You are the One!

 

di Egizio Trombetta - In un momento di particolare preoccupazione per gli Stati Uniti d'America, esprimo il mio  punto di vista sulla situazione americana in vista delle elezioni in programma il 4 Novembre prossimo

 

01.09.2008. Un’amica americana, a me molto cara, l’altro giorno mi chiedeva via e-mail come vedo, da straniero, la vicenda americana sulle prossime elezioni americane del 4 Novembre. Quindi mi chiede di esprimere il mio pensiero anche su Obama. All’amica americana e a questo punto non solo a lei, rispondo che, premettendo che di non potere certamente

 

le competenze per esprimermi con attendibilità su questi temi, affermo di avere la percezione (probabilmente condivisa con milioni di persone) che Barak Hussein Obama sia l’uomo giusto per ispirare la gente, di suscitare speranze e di mobilitare le persone intorno ad un obbiettivo. La percezione è anche quella che la società americana, ne più ne meno alla pari di quella italiana, sia caduta inesorabilmente nel degrado macerata, come è giusto, da una profonda delusione per la gestione Bush. Ognuno pensa per se (ripeto, stessa cosa succede in Italia) e il motto del “si salvi chi può” sembra propagarsi a macchia d’olio. Questa è una sensazione che ho anche dopo aver conosciuto molte persone americane.  La mia modesta esperienza di vita mi insegna poi che noi siamo un paese che da sempre è stato influenzato da moda, musica, tendenze politiche e situazione economica  che ci pervengono dal vento dell’ovest. E’ questa una ragione per cui molti italiani, me compreso, auspicano il trionfo del senatore dell’Illinois, anche nell’azienda in cui lavoro sento parecchio consenso nei confronti di Obama. Oggi al bar ho addirittura visto una persona che indossava con una certa fierezza una T-Shirt col volto del leader democratico. E’ per questo che avrei voglia di rafforzare le sue convinzioni personali e dirgli “C’mon Barak, you are the One”, tu sei l’eletto, in perfetto “stile Matrix”, anche se il nostro eroe, assomiglia molto più al mentore Morpheus, maestro di Neo, più che a Neo stesso, il messia della

  

  

resistenza. Non so quanti di voi, nel discorso di accettazione abbiano avuto la sensazione di quando Obama ricorda nelle posture facciali il celebre personaggio di colore del film Matrix. Da un momento ad un altro mi chiedevo se se sarebbe venuto il momento dove anche lui avrebbe formulato la famosa proposta indecente: “you take the red pill… you stay in wonderland, and I show you how deep the rabbit hole goes…”.  E’ anche vero che i sogni sono sogni e la realtà, nella migliore delle ipotesi potrebbe essere un’altra. L’interrogativo c’è: se Obama sarà il “Re”, riuscirà a comportarsi veramente da Obama? Lo scorso 21 giugno ho assistito ad una conferenza (lezioni di giornalismo) tenutasi all’auditorium di Roma da Robert Fisk, il celebre giornalista britannico che intervistò per ben tre volte Osama Bin Laden. Il vecchio Robert,

che di peli sulla lingua non ne ha manco uno, ci tiene a mettere in guardia ognuno di noi:”Obama dovrà fare i conti con una brutta bestia che ora non conosce ancora da vicino:il potere, solo quando si è dentro nella stanza dei bottoni ci si scopre per quello che veramente si è…”. Qualche parola sarà stata diversa ma il senso del discorso in grandi linee è stato quello. Il bambino che è in me, che si rimase toccato nel profondo dopo la lettura del romanzo “Roots” di Halex Haley, poi diventato una fiction che ha  fatto storia, sogna di sentire un giorno le parole di Obama “novello Morpheus” che si rivolge a tutti noi:”Welcome…to the real word…”, un mondo più equo e senza discriminazioni sociali. E’ dunque per questo che sono io che dico a idealmente a lui “dont think you are, know you are.” Credici Barako!

In ore terribili per gli Stati Uniti d’America a causa dell’uragano Gustav, non posso far altro che pregare per la gente della costa occidentale e manifestare con cuore tutta la mia solidarietà.

Commenti
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mary   |01-09-2008 13:52:22
thanks!
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