S.Agapito o S.Gennaro?

 

di Egizio Trombetta - Luci ed ombre sul dipinto di Caravaggio identificato da Maurizio Marini nel 1967 - Nei prossimi giorni sarà pubblicata la relazione completa in versione video dei caravaggisti Maurizio Marini e Maurizio Calvesi

 

22.09.2008. Torna a Palestrina, in quella che sarà la sua collocazione definitiva, il Museo Diocesano di Arte Sacra, La decapitazione di S. Agapito del Caravaggio. Il dipinto, identificato nel 1967 dal Prof. Marini nel Convento dei Padri Carmelitani di Palestrina, è stato oggetto di un’approfondita trattazione storico-scientifica che ha visto l’alternarsi di

 

illustri accademici e storici sulla importante tela e sul santo che il Caravaggio qui raffigura: Sant’Agapito o San Gennaro. Dal suo ritrovamento ad oggi gli storici non si sono ancora espressi in parere unanime circa il soggetto ripreso dal Caravaggio. Il 20 di settembre nel Convegno di Studi, appositamente organizzato nell’occasione del passaggio dell’opera alla sua sede definitiva, si sono incontrati, al fine di unificare le tesi e gli studi sull’opera, Rossella Vodret, Sovrintendente per i Beni Artistici e Storici del Lazio, Claudio Strinati, Sovrintendente Speciale al Polo Museale Romano, Maurizio Calvesi, Accademico dei Lincei, Professore Emerito di Storia dell’Arte Università La Sapienza di Roma, Peppino Tomassi, Direttore artistico del Museo Prenestino di Arte Sacra e naturalmente Maurizio Marini.

L’incontro è stato presieduto da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina, ed interverrà Rodolfo Lena, Sindaco del Comune di Palestrina. La tela del Caravaggio dal 20 di settembre arricchirà dunque il Museo Diocesano di Arte Sacra di Palestrina che annovera nel proprio patrimonio l’Eolo di Michelangelo. Accanto a tesori artistici e storici di matrice sacra e di grande valore si creerà un rinnovato e rilevante percorso museale. Accogliere nuovamente, e definitivamente, un’opera che nasce, verosimilmente, per rappresentare il martirio del Sant’Agapito, cui la comunità prenestina volge da sempre la sua devozione è, al contempo, operazione culturale, per il valore artistico e storico dell’opera ma, altresì, di considerevole valore religioso. Non vi era, dunque, momento più opportuno per creare un dialogo approfondito e circostanziato dell’opera che da circa quarant’anni è oggetto di dibattimenti fra storici e accademici. L’inaugurazione del suo giusto collocamento nel Museo Diocesano di Palestrina coincide volutamente con il convegno di accreditati studiosi che dovrebbe portare con sé quegli ultimi elementi di approfondimento scientifico al fine di donare all’opera la sua definitiva lettura attributiva e iconografica.
“I dipinti del Caravaggio incantano e sconcertano, vanno dritti alla sconvolgente vita stessa senza la mediazione di alcuna intelligenza formale. Egli è un artista che si è divincolato da schemi rappresentativi ormai prigionieri di ideologie che lasciavano fuori il pulsare della vita. La sua attenzione al reale, che getta in faccia senza pietà la vita e questo suo soggettivo modo di vedere, mettono a nudo la nostra psiche. L’irrompere della realtà nell’arte religiosa dava fastidio al mondo pietistico del tempo, ma era in grado di ridare a spiriti liberi il senso del vero contatto con Dio, dello sconvolgente cambiamento che la presenza di Dio provoca nella vita umana. Il museo diocesano di Palestrina è orgoglioso di avere questa opera e farà di tutto per renderla fruibile alla contemplazione estatica, alle emozioni e alla vita spirituale.” Dalle parole del Vescovo di Palestrina, Monsignor Domenico Sigalini, si sente, viva, la partecipazione che il ritorno di tale importante opera desta nel cuore della comunità. Il dipinto fu pubblicato da Maurizio Marini come copia del “santo obispo la cabezza degollata” (quindi san Gennaro), dipinto di Caravaggio citato nell’inventario del 1653 dei beni del Palazzo di Valladolid di Juan Alfonso de Herrera conte di Benavente, viceré di Napoli dal 1603 al 1610. Di parere diverso, Maurizio Calvesi ritiene che il presunto San Gennaro è più probabilmente sant’Agapito, protettore di Palestrina, che pure subì il martirio della decapitazione e i committenti potrebbero identificarsi negli stessi principi Colonna, signori del feudo prenestino.
L’evento è stato promosso dalla Diocesi di Palestrina, dal Museo Diocesano di Arte Sacra della Diocesi di Palestrina, dai Padri Carmelitani, dal Comune di Palestrina, ed è organizzato dal Comitato composto da: Maurizio Bernassola, Giuseppe Tomassi, Walter Di Paola, Antonio Lulli e Maria Teresa Ciprari in cooperazione con Artifex, “comunicare con l’arte” e con il Comitato Nazionale per il Caravaggio. L’incontro è stato reso possibile grazie anche al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Palestrina, della Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Palestrina e del Comitato Nazionale per il Caravaggio e si avvale di un Comitato d’onore composto da: S.E.R. Monsignor Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina; S.E.R. Monsignor Eduardo Davino, Vescovo emerito di Palestrina; Monsignor Vito Cinti; Antonio De Rosa, Comandante dei Carabinieri di Palestrina; Prefetto Lucia Dimaro Direttore Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno; Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune di Roma; Rodolfo Lena, Sindaco di Palestrina; Vittorio Perin, Assessore alle attività Culturali di Palestrina; Peppino Tomassi, Direttore Artistico del Museo Prenestino di Arte Sacra; Marcello Cola, Rossella Vodret, Sovrintendente per i Beni Artistici e Storici del Lazio, Presidente della B.C.C.; Walter di Paola, Direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Curia vescovile di Palestrina; Padre Simone Gamberoni, parroco di Sant’Antonio in Palestrina; Monsignor Giacinto Marianecci, Capitolo della Cattedrale.

Commenti
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july   |22-09-2008 15:02:45
marini un grandissimo!
claudio   |04-08-2011 20:23:36
se non stimoliamo un po'la cosa io e massimo............t'ho fatto usc allo
scoperto................ahahahahah Ciao Egi
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