequivocabile, è decisamente un complimento, vuol significare che era uno proprio bravo) anche il giorno dell’incredibile incidente a Gherard Berger, proprio ad Imola, stessa curva, stesso impatto, la macchina si incendiò: io ero proprio li… E’ incredibile anche quanto per tanti anni sia stata latente la stima nei suoi confronti,

  

l’ammirazione e l’amore che avevo per un pilota brasiliano che in fondo rispetto a me era un perfetto sconosciuto. Come se fosse oggi mi ricordo di quel primo maggio, mi stavo recando allo stadio, era l’ultima giornata di campionato. Mio padre al cellulare mi disse “Egì, Senna ha avuto un incidente…”. In quel momento sentii un vuoto pazzesco, sentii che l’avevo perduto, prima ancora di poter diventare  amici, prima ancora che potesse venire guidare una Ferrari. … A.A. Quel maggio ‘94 maledetto… si portò via Ayrton e si portò via pure Agostino.

 

Egizio Trombetta

Ayrton Senna da Silva (San Paolo21 marzo 1960 – Bologna1° maggio 1994) è stato un pilota automobilistico brasiliano di Formula 1 tragicamente scomparso per le conseguenze di un incidente durante il Gran Premio di San Marino del 1994 disputatosi ad Imola. Tre volte Campione de « Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obiettivi, di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obiettivi e avrete successo. »

  

Dopo un'eccellente trafila nelle formule minori (campione di Formula 3 inglese nel 1983), ha debuttato in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile 1984 su Toleman-Hart. Nel corso della sua prima stagione ha subito dato prova di un talento eccezionale, cogliendo per la piccola scuderia inglese risultati mai registrati prima, su tutti il clamoroso secondo posto nel Gran Premio di Monaco, disputatosi sotto un diluvio incredibile. La gara venne interrotta proprio per l'enorme quantità di acqua che inondava la pista, e ad Ayrton (che stava recuperando oltre sei secondi a giro su Alain Prost) venne negata una vittoria che ormai sembrava sicura. La prima scuderia a mettere gli occhi su di lui fu la Lotus, che lo ingaggiò per il 1985. Alla seconda gara con il team inglese, Senna ottenne subito la vittoria nel Gran Premio di Portogallo,

anche questo disputatosi sotto una pioggia torrenziale, dimostrando ancora una volta, di essere superiore in condizioni estreme. Nel corso della stagione Senna diede esempio di quello che sarebbe stato il punto forte della sua carriera, ossia la velocità nel giro in prova. Ben 7 le pole position conquistate in questa stagione (grazie anche, va detto, alla bontà del motore turbo Renault che, in prova, non soffriva delle limitazioni al consumo), il più delle volte, però, vanificate da ritiri per guasti meccanici oppure per panne di benzina (in quel periodo era in vigore un regolamento che limitava il quantitativo di benzina disponibile). Il talento di Senna, però, non era espresso compiutamente in Lotus, team che gli consentiva di ben figurare, ma non di poter raggiungere l'obiettivo per il quale il

brasiliano correva: il titolo mondiale. Pertanto, dopo 3 stagioni, impreziosite dal record di pole, ben 8 nel 1986, Senna abbandonò la Lotus per la ben più competitiva McLaren che, proprio in quella stagione 1988, era riuscita a chiudere un contratto motoristico con i giapponesi della Honda. In McLaren, Senna trovò come compagno di squadra "Il professore" Prost, con il quale iniziò ben presto una rivalità destinata a segnare, per sempre, la Formula 1. La McLaren-Honda MP4/4 era una vettura eccezionale e questo consentì ai suoi due piloti di dominare il campionato in lungo e in largo, aggiudicandosi ben 15 dei 16 gran premi in programma. Senna, con 8 vittorie e ben 13 poles, riuscì finalmente a coronare il sogno di aggiudicarsi il titolo con una gara d'anticipo, a Suzuka in Giappone. Sulla pista giapponese,

  

Ayrton disputò una delle più belle gare della sua carriera: pur avendo conquistato la pole infatti, il brasiliano fu costretto, a causa di un'esitazione in partenza, a recuperare da metà schieramento. La rimonta su Prost fu straordinaria e si concretizzò al 28° giro, con un sorpasso memorabile. Và detto,tuttavia, che all'epoca era ancora presente il vecchio sistema di punteggi che imponeva di considerare validi per i mondiale soltanto i migliori 11 piazzamenti, scartando così molti punti. Senza questa regola (che a breve sarebbe stata rimossa) i risultati complessivi avrebbero laureato Prost come campione del mondo. Il 1989 iniziò sulla falsariga dell'anno precedente con un dominio netto della scuderia inglese e con Senna protagonista di 3 vittorie nelle prime 4 gare. In quella stagione però la McLaren MP4/5 evidenziò qualche debolezza

 

dal punto di vista dell'affidabilità, che costrinse soprattutto Senna a diversi ritiri favorendo indirettamente Prost. L'epilogo del mondiale fu, però, alquanto controverso: sul circuito di Suzuka, sede del Gran Premio del Giappone, i due rivali si fronteggiarono nella penultima gara con Prost in vantaggio ma ancora non certo del titolo. A cinque giri dalla fine, dopo un duello durato per tutta la corsa, Senna tentò di superare il rivale alla chicane che precede il traguardo: il francese, anticipando l'ingresso in curva, chiuse il brasiliano bloccando le due vetture. Prost terminò lì la propria gara, Senna invece ripartì grazie ad una spinta dei commissari, ed attraversando la chicane (con l'autorizzazione di un commissario con la bandiera verde) rientrò in gara, pur con l'ala anteriore fuori uso per il

contatto col francese. Dopo la sosta ai box, per il cambio del musetto, e il furioso inseguimento ad Alessandro Nannini, primo a quattro giri dal termine con dieci secondi di vantaggio sul brasiliano, Senna riuscì a tagliare per primo il traguardo, riaprendo il mondiale. Alla fine della gara, però, sul gradino più alto del podio salì Nannini: Senna era stato squalificato per salto di chicane e violazione del regolamento (non poteva tagliare la chicane durante la ripartenza e si era fatto aiutare dai commissari per tornare in gara dopo un fuoripista), e Prost poté così, fregiarsi del titolo di campione del mondo. Questo episodio inasprì definitivamente i già compromessi rapporti che Senna aveva col francese e con tutta la federazione, a quel tempo retta da Jean-Marie Balestre. Seguirono una serie di polemiche

durante tutto l'inverno dell'89: Senna, profondamente rattristato e scoraggiato, paventò il ritiro dalle corse, parlando di cospirazione ordita dal Presidente della FIA nei suoi confronti, mentre la Federazione minacciò al brasiliano la revoca della superlicenza per guidare in F1. Senna ebbe tuttavia modo di restituire il torto subito durante l'anno successivo. Prost era passato alla Ferrari, ma la stagione 1990 non cambiò la trama, con i due sempre in accanita lotta tra di loro. Questa volta, però, il copione si ribaltò: Senna arrivò in Giappone in vantaggio di classifica, ma col rivale in recupero. Anche questa volta, alla prima curva, Prost chiuse la traiettoria e fu urtato da Senna, impatto che mandò entrambi nella sabbia (mesi dopo Senna, parlando di quest'episodio commenterà: «A volte le gare finiscono

a sei giri dal termine, a volte alla prima curva»). Senna era così campione del mondo per la seconda volta. Il calo di competitività della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudicò il terzo titolo mondiale, dovendo però far fronte al calo di competititività della sua McLaren nei confronti della Williams - Renault, dominatrice delle successive stagioni e guidata da un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara dal brasiliano ancora in Giappone. Fu l'ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trovò alle prese con l'enorme divario tecnico della sua McLaren rispetto ad una Williams eccezionale. Anche nel 1993, con una McLaren motorizzata Ford (la Honda abbandonò le competizioni alla fine del '92), e contro una fenomenale Williams, la cui

prima guida era ora diventato il rivale di sempre, l'ormai 38enne Alain Prost, non prometteva meglio, ma nonostante l'evidente inferiorità di mezzo Senna diede vita ad alcune delle più spettacolari imprese mai viste in Formula 1, culminate sulDonington Park, nel Gran Premio d'Europa, in quella che viene definita la vittoria più bella del campione brasiliano.
Sotto l'acqua (suo elemento naturale) Senna diede spettacolo effettuando 4 sorpassi nel solo primo giro e quasi ridicolizzando gli avversari. Alla fine s'impose con quasi un minuto e mezzo di distacco su Damon Hill ed un giro su Prost. Nel corso dell'anno, però, la differenza di qualità e potenza (troppo evidente) si fece sentire ed il francese riuscì, comunque, a fine anno, a laurearsi campione del mondo. Nel 1994 Senna lasciò la McLaren per trasferirsi

nella Williams campione in carica, proprio al posto del ritirato Prost. Sembrava un titolo già segnato in partenza, ma il destino decise diversamente. Dopo una partenza difficile (due ritiri nelle prime due gare, vinte da un giovane Michael Schumacher su Benetton Ford, nelle quali aveva, comunque, conquistato la pole) Senna affrontò la terza gara, il Gran Premio di San Marino, cogliendo nelle prove (funestate dal grave incidente occorso a Rubens Barrichello il venerdì alla variante bassa senza gravi conseguenze, nonché dall'incidente mortale di Roland Ratzenberger alla Villeneuve il sabato) la terza pole position di fila. Al 7° giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy, i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni

spettatori), Senna uscì improvvisamente di pista alla curva del Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo[1] che era stato modificato in occasione della gara stessa, in quanto il pilota si era lamentato della scarsa visibilità della strumentazione. Il piantone, che era stato quindi allungato e saldato manualmente, cedette in seguito alle sollecitazioni, eccessive per il tipo di saldatura effettuato, e le conseguenze risultarono tragiche: Senna, infatti, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, riuscì a frenare (come si vede anche dalle immagini video riprese dal "camera car"), ma non ad evitare il muro del Tamburello. L'impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto.Per effetto dell'urto, il puntone della sospensione anteriore destra,

 

spezzatosi, si infilò proprio sotto il bordo superiore della visiera del casco del pilota[2], penetrando nella regione temporale destra e provocando gravissime e fatali lesioni. In sede autoptica non furono riscontrate, al di fuori di questo, lesioni di particolare gravità, anche per l'angolo d'impatto di soli 22° che aveva permesso una progressiva dissipazione dell'energia cinetica, prima contro il muretto e quindi nella sabbia. La cosa non deve destare meraviglia, dal momento che analoghi incidenti ad alta velocità nello stesso punto, come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989 o quello di Michele Alboreto nel 1991, si erano risolti senza particolari traumi da decelerazione al pilota. Senna, che aveva già perso conoscenza, immediatamente soccorso e portato via da lì con un eliambulanza

dopo che gli era stata praticata sul posto una tracheotomia, spirò all'Ospedale Maggiore di Bologna dove era stato trasportato, alle ore 18:39. La sua morte gettò nel lutto il mondo della Formula 1, ma soprattutto un popolo intero, quello del Brasile, che aveva eletto Senna a idolo facendone un simbolo nazionale. Vennero addirittura proclamati tre giorni di lutto nazionale, e numerosi fans arrivarono perfino al suicidio [citazione necessaria]; qualche mese dopo, la nazionale di calcio gli dedicò la vittoria nei Mondiali. La morte di Senna fu accompagnata da forti polemiche: secondo la legge italiana infatti, il teatro di un evento sportivo nel quale si verifica la morte di un atleta, dev'essere immediatamente abbandonato da ogni tipo di manifestazione agonistica [citazione necessaria]. La morte di

Roland Ratzenberger, il giorno prima di quella di Senna, sempre a Imola, avrebbe dovuto dunque far saltare il regolare svolgimento del G.P. stesso.

Per aggirare tale eventualità, che avrebbe sicuramente danneggiato economicamente molti interessi, si certificò che la morte di Ratzenberger non era avvenuta sul circuito, ma in ospedale [citazione necessaria]: mentre sulla definizione di morte si può sicuramente discutere, e quindi si possa effettivamente ritenere che Ratzenberger sia morto in ospedale, è invece lapalissiano come la morte dello sfortunato pilota austriaco sia stata conseguenza unicamente dell'incidente di Imola.

Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri più veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). È partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio, percorrendo 13672 km al comando di una corsa. Memorabili e ricche di pathos furono le sue vittorie commentate dal famoso telecronista brasiliano Galvão Bueno, che per Ayrton aveva una autentica predilezione.

A fianco le immagini dell'ultimo giro di Ayrton ad Imola.

Grazie, appunto, alla sua attività di pilota, Senna dava in beneficenza parte del guadagno che accumulava; questo piccolo particolare è stato reso noto solamente dopo la sua morte: è stata proprio sua sorella a dichiarare e ad affermare [citazione necessaria] queste donazioni che il pilota teneva nascoste mentre era ancora in vita.

Lucio Dalla ha dedicato a Senna la celebre canzone Ayrton, di grande impatto lirico.

 

A fianco la ricostruzione virtuale dell'incidente.

A fianco e immagini del funerale di Senna e della partenza dall'ospedale Maggiore di Bologna.

 

Dedico questo servizio alla mia cara mamma, oggi era il giorno del suo compleanno...Wink

 

Commenti
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nanni   |16-07-2008 22:36:25
bel servizio egizio.ciao
nicolò   |17-07-2008 16:23:37
i miei più sentiti ringraziamenti per avermi definito prima amico che collega!!!
ne sono veramente contento... e poi i miei più sentiti complimenti per questo
servizio, davvero molto sentito e anche commovente se potessi commovuermi
:-D
!! ormai questa facoltà l'ho persa da tempo penso proprio da quel fatidico
giorno... da allora non è mai più uscita una lacrima da me... se non per dolore
fisico o grosse risate!!!

grande egizio...
ci si vede presto
egizio   |18-07-2008 12:56:38
grazie a te Nicolò. Se ho fatto il servizio è anche per merito tuo. ciao
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