Sulle orme del maestro

Di Egizio Trombetta - Servizio speciale da Porto Ercole. Sequenza immagini: intervista a Giovanna Anastasia, immagini dall’alto (prospettiva dal Forte Filippo di Porto Ercole) della chiesa di Sant’Erasmo, della Feniglia, e della spiaggia di Cala Galera dove approda il Merisi a Porto Ercole. Immagini di viale Caravaggio e del monumento progettato dall’Architetto La Fauci. Intervista all’Architetto Guseppe La Fauci, speciale Tv 7 dedicato a Caravaggio(febbraio)     

 08.03.2010. PORTO ERCOLE. Otto marzo, festa della donna, quest’anno coincide con un giorno importante per chi, come me, è affetto da qualche tempo da Sindrome di Caravaggio: nel bergamasco, i discendenti di Michelangelo Merisi si sottoporranno al test del Dna. Ma, se in tutti questi anni, sarà pur vero che abbia imparato a conoscere il “cuore” delle persone, allora sostengo, con una certa convinzione, che la dottoressa Giovanna Anastasia è una testimone assolutamente credibile. In cuor mio, gli esami e i test potranno solo che confermare quanto lei ha sempre sostenuto. Dottoressa Anastasia, grazie a lei iniziarono le ricerche per i resti di Michelangelo Merisi. Ma come nasce questa passione per Caravaggio? “Sono un’archeologa che oramai fa delle ricerche in proprio. Mi sono dedicata soprattutto alla storia di Porto Ercole, di cui sono originaria da diversi secoli. Ho studiato e lavorato soprattutto nelle fortezze. Possiamo però dire che sono cresciuta a pane e Caravaggio. Fin da bambina, la mia

maestra era la nipote del parroco della Chiesa di Sant Erasmo dove veniva conservato l’atto di morte di Caravaggio. Devo dire che questo parroco ci teneva molto, lo teneva con una cura straordinaria questo libro dove era conservato l’atto di morte del Caravaggio. La mia maestra mi chiedeva di ricopiare periodicamente quest’atto, allora non c’erano fotocopie. Il parroco allora mi portava in sagrestia, mi faceva vedere l’atto e mi raccontava ogni volta come Caravaggio era morto. Questo parroco si chiamava Don Mariano”Facciamo un piccolo riepilogo delle vicende che l’hanno vista coinvolta?“Come dicevo, il parroco, Don Mariano, ci teneva molto al Caravaggio. Si sapeva che era stato sepolto al cimitero di San Sebastiano, ma all’epoca l’ubicazione era un po’ vaga. Nel 1956 il comune decise di rifare la pavimentazione delle strade, che allora erano perlopiù sterrate giù in paese. Quando

si arrivò in questa strada per iniziare i lavori, uscì fuori praticamente un cimitero. C’erano diversetombe che contenevano ancora i resti di coloro che erano stati sepolti. Allora si seppe che il cimitero di San Sebastiano era proprio ubicato proprio in quel particolare posto. Io all’epoca avevo dieci anni e come tutti i ragazzini che amavano l’orrido e un po’ il macabro, eravamo tutti li in mucchio, a vedere che tiravano fuori morti. C’era un muretto pieno di teschi. A un certo punto, tra queste tombe ne spuntò una in cui le ossa erano avvolte ancora nei resti di un mantello che arrecava l’insegna dei cavalieri dell’ordine di Malta. La croce di Malta, rossa profilata d’oro” 

Maurizio Marini sostiene che lei si sia fatta suggestionare da un’intervista rilasciata tempo prima, quando sostenne che un mantello e una croce di Malta si sarebbero potuti considerare degli ottimi indizi “Ho grande stima del professor Marini, ma non mi sono affatto fatta influenzare perché non avevo letto le sue dichiarazioni. Il fatto è che non lo ricordo solo io questo particolare. Ci sono dei testimoni di cui il comitato ha nome e cognome” 

Ma, mi perdoni, a me risulta che questa tesi la sostiene solamente lei…“Io ho messo in contatto il comitato con queste persone con cui mi sono confrontata. Loro hanno confermato questo particolare: del mantello con la croce di Malta, cioè… i resti del mantello. Un’altra persona, che allora era un ragazzino ricorda che questo mantello venne scaraventato sul muretto accanto ai teschi” 

Mi può dire come si chiama questa persona?“Si chiama Palmiro Pucci” 

Abita a Porto Ercole?“No abita a Grosseto” 

Guardi che andremo a fare delle verifiche, lo contatteremo“Certo, va benissimo” 

Fu trovata anche una scritta col nome del maestro, sbaglio?“Non ricordo bene se c’era una tavoletta oppure una piccola lastra di pietra, su cui era riportato il nome: Michelangelo Merisi da Caravaggio dipintore” 

Qui le cose sono due: o lei è pazza oppure non ci sono dubbi sul ritrovamento dei resti di Caravaggio“Tanti diranno anche che sono matta, ma posso anche dire che durante la mia vita mi sono accorta che molte persone guardano senza vedere. Io, siccome sono miope, debbo guardare molto attentamente per vedere, e ricordare” 

Dove è stata portata l’epigrafe?“E’ stata rimessa nella cassetta dove vennero raccolti i resti, così ricordo io” 

Le ricerche sono ancora in corso?“Si le ricerche debbono essere completate. E vedremo se io sono matta” 

A che punto sono le ricerche?“Abbiamo iniziato con tutti i resti identificati come maschili, di età compresa tra i trenta e i quaranta anni. Ora si sta procedendo con le indagini avvalendosi del carbonio-14  

Come nasce questa vicenda?“Nel 2001, quando fu ritrovato l’atto di morte di Caravaggio, mi telefonò un giornalista del Corriere della Sera, Mauro Gasperetti. Mi chiese se ricordavo dove fu sepolto Caravaggio… dopo di che si scatenò tutto il resto della storia” 

Chi finanzia questa ricerca? “Nessuno, ci finanziamo da soli” 

C’è stata qualche affermazione nei suoi confronti che l’ha disturbata?“Me l’aspettavo, nel 2001 successe la stessa cosa. Ma mi disturba soprattutto che i documenti parrocchiali di Sant Erasmo siano ora blindati e non più consultabili. Esisteva anche un libro delle sepolture di San Sebastiano in cui s diceva… che il Caravaggio venne sepolto il 19 di Luglio” 

Il professor Calvesi dice “ma come fanno ad essere certi, chi glielo dice quale è il Dna di Caravaggio”“Si fa per comparazione, attraverso le discendenze collaterali. Basteranno quattro alleli per dimostrare il livello di consanguineità” 

Ci risentiamo a luglio?“Bene” 

 

Intervista all’architetto La Fauci

Architetto La Fauci, come nasce il suo incontro con Caravaggio?“Sono stato incaricato dalla Pro Loco e dal monte Argentario a progettare e realizzare il monumento. La realizzazione fisica è stata fatta dallo scultore e fabbro Gianfranco Romagnoli. La realizzazione del monumento ha presupposto uno studio abbastanza accurato. Ho iniziato a studiare il Caravaggio da una pubblicazione del professor Calvesi, che mi affascinò per la sua semplicità. Poi ero anche  appassionato di fotografia…” 

Quindi sostiene anche lei la tesi che il Caravaggio fu il primo fotografo “Più che fotografo, fu uno scenografo” 

In cosa si distingue il suo pensiero dagli altri“Sostengo che Caravaggio non venne a piedi, avrebbe dovuto attraversare diverse dogane e quindi farsi riconoscere, operazione assai pericolosa. Lui venne direttamente in barca, giunse sulla spiaggia, dove c’era la sezione di quarantena” 

Quale versione cinematografica ritiene più credibile?“Per la vicenda relativa la morte la versione Derek Jarman è la più credibile. Il Baglione diceva: è giunto in una spiaggia e messosi su un letto con febbre maligna, morì malamente come aveva vissuto, il film di Jarman rappresenta tutte queste cose” 

E’ d’accordo sulla tesi dell’omicidio di stato?“Non sono d’accordo. Caravaggio arrivò a Porto Ercole per mare, trovandosi in un quadro clinico di Saturnismo in più i postumi di una rissa a Palo. In questa situazione il Merisi si mise in viaggio bevendo acqua infetta” 

Che idea s’è fatto delle ricerche innescate dalla dottoressa Anastasia?“E’ una persona seria e vive da sempre a Porto Ercole, conosce meglio di me le evoluzioni. Il problema è che non riescono a recuperare i teschi” 

Ma le è pessimista?“Le sensazioni in maniera non continua che si sia rotto l’equilibrio con le ossa portate a Ravenna, qualcosa è stato portato via. La risposta definitiva ce l’avremo se si troverà quella benedetta cassetta sotto la Chiesa”  

Ci saranno delle manifestazioni a luglio?“Sicuramente si anche se ci sono problemi economici” 

Seguire il video per la versione integrale dell’intervista e per le spiegazioni dell’architetto La Fauci sull’approdo di Caravaggio a Porto Ercole. Per concludere l’architetto ci descrive il monumento dedicato al maestro da lui progettato.

Commenti
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claudio   |02-04-2012 17:10:57
si sta riscatenando nel gruppo la spy-story sul complotto-morte di Caravaggio
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