Veltroni a SKY TG 24 per Obama… Ma se hanno potuto loro… 

Di Egizio Trombetta – L'intervento di Veltroni a SKY TG24 da Maria Latella. All'interno una raccolta di video significativi dell'Election Day e la clip "Yes we can". SKY TG24 è in diretta a questo link…clicca qui. 

21.01.2009. Veltroni ieri era a SKY TG 24 nella trasmissione di approfondimento politico di Maria Latella. Oggi non è stata data molta visibilità, sia sulla stampa che sulle agenzie. Peccato perché è stata un’ulteriore dimostrazione di quanto Veltroni sappia interpretare al meglio il ruolo di opinionista. Uno che sa toccare le corde giuste, con i toni adeguati.

   

Veltroni era ieri sera a SKY TG 24 ospite della trasmissione di di Maria Latella. Di quanto detto non è stata data visibilità, ne sulla carta stampata ne sulle agenzie. Peccato, è stata l’ulteriore dimostrazione di quanto Veltroni sappia interpretare al meglio il ruolo di opinionista. Uno che sa toccare le corde giuste, con i toni adeguati. Il buon Walter, che stimo, sotto il bombardamento di domande della Latella (se fossi stato un politico avrei avuto terrore a farmi intervistare da lei) riesce a tirar fuori il meglio di se dicendo in altre parole che siamo un popolo di pupazzi, individualisti e con scarso senso di appartenenza alla patria. Tutto sacrosanto, ma perché non comincia lui a fare di meglio? Demonizzare il Berlusconi su tutta la linea, anche su quella delle barzellette, non credo francamente sia strada giusta. Poi dice che noi italiani siamo portati a parlar male di noi stessi e

osanna il fair play dimostrato dagli ex rivali Mc Cain e Obama – “noi non siamo ancora pronti per questo”. Ne esce fuori un quadretto molto realistico della politica italiana, uno scenario formato da persone che hanno poca voglia di migliorare e soprattutto di crescere. La superiorità americana, ahimè, appare schiacciante. Mi costa ammettere questo, credetemi, soprattutto perché non sono mai stato un aficionado della cultura yankee. Il leader del PD, all’attuale stato delle cose, potrebbe dedicarsi più proficuamente all’attività di commentatore o sostenere le campagne elettorali dei suoi “compagni” altrove nel mondo. Come leader dell’opposizione lo giudico poco efficace, al momento. Credo che sia sotto gli occhi di tutti che ultimamente persino il Cavaliere abbia guadagnato maggiore credibilità fra il popolo di sinistra proprio a seguito delle “uscite” faziose

dell’ex sindaco della capitale. Caro Veltroni, è proprio sicuro che la strada che sta percorrendo sia quella giusta? E’ proprio sicuro che la decisione di camminare da soli non vada riveduta e magari corretta?

 

Metro 21.01.2009. Ore 12.05, Washington DC. Il senatore di colore Barack Obama poggia la mano sulla Bibbia di Lincoln tenuta dalla moglie Michelle e guarda negli occhi il presidente della Corte Suprema, John Roberts. «Giuro solennemente che adempirò fedelmente all’incarico di Presidente degli Stati Uniti... Dio mi aiuti». Obama è presidente, nel tripudio della folla, nonostante l’inciampo del giudice su una parola. Poi un discorso di 18 minuti su responsabilità, impegno, orgoglio, speranza. «Da oggi dobbiamo rialzarci e riprendere il lavoro per costruire

l’America ». Nel segno della «nuova era della responsabilità », Barack Obama inizia e conclude il suo discorso da 44° presidente degli Stati Uniti sulla scalinata di Capitol Hill. Diciotto minuti in cui il primo presidente afroamericano non si nasconde che «c’è molto da fare, lo stato della nostra economia richiede azioni coraggiose e le faremo non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per rinnovare le infrastrutture». Obama insiste sulle prove «gravi » che attendono il Paese, sulla «fine delle false promesse ». Ma, assicura, «ci riusciremo, ve lo prometto » perché «oggi siamo qui per scegliere la speranza contro la paura». Il presidente non ha deluso le aspettative parlando della sicurezza, dei rapporti con gli altri Stati, assicurando che l’America è di nuovo pronta a «guidare il mondo». «Respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri

hanno steso una carta con i diritti per tutti. Siamo i guardiani di questa eredità. L’America è un Paese amico di ogni nazione, ogni uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di pace e dignità». «Cominceremo a lasciare in modo responsabile l’Iraq alla sua gente e a forgiare una pace difficile da ottenere in Afghanistan. Lavoreremo senza tregua con vecchi alleati ed ex nemici per ridurre la minaccia nucleare». È un’America che «non arretra di fronte alla minaccia del terrorismo», che sa che il suo «spirito è forte e non può essere piegato», che può dire ai terroristi «noi vi sconfiggeremo». Mano tesa all’islam: «Cerchiamo un modo nuovo per andare avanti basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse».

Entusiasmo per Obama Delirio di gioia per i sostenitori di Barack Obama che ieri hanno invaso Washington: due milioni sul Mall, altri intorno. Una festa continua dove quasi nulla ha frenato l’entusiasmo dilagante che ha accompagnato ognuno dei momenti salienti. Quasi, perché nel pomeriggio il patriarca Kennedy, il senatore Ted, è stato portato via in barella. Per il resto tutte reazioni positive al discorso del neopresidente. Tra gli apprezzamenti, quello rilasciato a Metro International dal vicedirettore di U.S. News & World Report, Robert Schlesinger, massimo studioso dei discorsi presidenziali e autore di un libro in proposito. «Credo sia stato un ottimo discorso. C’erano tutti i temi classici dei discorsi inaugurali: “Affronteremo molti problemi ma li supereremo usando i nostri classici valori fondamentali”». Schlesinger, sorpreso, ha notato qualche esitazione. Sui contenuti del discorso, unanime consenso dei leader mondiali, amici e e meno amici, che si attendono tutti comunque nuove opportunità, dialogo più aperto e maggiore collaborazione. In Italia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ascoltato con «grande emozione» il discorso di insediamento di Obama. «Il discorso di oggi è stato un segno di straordinario incoraggiamento e fiducia nell’avvenire della politica».

Commenti
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alfredo   |21-01-2009 20:55:45
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