Non abbiate paura

Di Egizio Trombetta – Il 2 Aprile 2010 ricorre il quinto anniversario della morte di Giovanni Paolo II. Il servizio che segue è stato realizzato in collaborazione con la testata “La voce del tuo quartiere – Osteria del curato Lucrezia Romana”. Sequenza filmati nel video: immagini repertorio, incontro coi giovani durante il giubileo 2000 a Tor Vergata, le immagini dell’annuncio della morte del papa, intervento del “nostro” inviato a Wadowice, “Se mi sbaglio mi corigerete”, i fuochi di artificio nella notte di Tor Vergata. l’incontro con la parrocchia S.Raimondo Nonnato, “Se tu vivi coi giovani rimani giovane anche tu”, “Semo romani, volemose bene”, “si è fatto tardi… sono le undici!”

     

01.04.2010. Siamo nel gennaio del 1999. Il quartiere è in fermento, la parrocchia non vi dico, da qualche giorno è passata la notizia che il Papa sarebbe venuto a trovarci! Caro padre Eraclio, mai come in quel momento ti ho benedetto. A te, e a quella tua pazza idea di buttarmi dentro in quel coro:”c’abbiamo bisogno di voci maschili – mi disse - vieni vieni che ti presento agli altri”. L’accoglienza fu magnifica e presto riuscimmo a coinvolgere anche altri ragazzi. Il Natale ’98 fu un ottimo banco di prova, ma ora era tempo di pensare alla visita del papa, oramai prossima. Accelerammo tutti per preparare al meglio un incontro che sarebbe rimasto nei nostri cuori per il resto dei nostri giorni: avremmo incontrato, io ne sono convinto, il più grande papa della storia, un papa polacco. Polonia! Il paese dove batte il cuore della nostra vecchia Europa ci ha regalato un uomo così grande. Nei miei pensieri, è stato sempre e solo “il mio papino”, esclusivo. Anche se

sono convinto di non essere stato il solo a pensare di aver avuto un rapporto speciale con lui. Una cosa è certa, almeno per questo il destino m’ha aiutato: l’ho incontrato un sacco di volte. Nei suoi ventisette anni di pontificato il Papa ha saputo entrare quasi sempre nel cuore degli uomini, ma quel “Non abbiate paura”, pronunciato nel suo discorso di insediamento, ne è stato il marchio. Quel Non abbiate paura ha probabilmente caratterizzato, forse inconsapevolmente, un pontificato così lungo e importante. Già la paura. Avete mai pensato a cosa può voler dire avere paura? E a cosa ci porta la paura? La paura ci fa rinchiudere in noi stessi, ci impedisce di affidarci agli altri, di lasciar andare il nostro cuore, comportamento quest’ultimo, giudicato come grande segno di debolezza. La paura ci rende diffidenti, ci impedisce di amare, l’amore richiede grande coraggio. La paura rende insicure, ma anche temibili, ovunque. Sul posto di lavoro, a scuola, nei circoli sportivi o culturali. Le persone sono portate così ad associarsi a mo’ di branco, per percepire maggiormente un senso di protezione, illusoria. E chi resta al di fuori da branco? Peggio per lui, ma è ovvio... Da cosa credete che nasca nella maggior parte dei casi l’indifferenza? E la voglia di discreditare qualcuno, tentando magari di annientarne la sua personalità? E che dire del mobbing, da cosa credete che scaturisca? Quel è il seme che porta alla cosiddetta guerra fra poveracci? Dalla paura! Dalla paura di vedersi sottratti il proprio orticello, dalla “paura” di non poter appropriarsi di quello del proprio vicino. L’avidità umana non ha praticamente limiti. La paura ci rende egocentrici, concentrati solo su noi stessi, incapaci d ascoltare il proprio prossimo. Non abbiate paura di far entrare Cristo nella vostra vita può vuol dire anche questo! Roma, 6 aprile 2005, alle ore 23 si chiude l’ultimo varco per tentare di accodarsi ad un serpentone umano lungo oltre 5 chilometri. Tentiamo tutti di dare l’ultimo saluto al feretro di uomo straordinario, che ci ha amato incondizionatamente durante tutta la sua vita. Quella notte, in fila insieme alla mia cara amica Vanessa, incontrammo tanta, tantissima gente che si trovava li senza concepirne la ragione. Persone che in quello stesso giorno decisero di salire sopra un treno, dai luoghi più disparati, d’Italia e d’Europa. La meta era quella di entrare in San Pietro. Gente, che magari non era stata nemmeno mai ad un messa, gente che non sapeva spiegare razionalmente perché,si sentì obbligata a rendere omaggio ad un Papa morto. A notte fonda (4 o 5 di mattina) vedemmo finalmente il Papa, provai un’emozione fortissima, anche se diversa rispetto alle altre volte che vidi in vita. Non sono stato mai in grado di spiegare, d’altronde, sul perché quel frullato di emozioni veniva a farmi visita ogni volta che mi recavo ad un incontro, ora una festività natalizia, ora un amico che prende i voti, ora un meeting a Tor Vergata. Quanti milioni di persone provarono la stessa emozione che provai io? E perché? Il ricordo dell’incontro alla parrocchia di San Raimondo Nonnato è stato unico, era il 21 Febbraio del 1999. Il Papa era già vecchio e malato, ma aveva delle braccia “immense” (avete presente il personaggio dei Fantastici 4?), capaci di accogliere persino me che in quel periodo vivevo quasi totalmente nel caos. Fu purtroppo quella, l’ultima volta che ebbi un contatto con lui. Successivamente mi “accontentai” di ammirarlo da lontano. Mi piace ricordare l’atmosfera magica nei giorni del giubileo 2000. L’aria, in quell’estate, almeno per me, aveva un “sapore” speciale. Associo tante cose belle della mia vita, a quell’agosto del 2000. La prospettiva di una vita d’avanti piena di affetti, l’inizio dell’avventura con gli amici di METRO, il giubileo dei giovani, l’incontro di Tor Vergata, i fuochi di artificio visti dalla finestra di casa mia: quella notte non andai, ero tornato poche ore prima da Praga. Le straordinaria musiche di Monsignor Marco Frisina, che fanno da sottofondo alla prima parte del video, aiutano la mia fantasia a ricordare ancora per un po’ quelle magiche notti. Quel canto, Jesus Christ you are my life, credo possa aiutare anche a voi a ricordare. Frisina, almeno come compositore… lo apprezzo tantissimo. Ma questo post lo dedico ad un mio caro amico: Enzo De Rose, anche lui talentuoso compositore di musica religiosa, che fa il compleanno proprio il giorno 2 Aprile, il giorno che il nostro caro Papa ha riabbracciato il padre suo. Auguri al mio amico Enzo, che è stata una delle persone più decisive della mia vita.  Ah, ultima cosa, il 2 Aprile, il nostro caro Papa, lo dobbiamo festeggiare, non piangere. Lui, che è sempre in mezzo a noi, vorrebbe vederci sempre ridere.

 

Il giorno dopo Wadowice andai a visitare Auschwitz, per chi fosse interessato al servizio, ecco il link:   

 

 

                                                Giovanni Paolo II insieme a Padre Eraclo Contu

 

 

                                                                            A casa Wojtyla

 

 

 

                                                                Ingresso principale casa Wojtyla

 

 

 

                                                                                 Gli sci del papa

 

 

 

                                                                Indicazioni stradali a Wadowice

 

 

 

                                      Sulla sinistra la basilica di Wadowice e sulla destra casa Wojtyla

 

 

                                 Monumento in memoria di Giovanni Paolo II che sorge a fianco della basilica 

 

 

 

                     Monumento in memoria di Giovanni Paolo II che sorge a fianco della basilica - partcolare

 

 

                              Il dolce preferito da Giovanni Paolo II (kremowka) nella sua pasticceria preferita

 

 

                                                                  La pasticceria preferita del papa

 

 

                             Dove era un tempo la cucina a casa Wojtyla ora è un'area adibita ad uso museo  

 

 

                         Nella basilica di Wadowice quel pomeriggio era in corso la celebrazione di un matrimonio

 

 

                                                    Ritratto di Padre Pio nella basilica di Wadowice

 

 

Ritratto di Giovanni Paolo II nella basilica di Wadowice 

 

                 Bandiere polacche a Wadovice. Erano collocate in questa posizione anche ai tempi di Wojtyla

 

 

                                    Ritratto del Cardinale Karol Wojtyla nel museo dedicato a Copernico

 

 

                             Università Jagellonica a Cracovia - La scrivania del Cardinale Karol Wojtyla 

 

 

                    Università Jagellonica di Cracovia - macchina da scrivere usata dal Cardinale Karol Wojtyla

 

 

 

 

                   
Grande è stata la mia sorpresa nello scoprire che alla periferia di Wadowice, un gruppo di ragazzi stava
giocando a beach volley, lo sport che da qualche anno amo di più praticare
                                                      
                                                            Foto inedita di Giovanni Paolo II
Commenti
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Lucia Iungo   |02-04-2010 17:49:33
Grazie Egizio un bellissimo regalo per noi tutti Lucia
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