Marini attacca Dusio

Di Egizio Trombetta – all’interno il video dell’intervento del professor Marini alla trasmissione I percorsi dell’arte dove esprime il suo parere a riguardo di Caravaggio White Album il libro di Andrea Dusio. A seguire l’intervista telefonica a Maurizio Marini, all’indomani delle sue dichiarazioni.  

  

22.03.2010. Maurizio Marini critica duramente il libro di Andrea Dusio nel corso della trasmissione I percorsi dell’Arte andata in onda lo scorso sabato, 20 Marzo 2010, sul canale GOLD TV SHOP. Sono sinceramente dispiaciuto per questa vicenda e gli interessati lo sanno bene. Lo sa Marini, lo sa Dusio. E’ nella mia natura esprimere il mio pensiero, quello si, ma se se posso portare pace fra le persone, io sono il primo a farlo. Questo però non significa oscurare quanto viene detto da questo o da quello, come è nel costume di molte testate giornalistiche nel nostro paese! Non ha caso, la Global Press Freedom ci classifica come un paese parzialmente libero, in materia di libertà di stampa, come la Russia, tanto per intenderci. C’è un articolo della costituzione, il numero 21, che tutelerebbe la libertà di

informazione, e non so ancora per quanto. Se così non fosse, chiuderei senza dubbio questo blog, io a fare il pupazzo (leggi mettere marchette N.d.r.) per gli altri non ci sto. Ritengo che sia giusto, senza ombra di dubbio, che i lettori si facciano una loro opinione, in base agli elementi che hanno. Io, ad esempio, il libro di Dusio l’ho letto e mi è piaciuto. Ho letto anche quello di Marini, e mi è piaciuto pure quello. E’ da quando esiste l’intelligenza in questo mondo che ci sono le polemiche, che ci sono i pareri discordanti fra le persone. Subito aver visto la trasmissione, che avevo registrato la sera prima, ieri sera ho provato a contattare il professor Marini. Disponibile a motivare le due sue dichiarazioni, Marini risponde alle seguenti domande: 1. Professor Marni, lei ultimamente è molto attivo, interviste, televisioni, ma è anche molto polemico. Polemico è stato ai riguardi della mostra Caravaggio-Bacon, quindi nei riguardi della mostra delle

Scuderie, ora è polemico nei confronti di Andrea Dusio. Mi spiega?  2. Dusio fa sovente riferimento a quanto scritto da Ferdinando Bologna. Lei, Marini, si trova in sintonia col pensiero dello storico dell’arte abruzzese? 3. Non crede comunque che l’opera di Dusio possa essere accolta con entusiasmo da un pubblico più giovane? Alla fine gli strappo una promessa, chiedendogli: Professor Marini, lei ultimamente è stato parecchio duro nei suoi giudizi, le propongo allora di fare una cosa bella, lontano da ogni tipo di  polemica: ci faccia una lezione sulla tecnica pittorica di Caravaggio.  Sembra abbia accettato, ma vedremo in futuro… Per ora l’unica cosa che mi sento di proporre è un confronto fra i due autori, Dusio e Marini, davanti le mie “telecamere”. Accetteranno la sfida?

 

Art. 21.  Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s';intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.
La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

 

Commenti
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Gerardo Pecci  - Una breve riflessione...   |22-03-2010 21:58:35
Non ho letto ancora il libro di Dusio, invece ho letto e ho fatto spesso
riferimento al libro di Marini durante i miei studi universitari di storia
dell'arte: libro presente nella seconda parte dell'intervista telefonica che hai
fatto allo storico dell'arte. Sono la persona meno indicata per esprimere un
giudizio in merito al libro di Dusio in quanto non ho riscontri oggettivi sui
quali riflettere. Tuttavia concordo pienamente con quanto affermato da Marini
sull'importanza della corretta lettura delle fonti documentarie e sulla loro
interpretazione filologica e storica, con un grande sforzo tendente a rispettare
la natura della civiltà e la vita stessa degli artisti del passato, con
interpretazioni e ricostruzioni che DEVONO essere sempre sorrette da precisi
riscontri storico-filologici e documentari. E' nella stessa natura
epistemologica della storia dell'arte. D'altra parte Marini è si, polemico,
anche feroce stroncatore: ma lo fa in nome della verità storica. Guai se non ci
fossero coloro che fanno notare certi errori grossolani, che non avrebbero
dovuto essere commessi. Ma Dusio, non essendo uno storico dell'arte,
evidentemente non possiede la forma mentis propria del ricercatore, né i mezzi e
i metodi complessi che questa disciplina richiede. Magari il linguaggio usato
dal prof. Marini è un po' "colorito", ha forse calcato la mano. Ma
sostanzialmente ha solo evidenziato lacune e omissioni e posizioni
storico-critiche che non sono più attuali, alcune sono state già corrette da
tempo.Non c'è nulla di male ad esprimere un giudizio, anche lapidario e
apparentemente "senza appello", rientra nella normalità del dibattito
storico-artistico. E lo sanno bene gli storici dell'arte, che è una categoria in
cui spesso i confronti si possono anche trasformare in stroncature feroci.
D'altra parte anche il grande storico del Rinascimento e storico della Chiesa
prof. Romeo De Maio fu duramente attaccato dagli storici dell'arte quando
scrisse il volume MICHELANGELO E LA CONTRORIFORMA (pubblicato da Laterza)...Ma
nonostante questo si va avanti. Anche le stroncature, a ben vedere, fanno bene
perchè servono ad evidenziare errori che se non individuati e corretti in tempo
possono davvero essere pericolosi e fuorvianti. Ma anche in questo caso è
importante la via del confronto, la via del dibattito, del faccia a faccia, che
può servire al raggiungimento della verità.Fermo restando che gli studenti
davvero richiedono informazioni (e hanno diritto ad averle)che molto spesso
vanno al di là delle nozioni contenute nei libri di testo. E non ti dico quanti
testi di storia dell'arte adottati nei licei ( e nelle università)riportano
delle volte informazioni sbagliate, che tocca poi correggere in classe, nella
didattica viva, con gli alunni, in classe. La natura del linguaggio
storico-artistico è particolare, ma bisogna sempre sforzarsi di essere chiari e
semplici perchè la mia esperienza mi fa dire che quando un testo presenta grandi
paroloni e citazioni continue, anche in lingue diverse, spesso nasconde una
grande ignoranza di chi l'ha scritto. E' un modo per nascondere il vuoto, il
nulla. E mi è capitato diverse volte di scontrarmi con affermazioni sbagliate e
quindi pericolose per la corretta comprensione delle opere e degli artisti.Sul
piano metodologico concordo perfettamente con Marini sull'esigenza della
chiarezza di linguaggio;questo vale per tutti i tipi di testo, ma soprattutto è
necessaria la competenza e la conoscenza degli argomenti da parte di chi
scrive.E' una regola generale a cui nessuno dovrebbe derogare, per nessuna
ragione.Ripeto: sul testo di Dusio non mi pronuncio perché non ho elementi per
farlo, ma se Marini ne ha giudicato negativamente il contenuto qualche ragione
ci dovrà pur essere...Comunque diciamo pure che Caravaggio in questo momento è
usato anche a fini economici e commerciali per editori e autori di non
comprovata competenza: non so se è il caso di Dusio, ma sicuramente a fine anno
la bibliografia caravaggesca sarà aumentata a dismisura e non so quanto di ciò
che verrà pubblicato rispecchierà poi la scientificità che si richiede di fronte
a un artista così importante.E quanti anni ci vorranno per correggere eventuali
orrori commessi in nome del dio denaro. Ancora una volta Caravaggio...
superstar...?
claudio   |23-03-2010 11:40:12
azzzz.....C'è andato giu duro Marini con Andrea.
Comunque è vero che la
divulgazione deve essere supportata da fonti certe e documentate.
Gerardo Pecci  - Ad Andrera Dusio   |23-03-2010 15:38:14
Gentile Andrea Dusio, è stato Marini a dire che Lei non è uno storico dell'arte
e che di conseguenza non ha la forma mentis di chi pratica tale attività, non
io. Ho preso spunto dalle affermazioni di Marini per fare un discorso più ampio,
sulla metodologia della ricerca storico-artistica e sulle polemiche che spesso
ci sono in questo settore. Mi dispiace se Lei ha interpretato male quanto io ho
scritto. Tutto qui.Vuol dire che sono un cattivo commentatore... Saluti. G.
Pecci.
Sandra Zingaretti  - Non abbiate paura delle nuove letture.   |23-03-2010 18:38:49
Sono una storica dell'arte e White Album mi è piaciuto.
Sono d'accordo che
possa non piacere, è lecito, ma trovo assolutamente innovativo e attuale il
parallelismo fatto da Dusio tra Caravaggio e quei musicisti, tra la sua arte e
il rock o il jazz, confronto che tra l'altro è stato anche "ripreso" da
Calvesi.
Quella di Dusio è una lettura diversa, moderna e a 360 gradi, magari a
volte azzardata, ma decisamente calzante, che non mi pare abbia velleità di
passare per un saggio critico sulle fonti o una pubblicazione di documenti
d'archivio.
Ho trovato la reazione di Marini più tipica di un barone
universitario che di uno storico dell'arte preciso, preparato e motivato qual è,
e decisamente fuori luogo per quanto riguarda i toni. La stroncatura non
autorizza il livore mostrato che, oltre a dare l'idea di una decisa caduta di
stile, sembra piuttosto una forma di vulnerabilità e di chiusurasa al nuovo,
quasi si temesse l'invasione nel proprio campo delle nuove generazioni e
soprattutto di quelle il cui ambito non è mai stato l'arte.
Ora io, invece,
trovo coraggioso il tentativo di lettura fatto da Dusio e posso assicurare,
insegnando Storia dell'Arte in ben tre scuole superiori diverse, che il suo
libro è stato letto e apprezzato da molti miei giovani studenti che invece hanno
sempre dimostrato difficoltà ad avvicinarsi ai manuali di settore. Questo mi ha
permesso di fare breccia nell'interesse di alcuni ragazzi da sempre chiusi verso
l'arte, di stimolarne la curiosità, di avvicinarli a Caravaggio e alla pittura e
infine di guidarli verso letture e ricerche più approfondite.
Cordiali saluti,
Sandra.
egizio  - risposta a Sandra   |23-03-2010 18:44:42
Grazie per il tuo commento Sandra. Potresti far esprimere ai tuoi allievi la
loro opinione sul libro di Dusio utilizzando questo spazio, se vuoi. ciao
Federico Trastulli  - miserere nobis! parte prima   |27-03-2010 20:14:54
Caro Egizio, non so davvero da dove cominciare. Mi sento "responsabile"
della querelle in quanto fui io, credo, il primo a parlarti di Dusio (che
continuo a non conoscere personalmente; lo dico per eventuali malpensanti che
volessero ipotizzare un mio tornaconto personale di qualsiasi tipo da tutta la
vicenda). Ne parlai, avendo letto buona parte del libro (ma non tutto), in
termini entusiastici e sorprendenti per essere il lavoro di un outsider animato
- come te - da un sincero e ardente sentimento nei confronti della pittura.
Molte sue affermazioni continuano ad affascinarmi perché in questa occasione si
è rivelato uno scrittore scientifico (non conosco la sua produzione di romanzi,
credo ne abbia scritti due) non condizionato dall'appartenenza a conventicole
baronal-accademiche e, soprattutto, fuori dal connubio nefasto mercato
antiquario-storici dell'arte periziatori.
Diciamocela tutta, con franchezza,
senza assumere atteggiamenti da "pastorelle di Dresda" della disciplina:
Caravaggio tira. Tira molto meglio di quella famosa "cosa" che - mi
perdonino le signore! - tirava più del proverbiale carro di buoi. Non soltanto
in termini di ricerca, in quanto è appannaggio esclusivo della medesima
"brigata di giovanissimi" dai tempi di Roberto Longhi e "guai a chi
mette in dubbio la parola delle auctoritates!!!!"; non soltanto in termini
commerciali, nel senso del proficuo indotto economico che gravita intorno a
tutto ciò che riproduce le sue opere, dai sottopentola ai poster; non soltanto
in termini di "mass culture", come dimostrato dal fatto che le mostre
sono diventate visitifici; ma anche in termini macroeconomici e scientifici,
ovvero quando "i soliti ignoti" spacciano per autografi caravaggeschi
ignobili croste o, al più, buone copie di scuola o versioni tratte da originali
perduti. Il fatto è che su Caravaggio si specula come nemmeno sull'acqua
pubblica. chi ha trovato l'atto battesimale del pittore, nell'Archivio di Stato
di Milano? Un dirigente in pensione, non un professorone, che certamente negli
archivi non va di persona perché impegnato a scrivere la "monografia del
millennio" e al massimo assolda qualche assistente per fare le trascrizioni,
tanto "i documenti vanno interpretati", esattamente come i decreti che
riammettono alle elezioni. E non voglio credere che si tratti del romanissimo
"23",scilicet "la botta di fortuna", perché questo malcostume
trascende Caravaggio e si applica più o meno a tutti gli amniti della ricerca
storicoartistica, salvo pochi onesti e zelanti insegnanti. Almeno a Roma.
(continua...)
Federico Trastulli  - miserere nobis! parte seconda   |27-03-2010 20:42:47
(continua...) Accanto a tutto questo, nessuno considera che plotoni di studenti
delle nostre Università sono costretti (in Francia, per esempio, non succede) a
studiare ponderosi tomoni scritti (casualmente, di sicuro) da coloro che poi li
esamineranno e che, oltre a rivendicare con orgoglio l'appartenenza alla
"scuola di..." propugnando una ben determinata linea critica
impermeabile all'eterodossia, riceveranno corposi diritti editoriali dalle
vendite dei suddetti testi. Al tempo stesso, al 2010 ancora non esiste una
monografia in italiano su un pittore come Giuseppe Porta detto il Salviati (di
cui si occupano solo nelle remote lande del Nordest) che fu essenziale per la
diffuzione dello stile romano del primo '500 in quel di Venezia....sbaglio, o il
Cinquecento è il secolo in cui Merisi nacque, visse, apprese e operò (29 anni in
quel secolo contro 10 nel successivo)? Senza Cinquecento non esiste Seicento, è
piuttosto lampante e banale. Eppure...eppure continuiamo a sfornare libri e a
stanziare fondi per sapere se i carciofi che il Caravaggio scagliò in faccia a
un cameriere nell'osteria del Moro (1604) fossero tutti al burro o tutti
all'olio....Ecco perché - sintetizzando un intervento che potrebbe diventare (se
non lo è già diventato) una geremiade insopportabile -, caro il mio Egizio, ho
deciso di intitolare questo post "miserere nobis!". Sono convinto che il
Merisi, di lassù, ci guarda, sogghigna e romanamente dice: "E mo' so' affari
vostri!". Un po' poco borromaico, I suppose...
Andrea Dusio   |11-08-2010 16:57:49
Porello, un'intera vita dedicata alla compilazione di expertise senza
fondamento, nell'illusione di far passare per buono almeno uno dei suoi
innumerevoli caravaggio farlocchi e senza qualità. Ha ragione, Caravaggio White
Album supera a tal punto le sue capacità cognitive e intellettive, che gli
sembra scritto in lingua straniera
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