Intervista a Flavio Cipolla

 

Di Egizio Trombetta –  Il giorno del compleanno è l'occasione ideale per pubblicare l'intervista di qualcuno. Buon compleanno Flavio! Anche su Ubitennis.com - Interventi di Giampaolo Mauti, Ezio Di Matteo, Danilo Gargano, Cristian Battisti e Quirino Cipolla

 

20.10.2009. Lo vidi la prima volta nella piscina dello Junior Tennis di Roma - “Quello è Cipolla!” – mi dissero. “E chi sarà mai sto Cipolla”, mi chiesi. Qualcuno dei suoi amici me lo indicava già come un predestinato. Eppure non aveva nemmeno un misero punto Atp. Coloro che si allenavano con Flavio conoscevano bene le sue potenzialità, ma io continuavo a

 

chiedermi: “ma che avrà mai di speciale sto Cipolla”. Seppi successivamente…che non fui proprio il solo ad avere gli stessi  interrogativi… Con grande determinazione e il supporto di papà Quirino, Flavio riesce ad issarsi in zona “top 100” e successivamente guadagnarsi, con merito, la convocazione in Coppa Davis. Ora che la visione della vicenda è un pochino cambiata, mi pongo un’altra decisiva domanda: ma come si fa a non amare un tipo Flavio, e come giocatore e come uomo? Prima di farti alcune domande sulla stagione tennistica ti debbo fare una domanda di importanza capitale.  Noi siamo amici su facebook, lo sai. Ho notato un cambiamento di “stato” per quanto riguarda la tua situazione sentimentale… non è così? “Prima domanda osticissima… - Flavio abbozza una risata, quasi per temporeggiare un altro po’ prima di trovare

le parole più adatte – si sto insieme a questa ragazza... è australiana. L’ho conosciuta quest’anno durante gli Australian Open… hai ragione, c’è stato un piccolo cambiamento…”

E’ importante per un atleta avere una relazione stabile secondo te?

“Penso dipenda molto dalla personalità del giocatore e da che tipo di storia è e da come porti questa storia nella tua vita. Per quanto mi riguarda non lo so, a parte che non m’è mai successo prima quindi è una cosa per me abbastanza nuova. Comunque non mi sono sposato e non è un cambiamento incredibile. Vediamo come va”

C’è una certa precarietà nei rapporti ultimamente, risulta anche a te?

“Si è vero, è una situazione che si verifica sempre più di frequente, basta vedere quanti divorzi ci sono”

              

Da che dipende? “Il mondo cambia. Una volta ci si prendeva più tempo per fare le cose ora i tempi sono decisamente più stretti. Questo può accadere anche nelle relazioni interpersonali. Forse c’è troppa sufficienza in certe occasioni. Mi sembra come se prima si seguissero di più i valori”.

Se un giorno un essere supremo ti dovesse chiedere di scegliere fra avere una bella famiglia con tanti bambini ed essere “10” del mondo, riusciresti a scegliere?

“Mi ci dovrei trovare… al momento non saprei”

 Qualcuno dice di te che sei una persona sobria, molto stimata dai colleghi, che vede il bicchiere mezzo vuoto e molto semplice nei comportamenti. Poi, sempre la stessa persona intervistata, dice che non sei forse un tipo solare e che non trasmetti una simpatia immediata… confermi?

“Beh magari sull’ultimo punto non tanto, soprattutto quando dice che non appaio come una persona solare…”

Sai chi è stato a dirmi tutto questo? Tuo padre...

“Lo sapevo…” – e si mette a ridere.   

Dopo questa divagazione parliamo della tua stagione tennistica. Hai avuto un ottimo inizio 2009 a Chennai dove hai battito Wawrinka e agli us open sei stato fermato da Haas al terzo turno, hai fatto un buon torneo a Belgrado dove hai battuto Bagdatis e Clement, hai fatto secondo turno a Wimbledon ma poi hai iniziato ad avere qualche problema

“Si sono partito bene. All’inizio dell’anno ho anche battuto gente forte. A Chennai ho battuto anche Wawrinka e e poi Tursunov. Poi mi sono qualificato a Dubai e al Master Series di Montecarlo vincendo contro Nieminem e Starace. Mi sono qualificato a Casablanca e poi come dici tu ho fatto un buon torneo a Belgrado. Al Foro ho giocato grazie ad una wild card ma non è andata bene e ho perso da Cilic. Tirando le somme a inizio stagione rispetto agli altri anni ho alzato molto il mio livello di gioco, ho fatto tante partite e battuto giocatori forti”

Si un inizio stagione molto buono, ma poi una sequenza di primi turni…

“Tutto è scaturito dal problema al polso. Dopo Wimbledon mi è venuto questo problema ma ci sono andato a giocare a Reggio Emilia. Mi sarei dovuto fermare… Sono andato a fare un’ecografia e mi è stata diagnosticata una tendinosinovite che è una specie di tendinite, nulla di grave. Pensavo francamente di recuperarla in corsa magari facendo qualche terapia. Sono andato comunque a giocare in America e quindi a Newport e Indianapolis. Il polso però continuava a farmi male e non riuscivo mai a giocare. Ho fatto tre quattro tornei ma praticamente ero mezzo infortunato. Poi mi sono fermato per un mese per potermi curare. Così in totale se ne sono andati due mesi. Alla fine di questo periodo ho iniziato nuovamente, ho giocato Trani e gli Us Open, ma sai quando stai fermo per questo tipo di infortuni si ha bisogno di ritornare in confidenza dopo aver passato un lungo periodo che non si è andati oltre al primo turno… Comunque ero ritornato a giocare benino, ma a Palermo mi sono fermato di nuovo per questo dolore all’adduttore. Ho fatto l’errore di non fermarmi subito”

Quindi che tempi di recupero prevedi?

“Niente di grave anche in questo caso, si tratta di uno stiramento, ma almeno un paio di settimane di riposo e terapia credo che siano necessarie”

Tutti dicono da sempre: tanto più di la non va, ha raggiunto il suo massimo… e invece… hai sempre smentito tutti… o quasi. Ora sono in tanti si chiedono se riuscirai ancora a stupire.

“Si è vero, questa mentalità gira da quando ero piccolo. Molti pensavano che mi sarei fermato e invece sono sempre riuscito a migliorare, anche in termini di classifica. Io comunque penso di poter arrivare parecchio più lontano di dove sono arrivato”

Un tuo amico, Giampolo Mauti, che ora lavora in una Tennis Academy negli Stati Uniti, si ricorda delle tue difficoltà iniziali. Mi ha fatto notare che hai dovuto affrontare gli inizi carriera tutto con le sole risorse personali e quelle della tua famiglia. Ecco, so che il tuo coach è da sempre stato tuo padre Quirino e che comunque tu non sei proprio un poveraccio, intendo economicamente parlando, giusto? Se tu non avessi avuto potuto disporre delle risorse adeguate, ce l’avresti fatta ad arrivare fin dove sei arrivato?

“Ora è difficile stabilirlo. Diciamo che all’inizio è vero, ho avuto bisogno dell’aiuto di mio padre, ma è anche vero che ho iniziato quasi subito a guadagnare grazie ai montepremi. E’ anche vero che le mie spese non sono altissime dal momento che mi ha sempre allenato mio padre e vivo a casa. Comunque si, è stato un grandissimo aiuto. Non ti saprei dire in realtà se senza tutto questo avrei fatto le stesse cose e con gli stessi risultati”

Avere un papa coach può avere però anche svantaggio. Avere un padre così competente può essere ingombrante?

“No ingombrante no, chiaramente ci sono stati dei momenti di difficoltà. Avere un per padre coach in genere non è mai una situazione semplice dal punto di vista interpersonale. Secondo me abbiamo lavorato bene, ogni anno riesco a migliorare e a crescere. E poi siamo ancora qui. Questo vuol dire che funziona”

Se in futuro si renderà necessario un cambiamento al solo scopo di fare un ulteriore salto di qualità, riusciresti a staccarti da lui… lo faresti?

“Non penso che succederà mai. Sai, io sono stato una vita con lui, con un altro allenatore non mi ci riuscirei proprio ad immaginare! Se dopo ventisei anni siamo arrivati sin qui possiamo anche finire così”

Mi fai capire allora che credi nei matrimoni durevoli

“In questo caso si, ma capisco gli altri giocatori che cambiano coach perché hanno bisogno di nuovi stimoli, ma questo non è il mio caso”

Quindi presumo che la pensi allo stesso modo per sulle relazioni di coppia

“Si, ma ti dico la verità, non credo molto nel matrimonio… Anche se dovessi trovare la donna della mia vita non ho l’obiettivo di sposarmi”

Quando affronti i grandi e poi perdi, pensi di avere ancora margini per far meglio?

“Si sento di avere dei margini di miglioramento. Quest’anno quando ho giocato con Djokovic a Dubai ho fatto anche una bella partita, ho perso 62 63 ma è stata una partita molto lottata. Ci sono stati molti game persi ai vantaggi e quando sono uscito dal campo avevo un po’ l’amaro in bocca. Sentivo come se avessi potuto dare molto di più in tante occasioni che non sono riuscito a cogliere. Quindi ti dico si, penso di aver ancora margini, penso pi poter fare di più”

Quella partita con Wawrinka persa al quinto lo scorso anno, ci avrai pensato a lungo credo. Forse il diavoletto ti avrà suggerito: chissà se ricapita un’altra occasione del genere…

“Si, può capitare sporadicamente…”

Può essere importante lavorare dal punto di vista mentale?

“Sicuramente!”

Hai lavorato anche tu in tal senso?

“Non ho mai lavorato fin ora con un psicologo dello sport, ho fatto qualcosa da solo e qualcosa con mio padre”

Dal punto di vista tecnico cosa ti manca?

“Dal punto di vista tennistico ho ancora grossi margini secondo. Ogni anno non lavoriamo solo su una cosa, lavoriamo su tutto. Il colpo che è un pochino più indietro è il servizio, però sicuramente ho margini su tutto”

Ho fatto quattro chiacchiere con qualcuno che ti ha conosciuto. Ho parlato con Ezio Di Matteo, Danilo Gargano, Giampaolo Mauti e Cristian Battisti. Ecco quest’ultimo ricorda una domenica pomeriggio, un pomeriggio da lupi, che eri li a provare provavi le volèe al cesto con tuo padre… Giampaolo ricorda una vigilia di Natale a provare i servizi. Ti risultano questi episodi?

“Si certo, alla vigilia di Natale mi alleno tuttora”

Obiettivi per l’anno prossimo?

“L’anno prossimo inizierà un pochino in salita. Finirò quest’anno intorno alla duecentesima posizione. Fra poco mi scade ancora qualche altro punto e non penso di fare altri tornei. Poi avrò la serie A, gioco con l’Aniene. Quindi penso di prendermi un po’ di tempo per allenarmi. L’obiettivo comunque è quello di tornare a breve intorno entro i cento e poi da li…”

Ma c’è un torneo che ci tieni in maniera particolare?

“Foro Italico!”

Sul sito ITF trovo che la tua superficie preferita è l’erba?

“No è sbagliato, le superfici che preferisco sono il cemento all’aperto e la terra”

Pensando a quando successo a Federico, ti è capitato ultimamente di pensare al valore da attribuire ad ogni attimo della tua esistenza?

“Certo ci ho pensato… e penso anche a tutti noi. A dire il vero ci penso anche in altre situazioni, quando succedono cose altrettanto brutte. Allora capisci che la vita andrebbe vissuta nella maniera più serena possibile e come hai detto tu ogni attimo andrebbe vissuto al meglio”

Che emozioni provi quando sei fortemente concentrato a raggiungere un traguardo? Ti chiedi se ce la farai?

“Si certo, i dubbi si hanno. Prima di essere convocato in coppa Davis me lo chiedevo se un giorno ce l’avrei fatta. Comunque tutti i risultati che ho ottenuto fin ora sono venuti in maniera graduale. Ho quindi avuto modo di riflettere su quanto mi è accaduto”

E poi, se ti capita di arrivare a quel traguardo, che fai? Riesci a goderti quel momento, o sei immediatamente sopraffatto dalla voglia di puntarne uno nuovo?

“No, non mi soffermo tanto, mi capita di pensare subito all’obiettivo che viene dopo. Sai quando ti trovi in certe situazioni ti capita che devi giocare nuovamente e a poca distanza di tempo, allora non si ha tempo per soffermarsi”

Ti capita invece di pensare a quando era bambino e a quanta strada sei riuscito a fare?

“Si e con molta soddisfazione. Un pochino di strada l’ho fatta, alcuni obiettivi li ho raggiunti”

Riesci anche a trovare il tempo per avere un Hobby o il tennis ti assorbe completamente?

“No il tennis non mi assorbe tutto il tempo. Riesco a leggere durante i viaggi in aereo, stessa cosa vale per i film”

Beh adesso mi devi dire che libri ti leggi però…

“Guarda, la maggior parte dei film che leggo me li da mia mamma che è una grande lettrice. Ho letto molti libri di Massimo Carlotto.  Mi piacciono molto i libri sulla mafia e quelli di azione, ma comunque leggo un po’ di tutto”

Ti piacciono i libri di mafia. Bene, ma cosa pensi in proposito della mafia?

“Penso che non ci dovrebbe essere! Mi spaventa molto anche se fortunatamente non ci ho avuto mai a che fare. “

Invece in fatto a musica come siamo messi?

“Ascolto un po’ d tutto, la ascolto soprattutto quando corro sull’iPod. Dal momento che ascolto musica quando faccio sport cerco di evitare di ascoltare musica eccessivamente lenta”

Non credi che in alcune circostanze ci sia troppa esasperazione nel dedicare attenzione allo sport?

“Si penso sinceramente che ci sia un po’ troppa esasperazione, anche se penso che questa situazione succede molto nel calcio. Nel tennis più che altro c’è molto disfattismo incredibile soprattutto da parte della stampa”

Puoi fare alcuni nomi?

“Basta leggere gli articoli di Tommasi e Clerici. Proprio agli ultimi US Open ho avuto modo di parlare con Rino Tommasi e gli ho detto come la pensavo. Lui ha espresso le sue idee ed io le mie”

A fine carriera pensi di proseguire l’attività di tuo padre?

“Si certo mi piacerebbe continuare anche se per adesso spero di giocare ancora per qualche anno”

Hai per caso dei sogni nel cassetto?

“A livello professionale vorrei entrare fra i primi cinquanta e rimanerci per un bel po’. A livello personale… vorrei avere, dopo aver smesso di giocare una vita serena, avere una famiglia ed essere felice. Niente di straordinario…”

Hai un fratello più piccolo, Francesco, che combina?

“Lui gioca a calcio, è quattro anni più piccolo di me e lavora nell’azienda di papà. A tennis non ha mai giocato”

Senti ma… quando sarai 50 del mondo me la concedi un’altra intervista come questa?

“Tranquillo che non cambio”

Ultima domanda cruciale. Ci andiamo a prendere qualcosa al bar? “Si ok”

 

I suoi amici dicono di lui: 

Ezio Di Matteo detto Pancho: “Gli faccio i complimenti innanzi tutto. Entrerà sicuramente entro i cento. Ha delle grandi qualità anche se a mio giudizio gioca meglio sui campi veloci che sulla terra dove può sfruttare la sua grande velocità di braccio e di gambe. Quindi se dovessi dare un consiglio a Flavio gli consiglierei di fare il 70% dei tornei su superfici veloci. Dovrebbe lavorare un po’ sul rovescio secondo me e giocarlo un pochino di più in top, specie sulla terra battuta”

 

Giampaolo Mauti – amico di Flavio: “Fui uno dei pochi ad essere consapevole delle sue potenzialità. Ha un carattere spettacolare. Se parli con lui e non lo conosci pensi di parlare con uno scarso, lui è un tipo molto modesto e umile. Flavio ha comunque una grossa fiducia in se stesso anche se non lo fa notare. Gli consiglierei solo di essere più cattivo. Ha ancora grossi margini, è un grosso lavoratore. Il padre ha saputo trasmettergli una dedizione al lavoro e un’educazione in campo straordinaria. Non mai visto Flavio sciogliere un allenamento o sottovalutare un avversario durante un torneo. Non gli ho visto mai evitare di allenarsi con qualcuno più scarso. Ricordo di un episodio all’Empire il giorno della vigilia di Natale: provava i servizi da solo. Nel privato Flavio è una persona riservata, ma non si tira certo indietro se si tratta di conoscere una ragazza.”

 

Cristian Battisti – conoscente di Flavio: “Per far capire la perseveranza di Flavio vorrei ricordare    un episodio. Era una domenica di febbraio molto ventosa,  all’Empire, era pomeriggio, campi deserti, Flavio era li che si allenava col padre… Mi dissi, un giocatore così che trova le motivazioni per allenarsi in una giornata del genere deve diventare per forza bravo”

 

Danilo Gargano – conoscente di Flavio: “Flavio ritornerà fra i primi cento nel giro di un anno. Secondo me Flavio è un giocatore intelligentissimo e ha delle caratteristiche che pochi giocatori hanno anche se manca un po’ di potenza. Il suo gioco è un po’ quello di una volta. Interpreta il tennis come un sport di cesello, ma dovrebbe lavorare ancora un po’ sul servizio”

 

Quirino Cipolla – suo papà: “un giocatore con delle caratteristiche atipiche, ha una buona sensibilità e un repertorio molto vario di colpi. E’ un giocatore molto buono sotto il profilo fisico anche se non è molto alto. Gioca molto bene in doppio. Sotto il profilo umano è difficile esprimersi per un padre. Ritengo che sia una persona molto sobria, che abbia il rispetto di tutti i compagni e giocatori. Se debbo mettere in evidenza qualche difetto posso dire, ad esempio, che fra bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto vede il bicchiere mezzo vuoto. Non è una persona estroversa e solare, questo no, è molto schivo come carattere”

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et   |16-10-2009 14:18:51
;)
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