Ognuno ha quello che si merita…

  

Di Egizio Trombetta - Ne vedo tante di persone rinchiuse dentro dei barattoli… proprio tante… certe volte ci finisco dentro pure io… Detto questo non posso non ricordarmi dell’incontro con Renato Zero e di quello che mi disse… Sempre sul tema, in coda al filmato che propongo c’è il video della famosa passeggiata sull’aquilone che si è fatto il buon Tiziano Contorno durante le vacanze

 03.09.2009. Ero a bordo della mia Alfetta, fermo ad un semaforo di un incrocio in zona Roma nord di non ricordo più dove… Ricordo che in attesa del verde mi stavo dedicando anima e corpo all’ottimizzazione della curva dell’equalizzazione del mio impianto stereo. Stavo utilizzando ogni decibel che avevo a disposizione: ascoltavo Claudio Baglioni, un tempo mi capitava abbastanza spesso… ;) Ma qualcuno… quel giorno, aveva deciso di invadere la mia privacy:”Ahoo ma che te stai a sentì il cantante dei poveri?”. Ma chi è sto rompicoglioni – mi chiedo fra me e me. Alzo la testa, mi volto alla mia sinistra e dal finestrino ti vedo il muso anteriore di una Volvo bianca station vagon… si era affiancata alla mia alfetta. Alla guida c’era un tipo coi capelli piuttosto lunghi e riccioluti… Era Renato Zero!  “Renato… ma sei proprio tu?” – lo

riconobbi immediatamente. In realtà ascoltavo anche lui da anni e andavo anche ai suoi concerti.... “Non ci posso credere… Renato in realtà ascolto pure te” – mi sbrigai a controbatterlo “ci fermiamo un attimo? Mi piacerebbe parlarti, me lo fai un autografo?”. “Seguimi – replicò lui – ci fermiamo più avanti”. Fu così che mi capitò di incontrare Renato Zero.  In quegli anni anche i miei cugini lo ascoltavano e ricordo non ce ne poteva fregare proprio niente se ci prendevano per gay. Renato, a dire la verità, rifiutò ogni tipo di etichetta, c’è chi dice per mancanza di coraggio. Erano anni che dire “sono gay” significava esser messi alla gogna. Quell’incontro con lui fu incredibile (almeno per me), ci fermammo così in una strada in doppia fila, ci parlammo come se fossimo amici consumati. Mi firmò un autografo – con dedica - sulla prima pagina dell’agenda marrone che mi

 

portavo sempre dietro, mi disse “leggiti poi attentamente quello che ho scritto. Ciao Nì” A distanza di anni ci penso ancora a quanto mi scrisse: “Ognuno ha quello che si merita”… E chi può contestarlo: vivere oppure no dentro al barattolo dipende solo ed esclusivamente da noi. Ringrazio il mio vecchio amico Stefano (“Ma fatte sentì” – in realtà è un messaggio in codice…) per avermi fatto ascoltare per la prima volta la meravigliosa canzone che propongo in questo post: Paleobarattolo.

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et   |03-09-2009 13:31:56
;)
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