Nie bój się 

Di Egizio Trombetta – Traduzione in lingua polacca a cura di Agnese. Servizio realizzato in collaborazione con il giornale “La voce del tuo quartiere – Osteria del curato Lucrezia Romana”. Sequenza video: immagini repertorio, incontro coi giovani durante il giubileo 2000 a Tor Vergata, le immagini dell’annuncio della morte del papa, intervento del “nostro” inviato a Wadowice, “Se mi sbaglio mi corigerete”, i fuochi di artificio nella notte di Tor Vergata. l’incontro con la parrocchia S.Raimondo Nonnato, “Se tu vivi coi giovani rimani giovane anche tu”, “Semo romani, volemose bene”, “si è fatto tardi… sono le undici!”

01.04.2010. Siamo nel gennaio del 1999. Il quartiere è in fermento, la parrocchia non vi dico, da qualche giorno è passata la notizia che il Papa sarebbe venuto a trovarci! Caro padre Eraclio, mai come in quel momento ti ho benedetto, a te, e a quella tua pazza idea di buttarmi dentro in quel coro:<<c’abbiamo bisogno di voci maschili – mi disse - vieni vieni che ti presento agli altri>>. L’accoglienza fu magnifica e presto riuscimmo a coinvolgere altri ragazzi. Il Natale ’98 fu un ottimo banco di prova. Ma oramai era tempo di pensare alla visita del papa. Accelerammo tutti per preparare al meglio un incontro che sarebbe rimasto nei nostri cuori, indelebilmente, per il resto dei nostri giorni: avremmo incontrato, ne sono convinto, il più grande papa della storia, un papa polacco. Polonia, il paese dove batte, e forte, il cuore della nostra Europa, ci ha regalato un uomo così grande. Nei miei pensieri, è stato sempre e solo “il mio papino”, esclusivo. Anche se sono

convinto di non essere stato il solo a pensare di avere un rapporto speciale con lui. Una cosa è certa, e almeno per questo, il destino m’ha aiutato, l’ho incontrato tantissime volte. Nei suoi ventisette anni di pontificato il Papa ha saputo entrare quasi sempre sapere penetrare nel cuore degli uomini, ma quel “Non abbiate paura”, pronunciato nel discorso di insediamento, è stato il marchio, probabilmente senza volerlo consapevolmente, di un pontificato così importante. Già la paura. Avete mai pensato a cosa può voler dire aver paura? A cosa ci porta la paura? La paura impedisce le persone di lasciarsi andare e dunque di affidarsi agli altri, più o meno prossimi. La paura ci rende diffidenti, ci impedisce di amare, perché l’amore, sfido ogni contestazione, richiede grande coraggio. La paura rende insicure le persone sul posto di lavoro, a scuola, nei circoli sportivi o culturali. Le persone sono portate così ad associarsi a mo’ di branco, per sentirsi più al sicuro. E chi è al di fuori da branco? Peggio per lui, ovvio. Da cosa credete che nasca il mobbing, ad esempio? Da cosa credete che scaturisca, sempre per fare un esempio, la cosiddetta guerra fra poveracci? Dalla paura. Dalla paura di vedersi sottratto il proprio orticello, dalla paura di non poter appropriarsi di quello del proprio vicino. Non abbiate paura di far entrare Cristo nella vostra vita può vuol dire pure questo! Roma, 6 aprile 2005, alle ore 23 si chiude l’ultimo varco per tentare di accodarsi ad un serpentone umano lungo oltre 5 chilometri. Tentiamo tutti di dare l’ultimo saluti al feretro di uomo straordinario, che ci ha amato incondizionatamente durante tutta la sua vita. Quella notte, in fila insieme alla mia cara amica Vanessa, incontrammo tanta, tantissima gente che si trovava li senza concepirne la ragione. Persone che in quello stesso giorno decisero di salire sopra un treno, dai luoghi più disparati, d’Italia e d’Europa, per sperare di entrare in San Pietro. Gente, che magari non era stata nemmeno mai ad un messa, gente che non sapeva spiegare razionalmente perché si sentì obbligata a rendere omaggio ad un Papa morto. A notte fonda (4 o 5 di mattina) vedemmo finalmente il Papa, provai un’emozione fortissima, anche se diversa rispetto alle altre volte che vidi in vita. Non sono stato mai in grado di spiegare, d’altronde, sul perché quel frullato di emozioni veniva a farmi visita ogni volta che mi recavo ad un incontro, ora una festività natalizia, ora un amico che prende i voti, ora un meeting a Tor Vergata. Quanti milioni di persone provarono la stessa emozione che provai io? E perché? Il ricordo dell’incontro alla parrocchia di San Raimondo Nonnato è stato unico, era il 21 Febbraio del 1999. Il Papa era già vecchio e malato, ma aveva delle braccia “immense” (avete presente il personaggio dei Fantastici 4?), capaci di accogliere persino me che in quel periodo vivevo quasi totalmente nel caos. Fu purtroppo quella, l’ultima volta che ebbi un contatto con lui. Successivamente mi “accontentai” di ammirarlo la lontano. Mi piace ricordare l’atmosfera magica nei giorni del giubileo 2000. L’aria, in quell’estate, almeno per me, aveva un sapore speciale. Associo tante cose belle della mia vita, a quell’agosto del 2000. La prospettiva di una vita d’avanti piena di affetti, l’inizio dell’avventura con gli amici di METRO, il giubileo dei giovani, l’incontro di Tor Vergata, i fuochi di artificio visti dalla finestra di casa mia: quella notte non andai, ero tornato poche ore prima da Praga. Le straordinaria musiche di Monsignor Marco Frisina, che fanno da sottofondo alla prima parte del video, aiutano la mia fantasia a ricordare ancora per un po’ quelle notti magiche. Quel canto, Jesus Christ you are my life, credo possa aiutare anche a voi a ricordare. Frisina, almeno come compositore… lo apprezzo tantissimo. Ma questo post lo dedico ad un mio caro amico, Enzo De Rose, anche lui talentuoso compositore di musica religiosa, che fa il compleanno proprio il giorno 2 Aprile, il giorno che il nostro caro Papa ci ha lasciato. Auguri al mio amico Enzo, che è stata una delle persone più decisive della mia vita.  Ah, ultima cosa, il 2 Aprile, il nostro caro Papa, lo dobbiamo festeggiare, non piangere. Lui, che è sempre in mezzo a noi, vorrebbe vederci sempre ridere.

 

 

 

Il giorno dopo Wadowice visitai Auschwitz, per chi fosse interessato ecco il link:   

 

 

 

                                                                      A casa Wojtyla

 

 

 

                                                          Ingresso principale casa Wojtyla

 

 

 

                                                                             Gli sci del papa

 

 

 

                                                                Indicazioni stradali a Wadowice

 

 

 

                                  Sulla sinistra la basilica di Wadowice e sulla destra casa Wojtyla

 

 

                              Monumento in memoria di Giovanni Paolo II che sorge a fianco della basilica 

 

 

 

                           Il dolce preferito da Giovanni Paolo II (kremowka) nella sua pasticceria preferita

 

 

                                                               La pasticceria preferita del papa

 

 

                          Dove era un tempo la cucina a casa Wojtyla ora è un'area adibita ad uso museo  

 

 

                      Nella basilica di Wadowice quel pomeriggio era in corso la celebrazione di un matrimonio

 

 

                                               Ritratto di Padre Pio nella basilica di Wadowice

 

 

                                             Ritratto di Giovanni Paolo II nella basilica di Wadowice 

 

                Bandiere polacche a Wadovice. Erano collocate in questa posizione anche ai tempi di Wojtyla

 

 

                                  Ritratto del Cardinale Karol Wojtyla nel museo dedicato a Copernico

 

 

                          Università Jagellonica a Cracovia - La scrivania del Cardinale Karol Wojtyla 

 

 

                  Università Jagellonica di Cracovia - macchina da scrivere usata dal Cardinale Karol Wojtyla

 

 

 

 

 

 

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