Intervista a Gianni Clerici

       

Di Egizio Trombetta - 14.04.2009.  Gianni Clerici, scrittore, giornalista, tennista, ma anche appassionato d’arte, teatro e, anche se molti lo ignorano, ha un passato da calciatore alle spalle. Non ostenta ricchezza, ma nemmeno la nasconde. Lui, che è probabilmente il primo della classe fra i giornalisti-scrittori di tennis al mondo, è senz’altro leader in quanto ad onesta intellettuale, schiettezza e sense of humor, qualità rara oggigiorno nel tennis.

 Stavo leggendo il primo racconto del tuo ultimo libro “Una notte con la Gioconda”. Perché hai voluto mettere in evidenza che Leonardo per realizzare la Gioconda abbia usato un uomo come modello?“Perché mi pareva divertente l’ipotesi che questa sconsiderata, prototipo di donna, Mona Lisa, che rappresenta appunto un marchio, era invece un uomo. Quando sono stato l’ultima volta a Louvre il dipinto di Leonardo era mostrato di fianco a quello della Belle Ferroniere. Molti turisti, molti orientali e molti giapponesi, erano tutti per Mona Lisa, ignorando completamente l’altro dipinto, sempre di Leonardo. Nel mio racconto, La Belle Ferroniere è indignata perché la trascurano. D’altronde è logico, la Gioconda è il marchio che vende di più. Poi, per sbaglio un giorno vado ad una mostra a Parigi, mi

sembra nel 2003, e vedo due ragazzine pietrificate davanti ad un dipinto (quello che Gianno usa nella copertina del libro). Allora guardo attentamente il dipinto e vedo una bella donna con un cazzo della madonna. Scusa ma non lo vedi? Il quadro che ho riproposto in copertina, pare che l’abbiano fatto insieme, questo modello (ndr lo stesso modello che Leonardo avrebbe usato per la Gioconda) con Leonardo. – inserisci nome quadro –

Gianni francamente non me ne ero accorto… “Ti credo, ma lo sai che la gente non se ne accorge? Io ho dovuto fare una lotta con Rizzoli per metterlo in copertina, loro avevano paura e io speravo di vendere il libro grazie al cazzo. Ma niente, non lo vede nessuno il cazzo. La storia è quella, ho ripercorso a rovescio la vicenda, dentro il libro ci sono le foto di vari dipinti, e si vede che è sempre lui il modello di questi quadri, Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì (controlla), che è stato l’amante per tutta la vita di Leonardo tanto che lui è andato in Francia quando Leonardo è andato in Francia. Aveva anche imparato a dipingere bene.

Ma sei sicuro che quel Gian Giacomo Caprotti era gay?

“Ma come no, si faceva fare i pompini tutte le mattine, probabilmente era lui che inculava Leonardo. Ma si scrivilo pure”

 

Gianni, allora c’era molto pregiudizio nei confronti dell’omosessualità? Ma nooo, nel ‘500?

 

Allora pensi che sia più adesso?

“Certo, queste sono domande un po’ troppo impegnative. Io credo che nel ‘500 non ci fosse nessun tipo di pregiudizio, ma si lo so, li hanno condannati, ma si trattava nella maggior parte dei casi di poveracci. Ho scritto anche nel racconto, i nobili sono al di sopra di ogni sospetto. I nobili possono  inculare, farsi inculare, fare i pompini, non succede niente. Anche da noi, nella nostra epoca, i pregiudizi nei confronti di omosessuali famosi non ci sono mai stati. Anche se parliamo di cento anni fa… Se uno era un omosessuale famoso, era al di sopra di ogni sospetto. Di pregiudizi non ce n’erano. C’erano però i pregiudizi per il poveraccio che andava a farsi i pompini al giardino pubblico”

 

C’è in qualcuno di questi racconti in cui credi di identificarti maggiormente?

“Si uno c’è, è il racconto dove si parla di un personaggio che ha inventato il deltaplano. L’unica cosa che non è vera è che alla fine ho fatto finta di essere stato mangiato dal coccodrillo. In realtà c’erano solo squali… ero caduto e mi hanno detto ‘cazzo vieni su, vieni su qui ci sono gli squali, ma io non avevo visto nessun squalo.”

 

Quel racconto su quel tale, il Morelli. Questo tizio dava molta importanza alla preparazione atletica, ma tu da giocatore gli davi importanza?

“Non si usava. Allora facevo il liceo a Como e andavo a correre al mattino prima di andare a scuola. Mi guardavano e in dialetto dicevano “Chi è quello li, è matto”. Perché anche i giocatori del Como che era in serie A, io ero negli ‘Allievi’, molti non lo sanno, non facevano nulla. Io lo facevo perché l’avevo visto fare in America, dai grandi campioni. Allora in Italia si faceva un po’ di preparazione artigianale sulla resistenza”

 

Quindi anche il tuo amico Nicola Pietrangeli non faceva molto a livello di preparazione atletica, vero?

“Nooo, Nicola non faceva niente, Nicola era fantastico. Lui, pensa che scappava dal Parioli, quello che ora è il circolo dei giornalisti a viale Tiziano, per andare vicino allo stadio per giocare con quelli della Lazio. Lui non si è mai allenato nella sua vita e non ci ha nemmeno provato. Anche il suo compagno di doppio Sirola, che è stato anche mio compagno di doppio, non faceva meglio. Sirola giocava solo a biliardo come allenamento”

 

Molti non lo sanno, ma tu hai battuto Nicola

“Si, io avevo diciassette anni e lui quattordici. Era in un torneo di seconda categoria nel vecchio circolo Parioli. L’ho battuto facendo una fatica tremenda avendo la viva consapevolezza che quello li era più forte di me. Mi sono detto ‘se vinco oggi mi va bene, ma non vincerò mai più con lui’. Il talento lo si riconosce se si sta un pochino addentro di un qualsiasi contesto, musica, arte o sport.”

 

In un tuo racconto menzioni addirittura Murdoch…

“Ma lo sai che ci ho parlato una volta? Lui è allievo di Newcombe (controlla). Newcombe mi ha detto che non faceva in tempo a fare due quindici che lo chiamavano al telefono”

 

Ma se lo dovessi incontrare di nuovo, che gli diresti in merito ai tre tornei dello slam che SKY a rinunciato a seguire?

“Non gli direi niente, lui secondo me non lo so neanche. Lui pensa alle borsa, alle robe, ai grandi acquisti. Come si fa a parlare di un problema simile senza conoscere i bilanci. Si vede che non gli conviene fare i Gran Slam, si vede che non gli vede fare il tennis. Quelle li sono scelte di denari, come si fa a parlare di un problema simile senza conoscere i bilanci. Io credo che non si possa avere un opinione su questo. E poi credo che li diano con Eurosport.”

 

Si ma è come vedere il torneo da un finestrino. Invece con SKY è come stare in un salottino a bordo campo... E poi su Eurosport si vedono poco gli incontri degli italiani. 

“Ah ho capito, fanno delle scelte più europee. Si vede proprio che non gli conviene”

 

Senti ma quella vicenda del Gorilla che ha una relazione con quella donna, la dottoressa Gertrud? Ma è vera questa storia? “E’ verissima!”

 Noooo, non ci posso credere. E solo adesso l’hai resa nota?

“E’ assolutamente vera nella mia immaginazione. E io ho scritto già un romanzo su un argomento simile. Questo racconto è una derivazione di un romanzo che si chiamava “Cuor di gorilla”, che è un grandissimo romanzo, attenzione, non perché l’ho scritto io, ma perché è il seguito della “Fattoria degli animali” di Orwell (controlla). Orwell è quello che ha scritto 1984, (controlla), ha praticamente indovinato il Grande Fratello, non come c’è adesso, intendiamoci. 1984 è un grande proprietario televisivo che diventa il dittatore, mondiale. Tutto questo grazie alla televisione (dare maggiori info). Questo “Cuore di gorilla” è uno dei romanzi migliori che ho scritto, ma avendolo ahimè scritto in italiano, questo non va bene. Bisogna solo scriverlo in inglese.” 

Cosa non ti piaceva di più del tennis di allora rispetto a quello dei nostri giorni?  “Di un tempo mi piaceva di più il fatto che c’era la possibilità di essere dei grandissimi giocatori senza essere dei grandi atleti. Ecco, la differenza è tutta li. Adesso è puro muscolo, diciamo così, anche se ci vuole anche una certa sensibilità tecnica, questo è chiaro.”

Invece cosa ti piace di meno di adesso nei rapporti umani rispetto a 50 anni fa?

“Ma sai, io ormai di rapporti, non ce ne ho più. Perché sai, se il giornalista, se non è un ruffiano, non può avere il rapporto diretto col campione. Il campione ormai è un espressione dello star system. Quindi non hai accesso a meno che non ti metti in evidenza mettendoti in prima fila in conferenza stampa, farti notare, eccetera. Dovrei trovare un sinonimo per ruffiano, ma il concetto è quello. Anche li c’è stata una rottura, quando negli anni ’80 sono arrivate le racchette nuove, è stato il segno di un nuovo sport. Avevo proposto alla federazione internazionale di cambiargli nome, naturalmente mi hanno deriso e avevano ragione. Però è cambiato, anche nei rapporti umani. Questi ‘poveracci’ non hanno più tempo per vivere, solo per far denaro. In senso generale che vuoi che ti dica, è fatale, è un’altra società e si segue le sue nuove regole.”

Perché non sono venuti fuori grandi giocatori dopo Panatta? “Questo è molto misterioso. I campioni nascono o per caso o nascono per le strutture. I francesi non a caso hanno la migliore struttura pubblica possibile anche perché loro hanno la burocrazia più efficiente del mondo. E’ un paese burocratizzato, mentre il nostro è un paese burocratizzato alla mafiosa. Loro hanno le strutture per farne i giocatori e di fatto seguitano a farne. Noi abbiamo sempre avuto un finto sistema pubblico senza averne a fianco uno privato come avevano gli spagnoli. Qui c’è stato il disastro dopo il miracolo economico fino ad arrivare agli anni ’80. Quando il paese ha smesso di crescere non ha trovato delle sostituzioni, che potevano essere nel settore pubblico o nel settore privato”

Pensi dunque che il nostro sport abbia pagato i malesseri del nostro paese?

“Io temo di si, c’è sempre un’equivalenza tra un successo economico di un paese e i giocatori che riesce ad esprimere”

Se fossi nato povero, ti sarebbe piaciuto vivere in questo paese? “Dovrei immaginarmi… io sono sempre stato ricco… adesso meno dopo il crunch. Ho vissuto nove anni a Londra, avevo la casa negli Stati Uniti, sono cresciuto parlando francese quasi come l’italiano, sai io mi sono sempre sentito europeo prima che esistesse l’unione.”

Quanto c’è del vero Clerici nelle telecronache che fa insieme a Rino Tommasi?

“Mah, una bella domanda, ma sai, il vero Clerici, bisogna conoscerlo solo intimamente e anche io faccio fatica a conoscere il vero Clerici, senza dare un significato troppo profondo alla vicenda. Nelle telecronache traspare un aspetto pubblico un pochino auto compiaciuto forse. Viene fuori un piccolo personaggio che però mi assomiglia molto.”

 

Se avessi vissuto in condizioni disagiate, avresti avuto la capacità di emergere?

“Io ho avuto un padre che è stato un grande uomo di affari, poi ho avuto due enormi proposte, una da Giorgio Mondadori, di dirigere tutti i suoi settimanali e mensili e una da Berlusconi di dirigere la sua televisione, il posto che poi è andato a Tommasi. Ho tutte le volte rifiutato queste proposte prima di tutto perché non avevo bisogno di danaro, che è la cosa fondamentale, secondo forse per paura di essere inadatto, di essere insufficiente, in fondo per una mia possibile sottovalutazione mia, cioè io non ho una grande opinione di me stesso. Io ho sempre fatto sempre tante cose senza fermarsi mai perché non mi sono mai creduto uno bravissimo. Sono sempre critico nei miei riguardi. Prendersi sul serio non è la mia specialità.”

 

Tutto quello che fai non lo fai certamente per danaro, cos’è che ti ha spinto a fare tutto quello che ha fatto? “Di evitare il vero lavoro.”

 

Dopo aver scritto e raccontato il tennis per tanti anni di tennis cosa ti piacerebbe scrivere e/o raccontare ancora?

“Teatro, perché sono un attore di teatro fallito. Sto preparando qualcosa ma non ti anticipo nulla per il momento (verifica registrazione). Mia figlia ad esempio è una buonissima autrice teatrale. Sono state messe in scena, e con successo,  tre sue opere a Parigi. Non è celebre, ma nell’ambiente teatrale è molto stimata.”

 

Si dice che nel giornalismo ci sia parecchio nepotismo… che ne pensi? E’ stato un male o un bene? Si può combatterlo?

“Si mi dicono che c’è in giro un po’ di nepotismo. Bè ma il nepotismo c’è da sempre. C’è l’accentuazione italiana, temo. Mi figlia, ad esempio, per riuscire, è dovuto andare a Parigi. In Italia non sarebbe mai riuscita. Mi chiedi se si possa combattere un fenomeno del genere, in questo paese qua non si può combattere niente…”

 

Una volta dicesti che la più grossa volgarità era quella di non essere dotati di senso dell’umorismo. Ma quanto ti annoia a leggere articoli di suoi colleghi che scrivono di tennis probabilmente con seriosità eccessiva?

“I miei colleghi che scrivono di tennis sono bravissimi… - se la ride Gianni – inarrivabili. Ti confesso, non li leggo quasi mai. Mi capita quando sono li al torneo. Leggo articoli di argomenti che mi interessano di più”

 

Non riscontri dunque un certo appiattimento per quanto riguarda l’informazione ? (ossia, tutti scrivono le stesse cose, nello stesso modo a volte volgare e quasi mai efficace, e dimenticano tutto il resto)

“Ti premetto che sono parziale. Io leggo di solito Repubblica,  Corriere della Sera, La Stampa e il Sole 24 ore, per vedere che sto diventando povero. Io leggo di quelli che so che mi posso fidare. Per ogni giornale ho dei giornalisti che stimo. Non vado a leggere quelli che citi tu, che dicono sempre la stessa cosa. E poi con l’avvento dei nuovi strumenti (internet ndr) è più probabile dire la stessa cosa.”

Non sarebbe meglio risparmiare risorse su tutti i Master Series di tennis che vengono attualmente trasmessi per investire almeno su paio di Slam riamasti esclusi?  “Questa è una domanda per i nipotini del signor Murdoch. Stai parlando con uno che non ha la televisione e che non vuole intendersene”

Quindi, se non te ne intendi, non possiamo nemmeno parlare di Supertennis.

“Guarda ci sono quattro cinque persone in Italia che si intendono di tennis. Una di queste persone m’ha detto, non era meglio investire quei soldi per cercare di tirar fuori qualche giocatore? Quindi non so se hanno fatto bene e poi non l’ho visto… Fra l’altro sono stati gentilissimi perché mi hanno invitato, quindi non si sono dimenticati del tutto della mia sopravvivenza. Secondo te è stato un bene?”

    

Allora, domanda d’obbligo. Ma perché ti piace tanto Venus?

“Perché sono razzista, essendo razzista mi piacciono le negre da pazzi. Ho avuto tre fidanzate negre una più bella dell’altra. E poi mi piacciono molto – Clerici enfatizza il tono di voce qui all’eccesso - le donne e queste negre così alte e con le gambe lunghe e con i culi diversi da tutte le nostre bianche. Se le bianche c’hanno un bel culo le negre hanno un culo sublime. Cazzo cosa vuoi dalla vita? E di fatti Venus mi lasciava baciare il suo ginocchio sinistro anche se non so se mi lascia ancora. Venus ogni volta che mi vedeva lo indicava ridendo… Se a uno piace le donne negre è molto attraente, se non gli piacciono le negre peggio per lui insomma.”

 

“Ho fatto la poesia su Venus, ma non lo sai. Siccome durante le trasmissioni mi annoio e faccio o delle filastrocche o delle poesiole. E uno me l’ha mandata, eccola, non è un gran che ma considera che l’ho fatta durante la telecronaca.

Fragole con panna (titolo)

Nella tua bocca rosa, tra le tue labbra Venus,Tornata a dominare su chi ti rese schiava,ti imprigionò su navi destinate al cotone,riscattata dal genio di gesti bianchi usciti dalle tue mani nere,tu venere regale, prodigio suscitato dalla schiuma del mare 

trasmissione wimbledon 2005…Un lettore me l’ha mandata alla Repubblica.

Non è tanto bella, ne ho fatte delle buone. Però è curiosa la vicenda perché l’avevo scritta in un blocco notes. Sai i miei taccuini spariscono, li butto, ci scrivo la lista della spesa... Non come Tommasi che se li conserva tutti. Pensa che Collins pure, che ha inventato una sorta di stenografia del tennis e i suoi taccuini li donerà al museo di Rhode Island. Perché Tommasi segna i punti ma Collins riesce ad annotarsi di ogni punto cosa è successo, “volee di rovescio in contro piede”, ad esempio.”

Perché i neri non s sono così tanto affermati nel tennis?  “Non potevano… Pensa che la prima che si affermò fu Althea Gibson, che io ho conosciuto benissimo, guardavo spessissimo il suo allenamento e la prima volta che entrò nello spogliatoio di Forest Hills, tutte le giocatrici bianche uscirono. Non potevano affermarsi in queste condizioni. Adesso le cose sono cambiate, possono giocare tranquille. Sia ora che c’è Obama, ma già da qualche anno. Diciamo negli ultimi dieci anni, oltre alle Williams se sono venute delle altre. Uomini bene o male c’è Blake…”

Bè poi c’è stato Ashe… “Bè ma all’epoca di Ashe non si poteva essere nero nel tennis. Cioè, Ashe è stato un miracolo, ecco cosa voglio dire.”

Tu lo conoscevi Ashe vero?  “Lo conoscevo molto bene. Conservo ancora due o tre libri firmati da lui, avevo molta simpatia per lui, però era un negro bianco, cioè non faceva il negro faceva il bianco. Era straordinario.”

Ci sarà secondo lei un miglioramento nei prossimi anni (mi riferisco ai neri)?  “Con Obama? Ma scherzi. Ma anche perché la società sta evolvendosi sul multirazziale, spero.” 

Comunque nel tennis non c’è, così come nel calcio, razzismo di alcun genere, no?  “Si però a calcio di lasciano giocare finche vuoi…”

Parliamo di Wimbledon. Sei d’accordo se dico che la più bella partita del 2009 è la finale maschile di Wimbledon 2008…  “io non me la ricordo mica…”

Ma tu stai scherzando… quella che poi tu te ne si andato dalla telecronaca, ricordi? “E bè ma era tardi dovevo fare il pezzo per Repubblica”

Si lo so, era molto tardi.  “Io mio vero padrone è la Repubblica. Non so se è giusto quello che ho fatto, ma è sbagliato fare le due cose insieme”

 

C’è una partita che ha visto che ti ha emozionata più di quella?  “Si credo mi abbia emozionato perché non si capiva chi vinceva, poi c’era il ritorno di Federer. Comunque guarda, la partita che mi ha emozionato di più di quella è stata la partita credo nel ’26 fra Tilden e Cochet a Wimbledon. Perché c’è stata la rimonta di Cochet che aveva perso. In quella partita li affermi di essere stato raccattapalle. Un’altra che mi ha emozionato da matti è stata Lenglen contro Wills (controlla), l’ultima vittoria della Lenglen a Cannes sempre nel 1926 credo.”

 

Anche quella hai visto? “Certo come raccattapalle…”

 Gianni se ne approfitta un po’ della mia scarsa lucidità nel capire che si trattava di uno scherzo. Clerici non era ancora nato nel ’26.   

“Non ero ancora nato nel ’26… devi sapere che le partire più belle sono quelle a cui non si è assistito. Io a quella partita della Lenglen ci avrò speso mesi di ricerche…”

Ah e vero, tu hai scritto un libro sulla Lenglen, quello con la copertina rossa.  “Si bravo quello rosso, si intitola ‘Divina’. E allora quando fai un mese su una partita allora si che te la ricordi, non come quella finale li. Quella storia li è una storia da pazzi.”  

Dici sempre di rabbrividire orrore violenza calcio…

“Attenzione guarda che sono stato giornalista di calcio. Al Giorno ero considerato secondo al mio amico Brera. E poi capivo, ti ho detto che avevo giocato a calcio. In tribuna sentivo cose agghiaccianti, come succede nel tennis tu vedi su cento giornalisti in tribuna, novanta non capiscono quello che succede. Non conoscono il gioco. Sanno tutto, ma non conoscono il gioco. E smisi quando mi sono successi due casini, uno a Mantova e che avevo capito che avevano venduto una partita, avevano fatto un pari che si erano messi d’accordo. Un’altra volta a Bergamo sono stato rincorso… Dissi al mitico direttore del giorno Italo Pietra che il calcio non lo facevo più. Mi disse sei un pazzo. Mi occupai di tennis, sci e basta. Se avessi avuto bisogno di guadagnare qualche soldo sarei andato avanti a fare il calcio.”

 

Ma tu lo sai che c’è un tuo fan club su facebook?

“No e cos’è?”

 Allora gli spiego cosa è facebook, gli spiego che c’è un fan club e gli dico che c’è un fan club dedicato a lui che gira sul social network. Clerici sghignazza divertito. “Lo faccio vedere a mio figlio e moglie questo. Sono fiero di essere su facebook. Lo sai che non sono andato mai su youtube?”

Clerici, fra pochissimo una nuova edizione degli Internazionali d’Italia, che aspettative ha?

“Io spero bene, beh comunque il torneo è tornato a buoni livelli, dopo aver toccato il fondo dell’ventennio della gestione Galgani (ex presidente fit ndr). Andrebbero, questo lo dico sempre, invertiti i tornei, ovvero sarebbe meglio che si partisse col torneo femminile, ma questa è una vecchia storia…  (gli Internazionali BNL d'Italia dal 2011 diventeranno un "combined event", con uomini e donne che giocheranno contemporaneamente nello spazio di dieci giorni n.d.r.)

Chi vincerà quest’anno a Roma?

“Aspetto le semifinali prima di sbilanciarmi, non so fare un pronostico, potrei solo sbagliare?”

Alcuni suoi colleghi ipotizzano un Federer sul viale del tramonto?

“E’ giusto quel che ipotizzano i miei colleghi, ha 28 anni oramai, è possibile che sia entrato in una fase di un normale declino fisiologico”

E’ vero che avrebbe intenzione di donare parte della sua collezione di libri al futuro Museo di  tennis a Roma?

“Non lo so più sai, perché ci sono troppi dubbi nelle strutture statali. Poi sai anche a Roma… c’era un progetto bellissimo, ma la nuova giunta di Alemanno non l’ha accettato, era troppo costoso. Ora c’è in ballo un altro progetto, ma non credo sia all’altezza del primo (è prevista la realizzazione del museo del tennis  per celebrare il centenario della Federazione Italiana Tennis nel 2010 a Roma. La FIT nasce a Firenze il 18 Maggio del 1910 n.d.r)

Ma come nasce questo progetto?

Nasce che Binaghi aveva offerto un milione di euro al Tennis Milano, ma la proprietaria rifiutò. Poi quei soldi furono indirizzati verso il Tennis Club Ambrosiano, che, invece di utilizzarli per il museo si restaura il club… Poi si pensò a Roma, feci venire Jean Christophe Piffaut, responsabile del Tenniseum di Parigi, ma il suo progetto di un museo basato su audiovisivi costava un’enormità: oltre due milioni di euro

Quando uscirà il suo prossimo libro?

Ne sto preparando un altro ma non so se lo finirò mai. Ma non ti accenno nulla sui contenuti perché porta male. Rizzoli pubblicherà una o due raccolte dei miei vecchi articoli

Dedico questa piacevole chiacchierata col caro Gianni Clerici a mia mamma, che mi lasciava il 30 Marzo di due anni fa 

Commenti
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Susan   |29-03-2009 21:31:15
mitico
Michele Fimiani   |30-03-2009 16:56:47
Che meravigliosa intervista...che piacere ascoltare l'Inarrivabile Vecchio
Scriba! Grazie Egizio, grazie, grazie e ancora grazie!!!

Spero di vederti
presto, un abbraccio,

Michele
egizio   |30-03-2009 17:51:20
Caro Michele, nonostante sarņ molto impegnato in quei giorni col lavoro a sky,
cercherņ di non mancare, quindi ci vedremo a Roma.

Sappi che quando ho
mostrato a Gianni il suo fan club su facebook, ha visto il tuo profiloe ha
detto:"cavolo, ma questo qui č Michele Fimiani, č mio amico, collabora per
Ubaldo"

:-) ciao, mi ero dimenticato di dirtelo
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