Intervista a Giorgio Gruppioni

Ultime novità sulle spoglie mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio

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Di Egizio Trombetta – Il professor Giorgio Gruppioni, coordinatore del comitato scientifico per le ricerche delle spoglie mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio, fa il punto della situazione sull’andamento dei test svolti fino ad oggi. In coda al filmato, le immagini dell’ultima notte della mostra di Roma. Articolo realizzato in collaborazione di Caravaggio400.org e Caravaggio Pittore Maledetto.

 

 16.07.10. Professor Gruppioni, a che punto siamo con le indagini delle spoglie mortali di Caravaggio? “La cosa che posso dire è che abbiamo concluso una prima fase della ricerca, nella fase successiva cercheremo ulteriori confronti per avere delle conferme maggiori per quanto riguarda l’identificazione mediante il dna. Il dna dei reperti ossei era estremamente degradato e quindi i confronti che sono stati possibili sono stati limitati. Tuttavia abbiamo trovato una condizione di compatibilità che ci dice che con buona probabilità i resti siano effettivamente quelli del Caravaggio. Non siamo però scientificamente ancora nelle condizioni di poter tirare delle conclusioni

 

definitive”Quindi si dovrà andare avanti…“Si intendiamo percorrere ancora le piste che ci hanno dato dei risultati. Per esempio, la cosa che intendiamo fare è uno studio più allargato su certi portatori del cognome. Sulla base di questo elemento si fonda quello si fonda l’identificazione di carattere genetico. Un tentativo che pensiamo di fare è anche quello di arrivare a trovare dei resti di individui strettamente imparentati con Caravaggio. Mi riferisco ad uno zio sacerdote del pittore che morì in una parrocchia milanese”Come si chiamava questo zio?“Ludovico”A quali persone siete intenzionati ad estendere la vostra ricerca?“Siamo intenzionati ad estendere le nostre ricerche ad altre persone col cognome Merisi. Questo cognome non è molto diffuso. Soprattutto è diffuso in un’area abbastanza circoscritta. Probabilmente il cognome ha subito delle mutazioni, dei cambiamenti, sarà interessante capire a quale ceppo, a quale linea il Caravaggio

apparteneva per poter fare dei confronti più puntuali. Il campione che abbiamo recuperato sin ora appartiene a qualche decine di individui, sono circa una quarantina. Più il campione è allargato e più diventa stringente anche il confronto che si potrà fare”

Quindi ci sono state delle persone che avete scartato da questa prima fase di test?“Ma diciamo che fin ora, le persone che sono state prese in considerazione sono risultate appartenere ad un unico ceppo familiare. Soltanto un paio di persone avevano caratteristiche non comuni alle altre”

Mi potrebbe spiegare con quali criteri si imposta il confronto?“Quando si confrontano soggetti che hanno in comune semplicemente il cognome allora il confronto che si può fare è quello dei marcatori, quindi dei tratti genetici specifici presenti sul cromosoma Y. Il cromosoma Y è quel cromosoma che si trasmette con il cognome. Si trasmette via pater-lineare. Dal padre al figlio maschio e così via. Nel nostro caso abbiamo preso in esame un certo numero abbastanza elevato di questi tratti genetici del cromosoma Y, dei soggetti che portano il cognome Merisi o Merisio. Li abbiamo confrontati fra di loro e a questo punto abbiamo costruito il profilo genetico di ciascuno di questi individui, li abbiamo confrontati fra di loro e infine confrontati coi profili dei nostri reperti. Naturalmente, mentre il confronto fra i soggetti in vita è stato abbastanza semplice, altrettanto non si può dire per il confronto effettuato con i nostri reperti, in quanto il dna risulta degradato. E allora sul possibile numero di marcatori che si possono confrontare fra i soggetti viventi, quindi su campioni freschi, è minore rispetto al confronto che si riesce a fare su campioni antichi. Quindi la condivisione di questi tratti, tra soggetti imparentati, è maggiore che non fra soggetti non imparentati. In altre parole, se io prendo il cromosoma Y del padre e prendo il cromosoma Y del figlio trovo una perfetta identità di questi marcatori. Se invece prendessi questi stessi marcatori fra due cugini o due parenti più alla lontana, l’identità è già notevolmente minore. A distanza di quattrocento anni la corrispondenza è minore ed è più difficile da identificare proprio per via del dna degradato”

Discutevo con l’architetto La Fauci sulla possibilità di indagare su delle ossa che si trovano nella cripta, che al momento sono inaccessibili…“Il parroco attuale di Porto Ercole è contrario. Il fatto che ci siano delle ossa è probabile, il fatto che appartengano al Caravaggio ce ne passa però. Tuttavia si tratta di una pista che ci sarebbe piaciuto perseguire fino in fondo. Comunque, questa rimane una possibilità che rimane aperta per il futuro” 

Il test carbonio 14 vi ha consentito di arrivare sino a questo punto?“Ci ha permesso di individuare i resti con un range di età vicine a quelle del Caravaggio”

Vi potete considerare soddisfatti per i risultati ottenuti?“Non ero ottimista all’inizio delle ricerche, ma ora abbiamo raggiunto una probabilità piuttosto elevata, mi sarei aspettato una probabilità minore. ”

Che costi ha una ricerca del genere?“Le persone coinvolte lavorano a titolo gratuito! Le spese che ci sono state sono state per l’acquisto di alcuni reagenti, ma siamo stati fortunati: l’azienda che fornisce questi prodotti ha sponsorizzato la ricerca, quindi… non c’è costato nulla ”

Quanto tempo ci vorrà ancora per terminare le ricerche?“Ora è in corso un lavoro di ricerca minuzioso sugli archivi parrocchiali per trovare altre persone imparentate, ci potrebbero volere degli anni. Poi, avessimo la possibilità di accedere a quella cripta di Porto Ercole… saremmo ben felici di farlo”

Cosa ci vorrebbe per convincere quel parroco?“Non so cosa risponderle. Ho parlato con lui, mi trovo in piena sintonia con lui, ma di più non posso dire”

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francesco tresoldi  - ricerche dei resti mortali del Caravaggio   |27-06-2010 15:54:33
Francesco Tresoldi - Relazione (personale) sulla conferenza di Ravenna per le

La grande avventura scientifica è felicemente giunta al traguardo. Con queste
parole il dott.Silvano Vincenti, Presidente del Comitato Nazionale per la
Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali ha aperto la conferenza
con i risultati conclusivi della ricerca dei resti mortali del Caravaggio. Un
lavoro intrapreso circa un?anno fa dall?equipe del dott. Giorgio Gruppioni
dell?Università di Bologna, inteso ad esaminare dei resti ossei prelevati nella
cripta del cimitero nuovo di Porto Ercole e alcuni prelievi fatti a Caravaggio
per comparazione dei Dna, fra quanti portano il nome Merisio o Merisi. Risultati
difficili da ottenere se si deve tener conto di un fratello di Michelamgelo
morto in giovane età e un secondo che ha scelto la carriera ecclesiastica.
Michelangelo non ha avuto figli. e a questo punto si sarebbe dovuto chiudere
l?argomento. Ma quando una macchina è in corsa non si può fermare in un momento.

Ma saranno veramente questi i resti mortali del grande pittore lombardo ?
Chi scrive era presente alla conferenza e ha ascoltato attentamente le
relazioni del dott. Giorgio Gruppioni (Ordinario Università di Bologna), del
dott. Lucio Calcagnile (Ordinario Università del Salento) e di Massimo Andreatta
(Direttore del Centro ricerche di Marina di Ravenna). Ma che fine hanno fatto le
prime testimonianze raccolte dalla ricercatrice- archeologa di Porto Ercole,
Dott. Gianna Anastasia? La ricercatrice ebbe a rendere noto, che durante gli
scavi per l?urbanizzazione del paese dove vi era situato l?antico cimitero di S.
Sebastiano, vennero alla luce avvolti in un mantello nero ed un consumato
fermaglio d?argento, alcuni resti ossei sospettati di appartenere al Caravaggio.
Raccolte dall?allora parroco e racchiusi in cassette di legno di abete vennero
traslati e tumulati negli ossari dell? antica parrocchiale di S.Erasmo.

Perché oggi non potendo trovare confronto, per motivi di sicurezza, con quanto
sepolto sotto la chiesa di S.Erasmo si è arrivati a tale conclusione ? E se
davvero, come gia ipotizzato dal sottoscritto, e condiviso da alcuni noti
studiosi, fosse figlio di Francesco Sforza? Nel rispetto del lavoro intrapreso
dall?equipe del dott. Giorgio Gruppioni e dai suoi colleghi, non resta che
rimanere in attesa, a quando fra qualche giorno, la famosa teca contenente i
resti mortali del nostro illustre concittadino arriverà per essere esposta nella
nostra città. Il Caravaggio, come altri artisti che nel tempo lo seguiranno,
risultò essere un uomo eccezionale pur nel suo rapporto fra creatività e follia.
Un artista che visse una vita piena di passioni e di amore e se vogliamo qualche
volta di eccessi, ma non meritevoli di condanna.
Fu accusato di omicidio per
aver ucciso uno dei capi banda del Rione di Campo di Marzio, un certo Ranuccio
Tommasoni, ma le ragioni di questo scontro non furono mai del tutto
chiarite.
Fu definito il ?genio maledetto del ?600 italiano?, ma nessuno lo
bollò come assassino, calunniatore, baro, e lo stesso Pontefice gli perdonò le
sue intemperanze, poiché nelle sue tele vi è raccoglimento, stupore, desiderio
di pregare.
Michelangelo ha dato lustro alla sua città e alla bergamasca e
merita comunque solo gratitudine e il nostro rispetto per quello che la sua arte
suscita.
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