E’ tempo di BeachTennis!

Di Egizio Trombetta 

 

28.07.2008. Sin dai primi anni del secolo scorso sulle spiagge italiane si giocava a tamburello, sport simile a quello praticato dai Romani, quindi, dopo la seconda guerra mondiale è iniziata la pratica di un gioco con le racchette simile a quelle da tennis ma col piatto di legno (o di plastica) al posto delle tradizionali corde. Parallelamente al gioco con

 

le racchette che si stava diffondendo sulle spiagge (fenomeno prettamente italiano), nel 1920 si iniziava a praticare in California il gioco della pallavolo sulla sabbia, venticinque anni dopo che un distinto signore americano, tale William G. Morgan, inventò il tradizionale Volleyball indoor.

Negli anni ’80, con il diffondersi del Beach Volley, molti amanti del racchettone hanno iniziato a sfruttare, con acuto opportunismo,  le strutture della pallavolo da spiaggia. Da qui nasce dunque la disciplina del Beach Tennis, con tanto di regolamenti e attrezzature specifiche. Il Beach Volley ha quindi dato una grossa mano al diffondersi del Beach Tennis. La polivalenza quindi di molti impianti, ha probabilmente facilitato il diffondersi di tutti gli sport possibili da praticarsi sulla sabbia. Sport come il FootVolley (una sorta di Beach Volley che si gioca coi piedi), tanto per citarne uno con tanto di federazione, si è alimentato anch’esso dall’energia vitale degli altri due sport pilota. Se il FootVolley, per difficoltà tecnica, è da collocarsi come uno sport di spiaggia elitario, non da meno può considerarsi lo stesso Beach Volley, da sempre visto come il numero uno dei sport di questo genere. Per giocare a Beach Volley, a differenza del Beach Tennis con cui è sufficiente possedere un paio di racchette e una pallina mediamente pressurizzata, si ha bisogno di una serie di componenti tecnici e ambientali per

che abbiano delle discrete basi tecniche, e, soprattutto, che abbiamo un livello tecnico pressoché equivalente. In mancanza di tali requisiti è difficile giocare in modo soddisfacente a Beach Volley. E’ per questo motivo che proliferano le “accademie” di questo sport un po’ in tutta Italia sfruttando il forte richiamo che ha avuto negli ultimi anni il Beach Volley, recentemente diventato anche sport olimpico. Discipline come Beach Soccer e Beach Rugby sono praticate prevalentemente da atleti agonisti delle stesse discipline in versione tradizionale, sono quindi da considerarsi ancora sport poco diffusi.

Intervista a Cristiano Lucaroni sugli sport da spiaggia 

 

Cristiano Lucaroni non è solo un campione di serie A di Beach Tennis, ma è da sempre un appassionato di tutti gli sport da spiaggia che ha praticato in alcuni casi anche personalmente, come ad esempio il FootVolley e il Beach Volley. Ora è l’uomo simbolo del Beach Tennis italiano nonché ufficialmente incaricato dalla Federazione Italiana Tennis in qualità di Coordinatore Nazionale.

Lucaroni, lei ci campa col Beach Tennis? Ancora no, riesco a coprire le spese che abbiamo, ma chissà forse in futuro… L’ambiente del Beach Tennis lo conosco affondo, ed è vero, potrei guadagnarci.

Lei è stato un pioniere del Beach Tennis nel centro Italia. Che ricordi ha dei primi tempi? Ricordo, quando ero bambino, nel 1980, che vedevo giocare a Beach Tennis a Fiumicino in un campo di 7 metri per 11. Esisteva la regola che un giocatore doveva stare avanti e l’altro dietro. Negli anni a venire mi dedicai al Beach Volley, ma nel ’96, con l’età che incombeva, ho montato personalmente il primo campo di Beach Tennis a Fiumicino, con la rete posta a due metri, anziché a un metro e settanta dei nostri giorni. Successivamente si diffuse la regolamentazione che è tutt’ora è in voga e così…” 

Che caratteristica deve avere il compagno di doppio?”Allora nel Beach tennis si chiama “socio”. Il socio ideale per me, ad esempio, deve essere un mancino, io sono destroso. Deve essere ovviamente un giocatore complementare. Soprattutto ci si deve conoscere, come nei buoni matrimoni. Si deve essere in grado di soffrire insieme. Più si gioca è meglio è.”

Secondo lei, qual è dei sport da spiaggia di più facile approccio? “Bhe giocando a livello basso è proprio il beach tennis ad essere più immediato e quindi il meno elitario. Basta osservare quanti bambini di 8-9 anni lo praticano. A Beach Volley bambini così piccoli non si vedono, è uno sport troppo tecnico. Tutti gli altri sport sono fantastici, ma vengono spesso praticati da chi durante l’inverno pratica le discipline tradizionali, come rugby e calcio”

   

Curiosità e Costi

 

Ci vogliono 50 euro mediamente per acquistare un pallone da Beach Volley. Gli esperti consigliano di acquistare il Mikasa VLS200, che è il pallone delle competizioni ufficiali. Sono mediamente 5 gli euro che ci vogliono a persona per affittare un campo di Beach Volley o Beach Tennis, ma generalmente si può usufruire dei campi gratuitamente. Per l’abbigliamento c’è la massima libertà. Solitamente si usa un vestiario tipicamente da spiaggia ma si può utilizzare un abbigliamento sportivo più tradizionale. D’inverno, per ovviare alla sabbia gelida, si usa indossare i calzari da subacqueo, costo medio 15 euro. Importante sono gli occhiali, specifici per gli sport da beach. Qualora si dovesse decidere di indossarne un paio è importante scegliere bene. I costi vanno dai 50 ai 200 euro e si possono trovare in vendita nei tradizionali negozi di ottica. Infine le racchette per beach tennis. I costi variano dai 50 ai 100 euro, si può visitare il sito http://www.beachtennislazio.com/ per un’ampia panoramica sulle racchette a disposizione. Per tutti coloro che sono interessati invece al beach soccer ci si può rivolgere al Don “King” di questo sport, all’ex calciatore Stefano D’Aversa (Tel. 330433331).

Commenti
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dodedred  -  qui   |24-01-2009 20:07:22
lucaroni a casa mia
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeeeee
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