La stampa oscura il Papa? 

 

Di Egizio Trombetta – ''Ogni giorno, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili...e così ''il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono...''Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili...nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri...'I mass media - ha sottolineato ancora Ratzinger - tendono a farci sentire sempre spettatori"

09.12.2009. Che fosse un papa non all’altezza del precedente, siamo sinceri, eravamo in tanti a pensarlo. Sono cose che non si dicono, ma che quasi tutti pensavano. Giovanni Paolo II era un autentico fuoriclasse, se ne erano accorti tutti. Quella notte, nella veglia di via della Conciliazione, mi accorsi quando fosse amato dalla gente. C’erano persone che

presero il treno e vennero a Roma senza sapere precisamente perché dovessero essere presenti in quella notte. Una moltitudine di persone che con le messe domenicali avevano ben poco a che fare. Morto Woityila Ratzinger era la scelta più logica, questo è vero, ma in pochi sapevano dei suoi straordinari talenti. E’ un papa di serie A, di questo ne sono sicuro, e probabilmente all’altezza del suo immenso predecessore. Ha una preparazione diversa, ha talenti diversi, e ama in modo differente. Ognuno in questo mondo raggiunge l’amore di Dio con quello che lui stesso ci mette a disposizione. Io ne so qualcosa. Non ho avuto molto tempo per fare una rassegna stampa accurata, ma ho l’impressione che a parte il lancio di agenzia di Adnkronos ed un blog dedicato al papa, in giro non ci sia molto sull’incredibile discorso del papa a piazza di Spagna, l’8 dicembre. Ieri ascoltavo il servizio di Stefano Maria Paci su SKY tg24 e mi aspettavo di trovare fiumi di parole sui giornali. Ma non mi sembra così, mi sbaglio? Discorso scomodo per i media, per la tv, per la pubblicità, per gli ascolti? ? Il papa ha toccato uno dei punti focali e dolenti del nostro tempo: l’imbarbarimento della nostra “civiltà” anche grazie e soprattutto per colpa dei media. Di seguito riporto

 quanto ha pubblicato Adnkronos: (Adnkronos/Ign) - ''Ogni giorno, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula'' e così ''il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono'', per questo, dunque ''la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili''. E' quanto ha affermato il Papa a piazza di Spagna l’8 dicembre 2009 dove si è svolto l'atto di venerazione a Maria.  Dopo aver benedetto un cesto di rose che è stato poi deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, il Pontefice ha tenuto il suo discorso: ''Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili - ha aggiunto - che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate

fino all'ultimo, finché la notizia e l'immagine attirano l'attenzione. E' un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C'è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto''.  ''La città, cari fratelli e sorelle - ha detto il Papa - siamo tutti noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso!''. ''I mass media - ha sottolineato ancora Ratzinger - tendono a farci sentire sempre 'spettatori', come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti 'attori' e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri''. ''Spesso - ha aggiunto il Pontefice - ci lamentiamo dell'inquinamento dell'aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile. E' vero: ci vuole l'impegno di tutti per rendere più pulita la città. E tuttavia c'è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. E' l'inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia''.  ''La città - ha detto il Papa - è fatta di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e questi corpi perdono l'anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili''. Benedetto XVI ha quindi rendere omaggio pubblicamente ''a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare la legge evangelica dell'amore, che manda avanti il mondo''. ''Sono tanti, anche qui a Roma - ha aggiunto Ratzinger - e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società''. ''Cari amici romani - ha esortato - e voi tutti che vivete in questa città! Mentre siamo affaccendati nelle attività quotidiane, prestiamo orecchio alla voce di Maria. Ascoltiamo il suo appello silenzioso ma pressante. Ella dice ad ognuno di noi: dove ha abbondato il peccato, possa sovrabbondare la grazia, a partire proprio dal tuo cuore e dalla tua vita! E la città sarà più bella, più cristiana, più umana''.

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et   |09-12-2009 10:19:15
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