L’indifferenza

 

Di Egizio Trombetta – Spielberg dichiarò quanto segue <<...America, la Russia, l’Inghilterra sapevano tutti dell’olocausto, anche nel momento in cui si stava verificando. Non abbiamo fatto nulla per fermare questa marcia verso la morte, eppure sapevamo tutti che stava avvenendo. E’ come un enorme macchia rossa di sangue, di un color rosso vivo, che tutti possono vedere, ma nessuno fa nulla per fermarla>>   

 

27.01. 2010. Oggi è il giorno della Memoria e noi dobbiamo usare questo passato per muoverci verso il futuro. Siamo in dovere, e in diritto, di servirci della Shoah per tentare, dico almeno tentare, di somigliare sempre di meno a delle bestie e sempre più ad esseri dotati di intelligenza umana e dunque di provare sentimenti perlomeno  assimilabili all’amore, alla carità (in senso di chàris, termine greco che vuol dire amore senza interesse) e alla pietà. E l’indifferenza in che posizione si colloca? Come nasce, come si diffonde? Sarà per colpa di una tendenza diffusasi nel paese culturalmente pilota? (USA) Boh! Ma ora è idiota spendere energie per scoprire di chi sia la colpa. Posso però testimoniare che si tratta di una macchia propagatas a tutti i livelli, in tutti i strati sociali, in tutte le circostanze della

nostra vita quotidiana. E conosco gente che se ne fa un vanto sulle proprie capacità di sopportare e contrattaccare con la stessa indifferenza... Per tutti voi, cari “amici”, ho solo un paio di parole: Siete dei miserabili! Ritengo appropriate, in una giornata come questa, le parole di Steven Spielberg, noto regista e produttore hollywoodiano. Spielberg dichiarò quanto segue in seguito della produzione del suo film capolavoro Schindler List:<<Non volevo fare un film a colori che avrebbe reso l’olocausto bello, cinematografico. Al contrario mi sono voluto liberare di tutti  quei trucchi, quegli espedienti come ad esempio la giraffa cinematografica. Non ho utilizzato alcun trucco, l’unica eccezione è stata il cappotto rosso della ragazzina. Mi è venuta dal libro di Thomas Keneally quando racconta che Shindler, sul suo cavallo, osserva l’evacuazione del ghetto. Lui nota che mentre nelle via di Cracovia ci sia uno schema rigidamente monocromatico, nessuno individua un colore così ovvio: il rosso. La mia interpretazione è che l’America, la Russia, l’Inghilterra (il Vaticano? Aggiungerei io N.d.r.) sapevano tutti dell’olocausto, anche nel momento in cui si stava verificando. Non abbiamo fatto nulla per fermare questa marcia verso la morte, eppure sapevamo tutti che stava avvenendo. E’ come un enorme macchia rossa di sangue, di un color rosso vivo, che tutti possono vedere, ma nessuno fa nulla per fermarla. Ecco, perché nel film ho voluto inserire solo il colore rosso>>.

 

Commenti
Nuovo Cerca
et   |27-01-2010 12:00:15
:-(
Anonimo   |27-01-2010 19:03:19
Anche io purtroppo conosco molte persone che si vantano della loro indifferenza
adducendo la scusa di riuscire, in questo modo, a vivere con maggiore serenità.
Persone che non lasceranno alcuna traccia in questo mondo scomparendo
velocemente dalla memoria di quelli che li hanno conosciuti.
Finchè
l'indifferenza non scomparirà dalla mente e dal cuore degli esseri umani
qualsiasi brutalità potrà verificarsi nuovamente e la storia, ahimè, si
ripeterà.
Complimenti per l'articolo, molto bello.
egizio   |28-01-2010 10:29:21
Grazie per il tuo commento caro amico. Mi ha fatto molto piacere. Non sono molto
ottimista sulla faccenda, ho meglio, preferisco piazzarmi in una posizione di
pessimismo vigile. Mai lascerò invadere me stesso dalla totale negatività. Temo
però che la precarietà sociale (lavoro, affetti, ecc.) che si è andata a
diffondersi negli ultimi dieci anni non possa favorire i sentimenti più nobili
degli uomini. Proprio stamattina prima di venire al lavoro, mentre stavo
ingurgitando il mio bicchiere di latte con pane e marmellata, ascoltavo
fugacemente la trasmissione di Minoli, su Rai 3. C?era la testimonianza di un ex
deportato che confidava che una sera un'altra persona gli rubò il berretto. Le
SS uccidevano se si accorgevano che un prigioniero rimaneva senza. Insomma per
non essere ucciso rubò il berrettino ad un altro prigioniero, che il giorno
dopo, proprio per il fatto che non aveva più il berretto a righe, fu fucilato.
In quella stessa trasmissione ho ascoltato altre testimonianze simili. La
precarietà disumanizza le persone. Ecco, perché non sono tanto ottimista? e sarò
sempre in guardia? L?indifferenza è solo una sfaccettatura dell?animo dell?uomo
e i meno nobili di cuori se ne faranno sempre scudo.
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
 

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >