TENNIS: Si è rotto il giocattolo Fed Cup?

Di Egizio Trombetta - Pubblicato per l'Unità il 4 Febbraio 2008 - Intervista a Francesca Schiavone dopo la sconfitta a Napoli contro la Spagna

Piove a Napoli, ha piovuto all’interno del Palavesuvio di Ponticelli e piovono anche le sconfitte per la  nazionale azzurra di tennis femminile. L’Italia è stata sconfitta a sorpresa dalla Spagna per 3 a 2 nel confronto di Fed Cup, ma la differenza è stata netta, i due punti le azzurre li hanno conquistati a risultato acquisito. Francesca Schiavone non riesce a far valere il suo enorme potenziale e porta al “Club Italia” un’altra prestazione mediocre. Barazzutti, così come nella finale dello scorso settembre a Mosca puntava soprattutto su di lei, ma è apparso evidente che nel gruppo azzurro sia mancata un po’ di quell’energia positiva che ha fatto di questo gruppo azzurro un’armata quasi invincibile.

Francesca in conferenza stampa insieme a Beatrice Manzari - Capo Ufficio stampa Federazione Italiana Tennis

Francesca quanto ha inciso secondo te, a livello inconscio, essere sazie dal momento che venivate dalla vittoria del 2006 e la finale di Mosca del 2007?

Mah sazie non penso,  ma se parli a livello inconscio ti dico che può essere.  Secondo me una situazione del genere ci può stare dopo una vittoria e una finale. Parlando di questo confronto con le spagnole ti dico che in questi giorni le mie condizioni non erano ottimali e non potevo ambire certamente ad emulare le grandi vittorie del passato. Rimane dell’amaro in bocca ma questo non significa che è finita qua…Ripeto, ci può stare questa sconfitta. Abbiamo fatto negli ultimi due anni grandi cose e negli altri due anni precedenti avevamo lavorato molto bene per arrivare a buoni livelli. Un passo indietro è accettabile, per lo meno, io lo accetto! 

Puoi farci un’analisi di questa sconfitta per il tennis azzurro?

Prima di entrare ho pensato che la cosa principale poteva fare sentire alle mie avversarie la lotta e quindi la pressione. Ho provato in tutti i modi a fare questo. L’analisi è che loro hanno giocato un ottimo tennis e io, ad esempio, ho espresso un livello di gioco molto scarso. Nonostante questo ero convinta che potevamo portare a casa la vittoria.

Mi è arrivata voce di quello che hai detto (“che cazzo fai?, ndr) al giudice di linea dopo aver giudicato in campo una palla nettamente fuori della tua avversaria. Ti è mancato “l’occhio di falco che c’era a Mosca?

Io non ho detto niente! Sono innocente, non ho detto niente – scherza Francesca – ma no, credo che ci sia stata compensazione sugli errori arbitrali in fin dei conti. Ma su quell’episodio che fai riferimento tu, con una palla che è fuori più di dieci centimetri, ho perso proprio le staffe. Ma credo che ci possa stare, no? Quella palla è andata fuori di tantissimo!”

Fino al quattro pari del primo avevi giocato bene tutto sommato, dopo però hai sbagliato troppo, cosa è successo?

Io penso di aver espresso al 20% delle mia potenzialità. Vorrei spiegarmi meglio. E’ come se tu hai una fame pazzesca e hai una torta davanti. Quindi hai tanta fame ma riesci a mangiare solo due  pezzetti di torta. Non so spiegare perché, ma è così. Un giocatore di buon livello però sa vincere anche se gioca male. Per questa cosa la mia testa la vorrei picchiare contro il muro. Ho da lavorare molto su questo, lo ammetto.

Questo esempio della torta mi fa pensare che dovresti quindi lavorare molto sotto l’aspetto mentale

Sono d’accordo. Dovrei progredire ancora parecchio anche sugli altri aspetti, ma sono pienamente d’accordo sul fatto che devo lavorare e migliorare sull’aspetto mentale

Secondo te, a “frittata” fatta, avete sbagliato a scegliere di giocare sul RukKort, una superficie così dura?

No la superficie era buona, erano le palle che non centravano niente (scelte da Barazzutti). Ma non voglio prendermela con queste cose

Sentivi che in questi giorni c’era qualcosa che non girava a livello di sensazioni?

Ma certo, sapevo che livello di attivazione e di feeling avevo…Infatti nei giorni precedenti volevo farvi capire che una sconfitta poteva anche venir fuori, ecco. Come poi è accaduto purtroppo. Penso che avevo bisogno di più positività, io invece tendo ad essere un po’ troppo pessimista.

Cosa salvi di questa esperienza?

Questa sala con voi giornalisti. Sento che voi capite questa sconfitta e domani me lo dimostrerete. Abbiamo costruito tanto e questo non si brucia solo con una sconfitta. Chi ha scritto dopo la sconfitta di Federer in Australia che si è chiusa un era ha sbagliato secondo me. Lui ha ancora la possibilità di essere il numero uno. Mi piace stare qui con voi comunque.

E’ venuto a mancare un pochino il senso di squadra?

Quello che conta ti ricordo che è quello che riesci a dare in campo, tutto il resto conta poco, credimi. Come conta quello che scrivi tu! Puoi essere l’uomo più bello e simpatico del mondo ma quando se scrivi fai ridere…non conta nulla no? Per quanto riguarda la tua domanda ti dico che è una domanda intelligente, ma preferisco parlare di me. Ti sto dicendo quello che ti posso dire…Ti ho risposto…

La milanese abbia detto tutto quello che poteva dire servendosi delle parole e il resto ce lo ha comunicato servendosi della comunicazione non verbale e con del linguaggio del corpo. Qualcosa è probabilmente successo a livello di spogliatoio. Capitan Barazzutti avrà sicuramente il suo da fare per raccogliere i “cocci” e mettere in piedi per il prossimo aprile (ora ci sono i play out ad attendere le azzurre) una formazione all’altezza delle grandi e recenti vittorie.
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luca  - la numero uno   |12-02-2008 09:29:18
la schiavole proprio la mejo!
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