Caravaggio/Bacon?   La parola a Maurizio Marini

Di Egizio Trombetta – Intervista allo storico dell'arte Maurizio Marini. Anche su METRO  Disponibile la versione in lingua francese dell’intervista.

25.01.2010. Il 2010 è l’anno del Caravaggio, si celebra il IV centenario della sua morte. Si è appena conclusa la mostra della Galleria Borghese che ha proposto un affiancamento inedito: i capolavori di Caravaggio insieme a quelli di Bacon. Un’esperienza estetica piuttosto che una ricostruzione storico critica. I numeri, 1800 presenze giornaliere di media, parlano chiaro: l’idea di Anna Coliva (direttrice della galleria Borghese) è stata una scelta vincente e ci si chiede se la prossima mostra in programma dal 20 Febbraio alle Scuderie del Quirinale saprà fare di meglio. Ne parliamo con lo storico dell’arte Maurizio Marini.

Professor Marini, la Galleria Borghese ha offerto un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon. Che cosa ne pensa?

“E’ stato un accostamento oserei dire quasi blasfemo e del tutto ingiustificato. Ritengo che non ci siano ne punti di connessione a livello concettuale e ne a livello tecnico-stilistico. Sono due mondi lontanissimi fra loro”

Se lei dovesse scegliere i quadri per una mostra del centenario, quali sceglierebbe?

“Vuole saperla tutta? Non sposterei quadri così antichi di grosse dimensioni, possono subire danni. Porterei a Roma i quadri a carattere apparentemente profano come i Bari o i Musici e li affiancherei a quelli a soggetto religioso. Pensare di spostare quadri di grande formato come La Morte della vergine è da considerarsi pura follia. Come soluzione alternativa

proporrei una mostra virtuale, utilizzando delle riproduzioni a pellicola”   

                  

Lei è molto critico nei confronti della mostra appena conclusa. Eppure qualche accostamento fra Caravaggio e Bacon è stato trovato, commenterei insieme a lei quanto è stato scritto: entrambi, tanto per iniziare, hanno eliminato ogni elemento non necessario dalle loro opere. In entrambi non c’è posto per i dettagli senza un preciso significato

“Questo tipo di discorso l’avevano già fatto i futuristi e artisti come Sutherland. Rimango dell’idea che non può essere portato a paragone qualcosa che non può essere paragonato”

Lo stesso Bacon disse che si deve essere davvero bravi per mostrare il massimo delle cose col minimo dei mezzi

“Questa cosa l’avevano detta già a proposito di Velasquez. Per quanto riguarda il vuoto di

 

Caravaggio bisognerebbe ricercare l’essenza del suo significato. Per quanto riguarda il vuoto di Caravaggio bisognerebbe ricercare l’essenza del suo significato. Per Caravaggio è lo spazio che ci circonda e l’atmosfera che sta sopra di noi e non è assolutamente una scusa per lasciare il quadro incompiuto. Ricordiamoci poi che Caravaggio è un pittore di elite, non dipingeva per la massa che non poteva ne acquistare ne capire le suo opere”

E stata fatta notare un’evidente preferenza per entrambi per le tonalità scure. Per Roberto Longhi le tonalità scure erano uno stratagemma per sottolineare la dimensione profondamente psicologica delle sue opere. A quando pare Caravaggio ebbe un intento simile a quello di Bacon.

“Beh Longhi partiva da una concezione non dico marxista ma quantomeno socialista. Per riabilitare Caravaggio aveva inventato questa equazione: Caravaggio = Courbet. Courbet era un antesignano della pittura sociale e socialista. Caravaggio era però diverso, parte da una posizione di fede. Per Caravaggio l’ombra è il male e la luce è il bene. La sua visione parte dall’incipit del Vangelo di Giovanni”

Entrambi amavano giocare d’azzardo, Caravaggio nelle bettole romane Bacon a Montecarlo “Guardi, non sono sicuro che Caravaggio giocasse d’azzardo nelle bettole romane. Abbiamo solamente una testimonianza, che si rivelò falsa, secondo cui Caravaggio si sarebbe giocato dei denari con Ranuccio Tomassoni alla pallacorda. Sappiamo dalle fonti documentarie che non è affatto così. Così come coloro che hanno voluto vedere per forza dei giocatori nella scena della Vocazione di San Matteo al San Luigi dei Francesi a Roma. In realtà quella scena è ambientata nella bottega del cambiavalute”

Forse anche le stesse tendenze sessuali li accomuna, Bacon era gay dichiarato.

“L’omosessualità di Caravaggio è falsa! Basti pensare che il suo biografo era un certo Giovanni Baglione, suo rivale. Non gli sarebbe scappato un particolare simile. Agli inizi degli anni ’70 gli fu attribuita questa omosessualità. Questa diceria è partita da alcuni equivoci interpretativi non connettendo quello che era la cultura di Caravaggio a quel tempo come il recupero dell’ellenismo. Si diceva che Caravaggio dipingeva i giovinetti efebici e quindi era gay. La chiave interpretativa è tutta nella biografia dell’olandese Karel Van Mander che vive a Roma negli stessi anni del pittore milanese: Caravaggio, sostiene il Van Mander, concepisce la pittura secondo natura, il che significa perseguire il bellissimo dal bello. Chi ha cognizioni dell’arte greca alessandrina sa bene che lo scultore non parte dal modello vivente bensì prende le parti più belle e le coniuga assieme”

Sia Caravaggio che Bacon non amavano addolcire la realtà che la percepivano come brutale “Si ma questo è vero in parte per Caravaggio che metteva sempre in scena le situazioni di fatto. Lui vedeva e realizzava tutto quello che anche gli altri vedevano ma che, purtroppo per loro, mai realizzarono. Ripeto, lui riporta nei suoi dipinti fedelmente le scene descritte nel vangelo di San Matteo”

Professor Marini, cos’è per lei l’amore?

“Posso dire di avere personalmente una visione assolutamente contraddittoria, fra l’essere generoso e l’essere egoista, ma credo che l’amore contempli anche questo, no?”

Secondo lei il concetto di amore terreno rappresentato nel dipinto Amore Vincitore di Berlino prevale sulla concezione di amore divino?

“Penso che siamo di fronte ad un eros di tipo profano, con queste grandi ali d’aquila nere, però bisogna considerare che lui ha in mano due frecce, una rossa e una scura. Ecco, quelle sono le due forme d’amore, uno è il sacro e un altro è il profano. Io penso che l’amore è amore, anche quello profano deriva da quello sacro, è tutta opera di Dio. Noi non esisteremmo se non ci fosse una componente di attrazione erotica ma senza trascurare la santità della vita e dei gesti che ci portano a riprodurla. L’amore Caravaggio lo interpreta sempre alla luce della sua cultura”

Il modello utilizzato per il San Giovanni Battista che Caravaggio dipinge nel 1602 per Ciriaco Mattei è lo stesso del modello adolescente utilizzato per “L’amore vincitore”. Caravaggio usava i stessi modelli così come faceva più copie dello stesso quadro. Ma è giusto parlare di copie?

“I modelli andavano e venivano dagli studi, questo non era un fatto anomalo. Per quanto riguarda i quadri cosiddetti doppi invece c’è da dire che Caravaggio li realizzava spesso in contemporanea, quindi non si può parlare di copie bensì di doppie redazioni. Questa tesi viene confortata dal fatto che, in seguito alla verifica ai raggi x, sono stati rilevati gli stessi pentimenti, ricordo che una copia non ha pentimenti. Questa è un’idea che ho confrontato insieme a Sir Denis Mahon contro le teorie di Roberto Longhi che non accettava che Caravaggio replicasse i propri soggetti. Difatti la replica per un artista del passato era la cosa più normale del mondo. L’artista concepiva un dipinto come un’invenzione di cui deteneva i diritti. Una delle scoperte più interessanti è stata la scoperta del sacrificio di Isacco. Come si sa ce ne sono due copie, una in versione notturna ed un’altra in versione diurna: paragonando le radiografie dell’una e dell’altro sono emersi gli stessi pentimenti”

Sempre in tema di doppi, che cosa ne pensa dell’autenticità del “Giovanni Battista” del Doria Pamphilj?

“I documenti che appartengono alla famiglia Pamphilj fanno di fatto menzione a Caravaggio. Quel dipinto fu fra l’altro riconosciuto come un Caravaggio da studiosi illustri. Ma credo che il Giovanni Battista del Doria Pamphili non sia tutto del Caravaggio. Fra l’altro ci sono alcune differenze fra i due dipinti. Caravaggio aveva un amico di nome Prospero Orsi, parente della famiglia Mattei e committenti del pittore lombardo. Potrebbe essere stato lui ad abbozzare quel quadro. In quel periodo è possibile che alcune opere in fase di seconda stesura fossero state abbozzate da Prospero Orsi con un successivo intervento di Caravaggio”

Quindi pensa si possa considerare come un’opera parzialmente del Caravaggio?

“Bisognerebbe chiamarla opera della bottega di Caravaggio o dello studio del Caravaggio”

Sul genere della bottega del Giotto allora?

“E si”

Cosa mi dice del “doppio” della Cattura di Cristo, ex collezione Sannini, che dovrebbe trovarsi ancora in tribunale?

“Anche in questo caso Caravaggio si dovrebbe essere avvalso di un collaboratore, con buona probabilità Prospero Orsi. Tanto più che c’è l’autoritratto di Caravaggio di profilo sulla destra in tutte le versioni e dunque anche in quella di Dublino. Risulta evidente che ci sia la collaborazione di un’altra mano. Se riflettiamo, come avrebbe fatto a ritrarsi di profilo? Vorrei far anche notare un’ultima cosa: nella tela di Dublino, se si osserva la tela con un’illuminazione molto forte, l’autoritratto non è completo”  

Verranno fuori altri dipinti di Caravaggio?

“Guardi, abbiamo testimonianza di circa trecento quadri attribuiti a lui da fonti documentarie. Credo che con una certa cautela si possa dire che almeno una quindicina di quadri possano in futuro venire alla luce. Ricordiamoci che Caravaggio era un grande ritrattista, ma di lui abbiamo meno di dieci ritratti. Quindi, le opere perdute da ritrovare, a mio avviso, sarebbero soprattutto i ritratti”

Quale quadro attribuito a Caravaggio le piacerebbe sconfessare e quale, fra quelli documentati ma perduti, le piacerebbe che venisse trovato?

“Da sconfessare non ce n’è uno soltanto. Ma il più grave è il Cavadenti delle gallerie fiorentine. Non è assolutamente un Caravaggio. E’ una truffa fatta ai danni del Gran Duca di Toscana. E’ a mio parere un quadro dipinto a quattro mani in Sicilia. Quale quadro vorrei fosse trovato? Lo ribadisco, vorrei fossero trovati i ritratti. Per esempio sappiamo di un ritratto fatto ad un Cardinale francese, un certo Séraphin  Olivier-Razali, mai trovato. Speriamo che venga fuori”

Ha visione di artisti moderni che hanno ricalcato la concezione pittorica di Caravaggio? Cosa ne pensa di Roberto Ferri.

“La moda di imitare Caravaggio da parte dei pittori moderni mi sembra una tendenza isterica. Roberto Ferri comunque lo conosco, è un buon pittore “

Lei conduce insieme a Federica Gasparrini e Ivano Costantini ogni sabato una trasmissione su Gold Tv: “I percorsi dell’arte”. Recentemente si è discusso sulla tendenza degli artisti barocchi di emigrare. Soprattutto quelli legati ai soggetti profani

“Si è più o meno così. Questa è un’intuizione basata su delle ricerche che evidenziano che in alcuni paesi d’Europa si tende ad un’iconografia maggiormente di stile borghese secondo la cosiddetta Manfrediana Methodus che era appunto lo stile del caravaggista Bartolomeo Manfredi che amava imitare le scene di ‘genere’ di Caravaggio, quindi immagini di musici, soldati e frequentatori di osterie”  

Caravaggio è invece legato ad un’iconografia molto religiosa, ma la interpreta a modo suo. Dipinge piedi sporchi, usa prostitute come modelle, insomma era fuori dai canoni rispettati nella sua epoca. E questa originalità la paga…

“Si senza dubbio e la paga molto cara. Alcune sue opere furono ricusate, come la Madonna ai Palafrenieri che doveva essere esposta ad una basilica minore di S.Pietro. Ma la prima versione del San Matteo e l’angelo fu ricusato da San Luigi dei Francesi per una ragione particolare: lui riproduce il vangelo di San Matteo sotto dettatura dell’angelo, ma in lingua ebraica... Era troppo per l’epoca”

Sempre nella sua trasmissione televisiva si è discusso del rebus ad personam che si cela nel dipinto di Caravaggio L’estasi di S.Francesco che ora si trova nel Conneticut. Ci potrebbe spiegare con parole semplici questo enigma?

“Secondo la concezione di allora, la cosiddetta docta religio (materia secondo cui la religione offre i contenuti e la filosofia li conferma N.d.r.), il dipinto doveva contenere dei messaggi che solo un pubblico colto o gli addetti ai lavori avrebbero saputo cogliere e quindi decodificare. E’ una concezione che rispetta la regola secondo cui un’opera d’arte si deve interpretare a più livelli. Poi, comprensibile a tutti, c’è la parte visiva, quella del colore e della scena. Nello specifico dell’Estasi di San Francesco, il esprime una connessione col cardinale Del Monte, che si chiama appunto Francesco, rappresentato sul monte Averna. Monte Averna appunto richiama il cognome del cardinale, Del Monte. Caravaggio dunque mette in scena tutto questo: l’estasi di San Francesco (come il nome del cardinale), sul monte Averna (monte come il cognome del cardinale). E poi, dettaglio che può sfuggire, si deve notare che San Francesco riceve le stimmate il 17 settembre in preparazione della festa di San Michele Arcangelo (Michelangelo era il nome di battesimo di Caravaggio N.d.r.), quindi rebus ad personam in riferimento anche al pittore che ha realizzato il quadro”

E’ stato individuato di recente un minuscolo autoritratto di Caravaggio riflesso nella caraffa del Bacco che si trova agli Uffizi di Firenze. Cosa ne pensa?

 “Non è una scoperta! Lo dissi anche all’Ansa poco tempo fa. Si tratta di scoperta del 1922 di Matteo Marangoni. Nel parlai nel mio libro Caravaggio. Pictor praestantissimus già nell’edizione del 1973

Si è parlato tanto delle affermazioni dell’archeologa Giovanna Anastasia che ritiene di aver individuato la tomba di Caravaggio a Porto d’Ercole. Nel 1956, durante la traslazione, sostiene di aver visto un mantello e una croce di malta.

 “Ho l’impressione che la dottoressa Anastasia, che non è di fatto un’archeologa, si sia fatta suggestionare da alcune mie dichiarazioni. Ad un giornalista dichiarai che un mantello e una croce di Malta potevano considerarsi dei buoni indizi al fine di poter individuare la tomba di Caravaggio. Spero di cuore di sbagliarmi”

Quest’anno ricorre un altro centenario, quella dalla nascita di Sir Denis Mahon . Un uomo che ha dedicato buona parte della sua vita a Caravaggio. Ricordiamolo, nasce a Londra l’8 Novembre di 99 anni fa. Si può dire che la sua attività ha contribuito a portare al grande pubblico la pittura barocca italiana. Lei ha collaborato di recente con lui nel libro La notte di Abramo. “E’ vero ha portato al grande pubblico artisti come il Bolognese, Guercino e Carracci che erano considerata molto poco in passato. Grazie a lui si capì che tutti questi pittori sono figli di una stessa cultura. Ho collaborato con lui diverse volte. Nonostante i suoi cento anni e a parte un po’ d’asma si può dire che stia ancora bene”

Caravaggio sarebbe un modello positivo da proporre ai più piccoli? Luisa Mattia, una scrittrice romana ha scritto un romanzo per bambini Caravaggio e l’incanto della strega. E’ ambientato nella Milano del 1584, quanto il pittore tredicenne lavorava alla bottega del Pederzano

“Sarei curioso di leggerlo. Ultimamente la figura di Caravaggio la stanno rivalutando soprattutto nella nostra epoca che è molto più filologica. Si è finalmente cercato di scrostarlo da una serie di fesserie attribuitegli in passato. Ma è certo che resta un personaggio molto scomodo, se non si ha una preparazione intellettuale adeguata si rischia di non comprendere appieno il suo personaggio”

 

Commenti
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et   |25-01-2010 12:21:52
;-)
Gerardo Pecci  - Grazie   |07-02-2010 12:17:39
Grazie al prof. Marini per un'intervista che ha messo a fuoco la personalità
complessa e, ancora una volta affascinante di Caravaggio. E grazie a chi
l'intervista l'ha fatta. L'arte è sempre un mistero affascinante, ma più
indaghiamo e più ci sfugge nella sua sublime forza.
claudio ferranti     |19-02-2010 17:00:55
bel contributo all'Arte
egizio   |19-02-2010 17:15:04
grazie però dai non esagerare ;-)
Marini comunque è più grande di quello che
può sembrare. Questo è il mio pensiero obiettivo. ciao
pietro   |21-02-2010 18:58:31
sarebbe bello che il prof marini, che ha giusta fama di intellettuale non
'allineato' che questa interessante intervista riconferma, venisse intervisato
anche sull'evento dell'anno, cioè la mostra alle scuderie del quirinale che
omaggia caravaggio nel quattrocentenario della morte
Roberto Bottaini  - la canestra di frutta del Caravaggio     |24-04-2011 17:17:58
Sono un mestro cestaio, ho trovato un errore clamoroso nell'intreccio della
canestra del Caravaggio, come posso contattare il Prof. Marini ?
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