28 maggio 1606

Ecco i documenti: Caravaggio, suonava la chitarra!

01.06.2010. Di Egizio Trombetta - Rosario Cicero, Daniele Valmaggi, Simone Colavecchi, Antonio Del Sordo, quattro straordinari artisti, celebrano con le loro note, le note de “Il Suono di Caravaggio”, una delle ricorrenze più significative nella vita del maestro lombardo, il giorno del famigerato duello alla pallacorda. Il 28 maggio 1606, una data non condivisa da tutti. Wikipidia, ad esempio, così come alcuni storici dell’arte, afferma che il fattaccio avvenne il giorno 29 anziché il 28. Maurizio Marini, nel suo corpus caravaggesco del 2005 tenta però di far chiarezza e cita una nota dei Diari di Roma

       

 “Circa quanto accaduto <<alla Pallacorda>> la nota di un anonimo diarista romano, con la sua laconica essenzialità, permette di percepire meglio il clima di <<Saturnalia>> che gli ha fatto da sfondo. Domenica <<28 maggio 1606, si cominciò la festa per la coronazione del papa la quale fu di 29 maggio dell’anno passato 1605, l’istesso giorno verso la sera a Ripa grande facendosi la festa et combattendosi con le barche, nel festeggio e gara uno diede uno schiaffo ad un altro et questo, con una ferita, lo cavò di vita”. Quindi il duello avvenne il giorno 28 e non il 29. Altro quesito: Caravaggio, suonava? Bene, come sostengono gli stessi Valmaggi e Cicero in una precedente intervista, non si ha la certezza che  Caravaggio suonasse anche se di fatto,
 tra le sue robe, fu trovata una chitarra: “…Un quatro. Item forzieretto coperto de corame negro on dentro un par de calzoni et un giuppone stracciati. Una quitara. Un pugnale, un paro de pendenti, un centurino…” 1605 agosto 26. Die 26 mensis augusti 1605. Inventario Caravaggio. ASR, 30 Not. Cap., Uff. 16, vol.32, ff.640, 654v. – Caravaggio Materiali per un processo, Sandro Corradini. E’ senz’altro quest’ultimo il documento a cui avranno fatto riferimento Cicero e Valmaggi. Fu trovata dunque una quitara, una simile a quella di Rosario Cicero, che Caravaggio non ha mai dipinto… Questa volta però abbiamo avuto fortuna”. Durante un viaggio in treno, direzione Torino, ho avuto l’occasione di ripassare tutti i documenti che potevano essermi utile fino a trovare quello giusto. Un incoraggiamento mi fu dato da Enrica Arena, appassionata studiosa e frequentatrice del gruppo “CARAVAGGIO PITTORE MALEDETTO”, che lesse 

quest’informazione sul libro di Peter Robb “M. L’enigma Caravaggio”. Ma ecco il documento: 1605, settembre 1-5. – In causa Michaelangeli Caravaggi. Die iovis prima mensis semptembris 1605. Investigetur ex officio curiae instante fisco, nec non ad querelam d. Prudentia Brunae rom. degen. Ad Campum Martium contra et ad versus Micchelangelum de Caravagio pictorem non habentem locum permanentem. In eo etc. “Questa notte prossima passata circa le cinque hore è venuto detto Micchalangelo, et ha tirato sassi alla mia gelosia della fenestrache me l’ha spezzata tutta da una banda come v.s. vede”, prout vdi zilotopiam fractam ab una parte, et vidi etiam lapides in dicta fenestra ideo de mandato annotavi pro veritate, et “che sia stato esso un pezzetto dopoi è repassato assieme con certi altri sonando una chitarra, et si sono fermati nel cantone del vicolo, et parlava con quelli dei suoi compagni che non ho potuto intendere le parole precise che diceva” ASR, TGC, reg. 377 (1274), Investigationes, ff 120r-v. Caravaggio Materiali per un processo, Sandro Corradini. Quindi si! Caravaggio amava strimpellare per i vicoli di Roma come Valmaggi e Cicero ipotizzavano a ragion veduta. Morale, leggere i documenti è fondamentale, chiudo questo mio intervento dicendo che ho avuto modo di acquistare la nuova edizione della raccolta di documenti di Stefania Macioce: è un’opera straordinaria!

 

Valmaggi, Cicero, Colavecchi
   
Platea nel cortile di Palazzo Firenze   
     
Palazzo Firenze
          
Corridoio di ingresso Palazzo Firenze
   
    
 Abitazione di Caravaggio a vicolo Divino Amore 16 presso Prudenzia Bruna
      
Di seguito la presentazione dell’evento sponsorizzato dalla società “La Dante” il 28 maggio 2010 a Palazzo Firenze.  Il clima espressivo dell’esperienza creativa di Caravaggio rievocato attraverso il suono degli antichi strumenti a corde pizzicate… Frammenti poetici e letterari incastonati nel tessuto musicale a creare una astratta ambientazione: dall’oscura sensualità dei bassifondi romani alle raffinatezze del gusto barocco. Un repertorio musicale che si pone come riflesso della poetica pittorica, in un chiaroscuro interpretativo che integra profondità espressiva ed eleganza estetica con forti contenuti popolari, a svelare contaminazioni etniche dalle lontane origini. Una voce recitante, costantemente relazionata al flusso ritmico/melodico, che si fa suono e colore, a cogliere quelle analogie espressive che hanno trapassato i tempi, giungendo a trafiggere la sensibilità dell’uomo contemporaneo. I testi sono tratti da frammenti letterari di autori coevi; da madrigali di Tommaso Campanella, autore dal vissuto parallelo a quello di Caravaggio, la cui poetica spesso si interseca con le tematiche del pittore; da descrizioni dei biografi seicenteschi Bellori e Baglione; da estratti di dichiarazioni e citazioni varie. Le musiche sono prelevate da pubblicazioni di stamperie romane e napoletane dei primi anni del seicento (Kapsberger, Bartolotti, Foscarini, Colista, Falconieri, Valdambrini); da intavolature del XVII secolo per chitarra e tiorba che presentano relazioni con l’evoluzione formale dello spettacolo (Corbetta, Granata); da elaborazioni ad opera di Le Cocq e De Murcia (primi anni del Settecento) di quei temi e ritmi popolari (la Ciaccona, la Tarantella …) che attraversarono l’Europa dell’epoca grazie alla diffusione spagnola, sintetizzando i contenuti artistici del contesto espressivo del primo barocco. 
TESTI:  “frammenti letterari” tratti da Giuseppe Artale, Giovan Pietro Bellori, Giovan Battista Marino, Tommaso Campanella, Fulvio Testi, Carlo Borromeo, Francesco Susinno, Emilio De' Cavalieri, Giordano Bruno, Gabriello Chiabrera 
MUSICHE: ANGELO MICHELE BARTOLOTTI (metà XVII sec.)Tema di FolliaFRANCESCO CORBETTA (1615-1681)Sinfonia a due, CiacconaGIOVANNI PAOLO FOSCARINI (prima metà XVII sec.)PavanigliaANGELO MICHELE BARTOLOTTI (metà XVII sec.)SarabandaGIOVANNI GIROLAMO KAPSBERGER (metà XVII sec.)CanarioFRANCOIS LE COCQ (1685-1729)FoliesSANTIAGO DE MURCIA (1682-1735)JacarasGIOVAN BATTISTA GRANATA (1622-1687)Ballo di MantovaSANTIAGO DE MURCIA (1682-1735)TarantelasANDREA FALCONIERI (1585- 1656)L'avellinaFERDINANDO VALDAMBRINI (prima metà XVII sec.)CaponaSANTIAGO DE MURCIA (1682-1735)JotaGIOVANNI PAOLO FOSCARINI (prima metà XVII sec.)Capriccio sopra il PassacaglioFERDINANDO VALDAMBRINI (prima metà XVII sec.)La ModazzaGIOVANNI GIROLAMO KAPSBERGER (metà XVII sec.)ArpeggiataANGELO MCHELE BARTOLOTTI (metà XVII sec.)GavottaSarabandaCRISTOFARO CARESANA (1640-1709)Tarantella 
DANIELE VALMAGGI Attore, regista e autore, si è formato all’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, specializzandosi poi con grandi maestri della scena europea come Jerzy Grotowski, Andrej Serban, Peter Brook; studia canto lirico con Paolo Silveri, Antonio Annaloro e Renato Guelfi. Debutta come attore con Tino Buazzelli al Teatro Romano di Verona ne Le Allegri Comari di Windsor per la regia di Orazio Costa, e come regista con un lavoro sulla Divina Commedia visto da più di trentamila spettatori. In teatro lavora come attore con Gabriele Lavia, Nando Gazzolo, Marco Leto e altri. Ha realizzato più di 40 regie nei principali teatri della Capitale (Valle, Quirino, Teatro Olimpico, Ostia Antica) e in numerosi festival (Ville Vesuviane, Notti Malatestiane, Asti Teatro, La Versiliana, festival di Caserta-S.Leucio, Ischia, Trento, ecc.), dirigendo fra gli altri Piera degli Esposti, Ennio Fantastichini, Mariano Rigillo, Francesca Benedetti, Corinne Clery. Nel 2004 è coprotagonista nel film di Diego Ronsisvalle Il Potere Sottile, presentato alla Biennale Cinema di Venezia. Nel 2006 cura regia e ideazione degli spettacoli Storie di Don Giovanni con Piera degli Esposti per l’inaugurazione del Festival delle Ville Vesuviane, Io Schumann per le Notti Malatestiane, e per il cartellone del Teatro dell’Opera di Roma, Mozart - il suono della bellezza, innovativo spettacolo lirico-visivo con il soprano Carmela Remigio e il M° Leone Magiera al pianoforte . Nel novembre 2008 ha aperto un proprio spazio teatrale, lo Studio Keiros. 
ROSARIO CICERO Interprete del repertorio antico per chitarra, ha delineato nel corso della sua attività concertistica, un originale stile esecutivo, sintesi di una costante ricerca delle tecniche strumentali e dell'estetica dell'epoca. Le sue esecuzioni, su copie fedeli di strumenti del '500 e del '600, hanno portato alla luce rare pagine di manoscritti e codici spesso dimenticati e mirano a restituire l'originario spirito delle antiche 'intavolature' per chitarra, svelando sempre vive e attuali analogie con il passato e la tradizione. La sua formazione musicale, completata nei corsi internazionali tenuti da Hopkinson Smith (Estoril, Tours, Roma), si è emancipata nel costante contatto con Giuliano Balestra , sotto la cui guida si è diplomato in chitarra e avviato allo studio della musica antica. Tiene regolarmente conferenze, seminari e corsi di interpretazione sulle musiche per chitarra del XVI° e XVII° sec . Esibitosi in importanti teatri nazionali ed esteri ha effettuato registrazioni per la Discoteca di Stato e per la RAI ed ha inciso per la casa discografica B.M.G., per la Playgame, per la Niccolò (GUITART COLLECTION) e, con la chitarra rinascimentale a quattro cori, per la OPUS III (premio Diapason d'oro con il progetto Napolitane). Ha spesso proposto particolari strutture di concerto, creando interrelazioni tra poesia, musica e danza. Cura rubriche per le riviste GUITART e CHITARRE CLASSICA ed insegna presso l'Accademia internazionale Arts Academy di Roma. 
SIMONE COLAVECCHI Figlio d'arte, inizia giovanissimo lo studio del violino, per poi passare alla chitarra classica. Ha studiato il liuto con Mario D'Agosto alla "Arts Academy" di Roma e poi con Andrea Damiani presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, perfezionando la tecnica interpretativa della musica antica in masterclass con Paul O' Dette ed Hopkinson Smith. Collabora come continuista alla tiorba all'allestimento di rappresentazioni dell'epoca barocca ("Cupid and Death" di Locke, "Dido and Aeneas" entrambi nel 2009) ed è membro di diversi ensemble tra i quali "Utile Dulci" di Federico Del Sordo, del quale è collaboratore presso la classe di Basso Continuo al Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra a Roma. 
ANTONIO DEL SORDO Nato a S.Giovanni Rotondo (FG) nel 1971, si diploma in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio "U. Giordano "di Foggia nel 1996 sotto la guida del M° Antonio Santangelo. E’ vincitore di più di una ventina di concorsi nazionali ed internazionali di musica da camera (pianoforte-percussioni). Partecipa al corso d’alto perfezionamento per percussionisti solisti e in orchestra 1997, presso la Fondazione"A.Toscanini" di Parma. Svariate sono le sue collaborazioni con orchestre sinfoniche e cameristiche: Orchestra Sinfonica della provincia di Lecce, dellaprovincia di Bari, del Conservatorio di Foggia e Frosinone, del Teatro Petruzzelli di Bari, NovaAmadeus, International Chambers Orchestra. Ha svolto tournée in Spagna, Francia, Portogallo,Svizzera. Oltre all'attività sinfonica, ha diverse collaborazioni che lo fanno spaziare dal classico al jazz alla musica antica, al contemporaneo. Ha insegnato Strumenti a Percussione presso il Conservatorio "U. Giordano" di Foggia e dal 2000, insegna Strumenti a percussione presso le scuole medie ad indirizzo musicale di Roma. 
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michele  - (errata corrige)   |11-06-2010 10:37:55
Effettivamente, da statistico quale sono, mi rimprovero di non aver
fatto
"due pi¨ due": sapevo della chitarra registrata dall'inventario,
e avevo
letto di sfuggita dei canti e schiamazzi notturni.. Mi fa piacere
pensare che
con tutta probabilitÓ anche il Merisi, come me!, strimpellasse la
chitarra!
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