L’incontro con Magdi Allamaa

 

      

All'interno, oltre al filmato integrale dell'intervento dell'onorevole Allam, è disponibile l'articolo di MARIA ELENA ROSATI "Conversioni: Viaggi, ritorni a casa, storie d'amore! Claudia Koll e Magdi Cristiano Allam"

          

Di Egizio Trombetta – Magdi Cristiano Allam, egiziano, classe ’52, già giornalista per il quotidiano il manifesto, La Repubblica e Corriere della Sera. Il 22 marzo del 2008 durante la Veglia pasquale, riceve il battesimo e abbandona l’Islam. Il 30 novembre 2008 annuncia la fondazione del partito Protagonisti per l’Europa Cristiana. Nel 2009, in vista delle elezioni Europee, Allam sigla un’accordo con l’UDC. Magdi Allam incontra l’Oratorio Secolare di San Filippo Neri il 14 maggio 2010 nell’ambito di un ciclo di incontri che prendono il nome di “Conversioni”. L’onorevole Allam, si manifesta a noi con tutta la sua umanità, confidandoci la sua grande nostalgia per l’Oriental time egiziano (“la voglia di stare insieme, di chiacchierare ore e ore per il solo gusto di farlo insieme a qualcun altro”). Si manifesta però in tutta la sua durezza quando fa riferimento all’Islam, al Relativismo dilagante, alla perduta libertà di espressione, all’incapacità di saper difendere la propria libertà. Propongo integralmente alcuni frammenti del suo discorso.

       

26.05.2010.…oggi abbiamo paura di dire la verità. Questo concetto l’ho colto fortemente all’indomani del discorso di Benedetto XVI a Ratisbona il 12 settembre del 2006. In quell’evento ha segnato il fascino immenso nei confronti del Papa… Il Cardinale Carlo Maria Martin, all’indomani del discorso di Benedetto XVI a Ratisbona il settembre del 2006 – in quell’occasione il Santo Padre si espresse con toni duri nei confronti dell’Islam, dichiarò che le parole del papa erano state inopportune. La riflessione che feci fu la seguente: se dire la verità è lecito solo se opportuno farlo, mentre se è inopportuno è preferibile non dire la verità significa che noi non siamo più essere liberi e subordiniamo l’annuncio della verità alla opportunità di poterla dire o meno. In secondo luogo il fatto che tutto ciò accade qui a casa nostra in una terra cristiana, in terre libere, democratiche, mi fece comprendere che noi non siamo più liberi di essere pienamente noi stessi a casa nostra. Di fatto siamo sottomessi a quella forma di terrorismo

islamico che definisco dei taglia lingua, che sono a differenza dei taglia gola, sono terroristi che bontà loro ci risparmiano la vita ma a condizione che non diciamo e non facciamo nulla che possa urtare la loro suscettibilità. Ed è una morte peggiore della morte fisica, è una morte interiore che si consuma giorno dopo giorno a svendere la nostra anima. Giovanni Falcone disse: è bello morire per una causa in cui si crede, chi crede muore una volta sola, chi non crede muore tutti i giorni. - Chi non è in grado di salvaguardare la propria libertà muore dunque tutti i giorni. E’ questa la realtà di un’Europa sempre più succube del relativismo, del laicismo, del buonismo, ed dell’islamicamente corretto. La grandezza di questo Papa risiede ne fatto che partendo dalla ragione ci accompagna alla fede evidenziando come i valori non negoziabili che appartengono alla nostra ragione corrispondono pienamente ai dogmi di un autentico cristianesimo”

“…ho considerato che il successo giornalistico corrispondesse alla capacità giorno dopo giorno di incontrare delle persone reali e di conquistare il loro cuore la loro mente fino al punto in cui grazie a questa fraternità che si realizza le persone diventano parte integrante di una famiglia allargata, fatta di sentimenti di solidarietà di affetti…”

Il relativismo di fatto è innanzi tutto un’offesa alla ragione prima di essere un’offesa alla fede. In quanto nega l’uso dei parametri valutativi e critici che sono propri della ragione perché aprioristicamente ci impone di mettere sullo stesso piano tutte le religioni, tutte le culture, tutti i valori, tutte le conoscenze a prescindere dai contenuti. Nella negazione della verità, e tutto al più attribuendo a tutto e al contrario di tutto la mozione di verità e quindi annullando al tempo stesso ciò che è l’assenza della verità. Il relativismo finisce per rappresentare la causa principale del disorientamento che oggi ci fa perdere l’abc della nostra umanità e della nostra civiltà. Ci porta a coniugare al plurale tutto a partire dalla persona, dalla vita, dalla famiglia. Al tempo stesso viviamo in una società dove si travisa il significato d libertà. Si è orientati ad immaginare che la libertà appartenga ad una dimensione dell’avere e dell’apparire, che si è appiattita su parametri materialistici e consumistici finendo per perdere la dimensione della libertà che appartiene all’essere e che corrisponde alla nostra capacità di essere pienamente noi stessi così come ci sentiamo dentro”

  

CONVERSIONI: VIAGGI, RITORNI A CASA, STORIE D’AMORE!

Claudia Koll e Magdi Cristiano Allam

    

Articolo di MARIA ELENA ROSATI  - Quando si sente parlare di conversioni, scatta subito una strana forma di curiosità: da una parte c’è tutto l’interesse di capire come si è sviluppato un percorso che ha portato una persona a cambiare modo di pensare, e di conseguenza tutta la vita, aprendo la porta al Signore; dall’altra c’è sempre quel sottile filo di incredulità, o di diffidenza, che aumenta ancora di più quando a parlare di conversione è una celebrità. Il timore è sempre quello di avere di fronte una persona che fa spettacolo della propria fede  o che recita bene una parte;  si pesa così con attenzione ogni parola, per cercarne il punto debole, il difetto che ci permette di giudicare se effettivamente il racconto ci convince o no. La realtà è che ogni cammino di fede rappresenta una storia unica e irripetibile, nei tempi e nei modi in cui si sviluppa, e  che anche in esperienze di conversione profondamente diverse tra loro, puoi trovare l’impronta della mano di Dio che guida ad un comune punto di approdo. 

Nel nuovo ciclo di incontri di cultura cristiana alla Chiesa Nuova, intitolato appunto “ Conversioni: viaggi, ritorni a casa, storie d’amore!”, sono tre personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo, e della cultura ad accompagnarci in un viaggio incredibile nelle pieghe di vita apparentemente normali che sono state stravolte dall’incontro con il Signore. Claudia Koll, Magdi Cristiano Allam, Francesco Agnoli, ci prendono per mano in questo cammino, e ci aiutano a scoprire cosa vuole dire davvero vivere l’esperienza della conversione. Claudia Koll ha inaugurato questa nuova iniziativa, il 16 aprile; si parla spesso della sua conversione, in televisione e sui giornali, ma  l’idea di sentirla raccontare da lei stessa suscita una curiosità ancora più forte.

Entrando nella sala ovale che piano piano si riempie di persone, noti già all’ingresso il banchetto con la promozione della onlus promossa da lei, e già la cosa ti disturba un po’, e mentre ti guardi intorno e “studi la sala”, la vedi, silenziosa e concentrata, entrare da una porta laterale, e sedersi con delicatezza di fronte alle prime file di sedie; colpisce subito questa delicatezza, questa serenità che traspare dai movimenti lievi, dall’atteggiamento composto che manterrà per tutta la sera, dalla pacatezza dei gesti e delle parole.

La storia della conversione di Claudia Koll è delicata come una carezza; non è pesante, né teatrale, né epico, ma è il racconto semplice di un percorso che ha radicalmente cambiato la vita dell’attrice che tutti ricordano per quell’unico film scabroso di tanti anni fa, che ha marchiato la sua vita e la sua carriera. E’ la storia di  un percorso di vita segnato nell’infanzia e nell’adolescenza dalla presenza di una nonna eccezionale, grazie alla quale ha scoperto la vocazione per la recitazione che l’ha portata a lasciare casa a 18 anni, contro il parere dei genitori; è il racconto  di una carriera da costruire, di scelte lavorative complicate e controverse, fino al quel film e alla conduzione del Festival di Sanremo nel 1995 che le regala la grande notorietà.

Da allora il lavoro e il successo diventano il centro di un’ esistenza segnata allo stesso tempo dall’ instabilità affettiva e dall’infedeltà, fino a quel passaggio della Porta Santa nel Giubileo del 2000, che determina il punto di svolta. Il grande silenzio che avvertito intorno a lei in quel passaggio è un seme di riflessione che germoglia anni dopo, in un momento di difficoltà sul set, in una domanda rivoltale da un’amica. “ Se non c’è  verità nella tua vita, come può esserci nel tuo lavoro?”. Inizia così un altro cammino di rottura, in cui, prendendo consapevolezza della propria debolezza, è sempre più portata a guardare verso l’alto, alla ricerca affannosa di quella Pace, vera e profonda, che alla fine riesce a raggiungere solo recitando il Padre Nostro e stringendosi al crocifisso, in un momento di grande angoscia:  da qui la liberazione, e il desiderio di conoscere il Signore sempre più profondamente. 

Riscopre la preghiera, in particolare la recita del Rosario, si riavvicina al sacramento della Riconciliazione, ed emerge forte in lei il desiderio di offrire ogni giorno tutta la vita al Signore nel tabernacolo; nel rapporto con i malati e ai sofferenti ritrova quell’abbraccio del Padre che l’ha salvata,  e  le esperienze vissute in Italia e in Africa la portano alla creazione della Onlus  “ Le opere del Padre”, legata alla devozione all’immagine di Gesù Misericordioso.

L’operato della Onlus viene spiegato attraverso una serie di filmati girati nelle missioni Africane, e nonostante questa sia forse la parte della testimonianza che stride di più con il resto del racconto, è accolta con grande silenzio e raccoglimento.

La forza di questo racconto è nella sua sincerità: «Il Signore non scioglie subito tutti i nodi della vita» dice Claudia Koll, e quindi al di là della forza di certe esperienze, sottolinea come il  suo cammino di conversione sia legato fortemente alla vita di preghiera e alla presenza viva della Chiesa, comunità  donata dal Signore che ti accoglie e ti accompagna senza lasciarti solo. E in momento di forti attacchi alla Chiesa come questo, è particolarmente bello sentire queste parole, ribadite quando, rispondendo ad una domanda ( scritta su un foglietto in forma anonima, come abbiamo imparato a fare già durante gli incontri dei Cinque Passi) relativa alla reazione dei suoi colleghi di lavoro alla sua conversione, conferma di avere ancora difficoltà di essere creduta - sofferenza condivisa di chi nel mondo dello spettacolo ha intrapreso il suo stesso percorso - e sottolinea come solo nel rapporto personale e costante con il Signore si può capire il ruolo della Chiesa e la presenza fondamentale dei sacerdoti.

Afferma di continuare sempre ad amare la recitazione -  perché l’apertura a Dio non toglie nulla-  ma che ha cambiato modo di lavorare per scegliere copioni che rispecchino la sua nuova vita; ha scelto di trasmettere ai giovani questa passione  in modo sano, creando un’ accademia per nuovi talenti, che punta a scoprire e mettere a frutto i doni del Signore. Un nuovo modo di insegnare l’arte della recitazione, di concepire il ruolo dell’attore, affidando tutto alla presenza e all’azione dello Spirito Santo, e di testimoniare anche nel suo lavoro, come nel corpo e in tutta la sua vita, la nuova strada intrapresa.

 

Se la conversione di Claudia Koll è un viaggio che parte dal cuore e arriva alla mente, sviluppandosi nell’approfondimento e nella conoscenza, il percorso di conversione che ci ha raccontato nel secondo incontro, lo scorso 14 maggio, Magdi Cristiano Allam, pur avendo lo stesso punto di approdo, ci appare totalmente differente. E’ un percorso che è partito dalla ricerca e dall’approfondimento, dalla mente insomma, ed è poi arrivato al cuore,  che si è aperto alla grazia di Cristo seguendo un percorso misterioso e complesso, ma altrettanto efficace.

Chi ha partecipato all’incontro con Magdi Cristiano Allam, però,  non ha assistito solo al racconto di un particolare cammino di conversione, ma anche ad una illuminante lezione di storia, che ci ha fatto comprendere quello che non conoscevamo sull’Islam e le sue tradizioni,  e sull’ Egitto e la sua storia recente; una lezione di libertà e di coraggio,  la testimonianza di un uomo che non ha avuto e non ha paura di essere “scomodo” e che, facendo sue le parole del Vangelo di Giovanni “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv. 8, 32), e attingendo all’esperienza di altri coraggiosi, come Giovanni Falcone (“Il vigliacco muore più volte nella vita, il coraggioso muore una volta sola”) e Papa Benedetto,  ci ha aperto gli occhi sul valore della verità, della libertà e della dignità umana,  e sull’importanza della difesa dei propri valori contro il dominio del relativismo.

Il viaggio di Magdi Cristiano Allam, nato in Egitto da madre musulmana, comincia a 4 anni, quando viene introdotto, per uno strano disegno del “caso”, in una scuola delle suore comboniane a Il Cairo, e successivamente nella scuola superiore dei Padri Salesiani: i contatti con i religiosi e le religiose che testimoniano con le opere la loro fede da una parte, e l’esempio di vita musulmana “credibile e affascinante” della madre dall’altra, segnano profondamente la sua sensibilità e stimolano la ricerca delle verità in due religioni espressioni di culture profondamente diverse.

L’arrivo in Italia nel 1972, la laurea in sociologia e l’inizio dell’attività giornalistica, sempre teso alla ricerca instancabile della verità e al racconto della realtà; lavora al quotidiano “La Repubblica” per anni, fino alla svolta nel 2003 quando passa al Corriere della Sera da vicedirettore e  inizia ad indagare il mondo dei musulmani convertiti al cattolicesimo in Italia: scopre così un universo fatto di timore e paura, tanto da intitolare l’inchiesta in modo significativo “Le nuove catacombe”. Lui, musulmano moderato, decide di approfondire così lo studio  del rapporto tra Verità e Libertà e tra Fede e Ragione nell’Islam; arrivano le minacce di morte, che aumentano quando nel 2004 promuove l’incontro tra l’allora presidente della Repubblica Ciampi e un gruppo di musulmani moderati firmatari di un manifesto contro il terrorismo; gli viene assegnata la scorta (accanto a lui anche in questa serata), ma il cammino di ricerca non si ferma.

Va ancora più in profondità nella ricerca della Verità, nello studio del Corano e della vita di Maometto, della Bibbia e dei Vangeli, scorrendo tra le pagine del libro in cui  Dio si “incarta” e quelle in cui Dio si “incarna”, fino ad arrivare a constatare l’allontanamento dell’Islam dal rispetto e dalla difesa dei valori fondamentali della vita e della dignità della persona, della libertà di scelta, valori che vede invece così fortemente difesi da Joseph Ratzinger.

La figura di Papa Benedetto XVI  e la sua attenzione al rapporto tra fede e ragione definiscono per lui l’avvicinamento sempre più intenso alla fede cristiana, e segnano un percorso di conversione che culmina nel Battesimo nella notte di Pasqua del 2008 in San Pietro. La cerimonia è trasmessa in televisione, come ogni anno, ma suscita più di una polemica,  non solo nella comunità musulmana, ma anche nella stessa comunità cristiana; Allam parla di quella cerimonia come delle tre ore che hanno cambiato la sua vita: è  la rinascita in Cristo, dopo 56 anni di vita da musulmano moderato, e l’inizio di una nuova avventura anche al livello professionale. Seguendo infatti l’appello del Papa per una nuova classe di cattolici in politica, nel 2008 Allam lascia il giornalismo per fondare il movimento “ Protagonisti per l’ Europa Cristiana” evolutosi poi nel movimento politico “Io amo l’Italia”, che è attivo dal 2009  e lavora per una riforma etica della politica puntando all’equilibrio tra l’amore per sé stessi e per il prossimo alla ricerca del bene comune.

Sarebbe stato facilissimo cadere nel comizio politico, e sottolineare il valore dell’iniziativa intrapresa, ma nella testimonianza di Allam tutto questo non c’è: il suo racconto scorre come un concerto di buona musica, in cui ogni strumento, anche quel che suona le note più gravi, costruisce una dolce armonia che coinvolge mente e cuore. Parole misurate e pacate, una semplicità e chiarezza come poche volte capita di sentire, una sincerità impagabile, che raggiunge il culmine quando, rispondendo ad una domanda sul dialogo interreligioso, lo ridefinisce importante e produttivo solo se viene considerato non come dialogo tra due realtà astratte, ma come rapporto tra persone reali, inserite in un contesto spazio-tempo e radicate su una storia precisa, (perché nessuna persona viene aprioristicamente definita dalla religione a cui appartiene!)  e lo paragona ad un ponte che deve avere un fondamento forte sulla sponda di partenza - la condivisione dei valori fondamentali non negoziabili -  e sulla base di approdo - la ricerca del bene comune- .

Fortissime e piene di valore anche le parole di condanna al relativismo, vero male dell’occidente, che mettendo tutte le religioni sullo stesso piano annulla l’essenza stessa della verità e ci fa perdere noi stessi: l’attenzione è puntata invece sull’insegnamento fondamentale ripreso dal Vangelo di Giovanni “ Cercate la verità e la verità vi farà liberi”, segno di quel binomio indissolubile tra libertà e verità punto di riferimento nel suo cammino di uomo e giornalista.

Quando poi nell’ultima domanda della serata Allam evoca tra gli aspetti della cultura egiziana di cui sente nostalgia la concezione del tempo all’orientale, quell’ “Oriental - time” che dà valore all’incontro e allo stare  bene insieme delle persone, al di là della materialità del tempo che domina la continua e affannata corsa delle popolazioni occidentali, la nostra mente viaggia per un minuto verso altre mete e assapora un pizzico del fascino di quel mondo orientale accogliente e vivo nell’attenzione alla persona e nella cura della qualità dei rapporti umani che spesso non si conosce o si dimentica, e di cui Magdi Cristiano Allam è uno dei più fulgidi esempi.

Grazie a queste due testimonianze, gli incontri di cultura cristiana si rivelano essere una novità importante e interessante dell’offerta della Chiesa Nuova; per chi volesse partecipare c’è ancora un incontro venerdì 11 giugno  alle 21:00 con lo scrittore Francesco Agnoli, che ci racconterà il viaggio di conversione dell’ imperatore Costantino.

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