Thriller e/è Tennis…

 

Di Egizio Trombetta - Servizio speciale realizzato per Matchpoint tennismagazine. All'interno interviste realizzate a Nicola Pietrangeli e Rino Tommasi (esclusiva)

 

01.04.2008  << Chi disse preferisco avere fortuna che talento percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte, in una partita, la palla colpisce il nastro, e per un attimo può andare oltre, o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre, e allora si vince, oppure no, e allora si perde…>>.

L’incipit di Matchpoint, il film thriller di Woody Allen fa intendere quanto la vita sia come il tennis: gialla! Il tennis e il colore giallo non si sposano dunque solo nei doppi, quelli praticati nei circoli, ma anche nei romanzi e nei film. L’accostamento può derivare dalla pura passione di autori e registi ma anche dalla grande patos che è insito in questo sport.

  

I fotogrammi iniziali del film Matchpoint di Woody Allen

I toni esasperati usati alcune volte nel tennis non hanno fatto altro che accrescere un certo scambio fra tennis e crimine. In questo quadro, John McEnroe, ha saputo dare certamente il suo contributo grazie al suo talento ribelle. Fu forse il primo a comunicare nel tennis l’istinto violento e quasi criminale contribuendo non poco a delineare i tratti del tennista-pazzoide. E’ stata poca cosa, per l’immaginario collettivo, passare da legenda del tennis a sospetto omicida. Super Mac si cala dunque in panni a dir poco ambigui nel serial tv C.S.I. New York. “Comes around” è il titolo dell’episodio trasmesso su Italia 1 il 12 Marzo. John McEnroe, accusato di un orribile crimine, è in lotta con un serial killer che sembra incredibilmente essere il suo sosia.

  

Una scena del film Matchpoint

In altri ambiti sportivi il tennis è spesso immaginato come un mondo a parte. Un po’ di tempo fa, ad esempio, Marco Solustri, una leggenda vivente del Beach Volley nazionale ed internazionale mi confidò, scherzando ma non troppo, dell’idea che ha circa a chi pratica tennis: “i tennisti sono tutti dei psicolabili” - disse. Ma che idea negativa!

Nei tennis club a volte si sente dire: “quel ragazzo non farà molta strada nel tennis, è troppo buono, non ha istinto killer …”. Istinto Killer, ecco quello che ci vuole! Non è forse un caso che Martina Navratilova, ex numero uno del mondo, ora “giallista” per passione, abbia scelto per il suo romanzo di maggior successo proprio questo titolo: “Killer Istinct”

 

Non è poi un fatto così inusuale, che racchette e coltelli si incrocino a volte anche nella vita reale, quasi a palesare una tensione di fondo che sta alla base di uno sport che apparentemente sembra così amabile e signorile. Si potrebbe menzionare il duello mortale del Caravaggio nel 1606 a seguito di una partita di pallacorda. Ma senza dover necessariamente risalire al Merisi e al Rinascimento Italiano possiamo evocare la figura di un tizio tedesco, un pazzo di nome Guenther Parche, che fece “visita” a Monica Seles servendosi della sua lama affilata. Successe nel torneo di Amburgo il 30 Aprile del 1993.

Dopo qualche indagine accurata si potrebbero mettere in luce decine di casi dove il tennis ha recitato un ruolo da protagonista in vicende criminali. Ma Matchpoint tennismagazine si trova decisamente più in sintonia con una rivista di spettacolo che con un periodico di cronaca nera. E allora, ci si limiterà a parlare di thriller, gialli, film polizieschi…e magari anche di horror… Meglio no?

Il tennis può voler dire visibilità, soprattutto negli Stati Uniti. Patricia Cornwell, nel suo romanzo “Il libro dei morti” , fa intendere che il mondo tennistico è chiamato in causa dal “suo” assassino proprio per una ottenere una maggiore risonanza mediatica. Una giovane campionessa americana uccisa, la bella sedicenne  Drew Martin, fa certamente eco!

  

 

 

Tuttavia, nella gran parte dei casi, l’uso del contorno tennistico può essere casuale o da attribuirsi al semplice fatto che il tennis eredita una classe sociale elitaria. Questo non è il caso ad esempio di Matchpoint, il film di Woody Allen e non sembra essere così neanche per Delitto per delitto, il film del ’51 di Alfred Hitchcock.

In queste due pellicole, di epoche diverse, si fa intendere che l’ambientazione tennistica non è certamente casuale.

  

Per Allen il male è un’alternativa al bene e viceversa. Forse non c’era immagine migliore del tennis per descrivere tale concetto. Ogni punto, in un incontro di tennis, può andare a segno per te o contro di te. Non esistono terze possibilità. Lungo il film si assistono ad alcuni episodi dove Chris, il personaggio principale nel film di Allen,  può decidere se agire bene o male. In quei momenti l’esitazione è fatale e l’istinto è subdolo e da ogni scelta non si può tornare indietro.

 

E’ poi nel tennis, come già detto, c’è la componente casualità. La prova del delitto è gettata nel fiume da Chris, ma l’anello, dopo aver colpito il bordo della ringhiera torna diabolicamente indietro, così come succede con la pallina quando colpisce il net. L’anello, in seguito raccolto da terra da un pluriomicida di passaggio, è il classico elemento discriminante che salva in questo caso Chris, a scapito dell’altro “malcapitato” assassino. Anche in Delitto per delitto di Hitchcock, il patos tennistico è intrinseco nella trama stessa. Si pensi alla drammaticità ed alla suspance che c’è attorno alla durata di ogni gara, anche quella più semplice da pronosticare. Il protagonista, il campione di tennis Guy Haines (Farley Granger) deve far di tutto per aggiudicarsi il suo match il più in fretta possibile, magari in tre set (gli incontri erano al meglio dei cinque set). C’è un taxi che lo sta aspettando per impedire al “cattivo” del film, Bruno Anthony, interpretato da Robert Walker, di lasciare tracce fasulle sul luogo dell’omicidio. Avrebbe potuto rinunciare ad un banale incontro di tennis per non rischiare di arrivare in ritardo, vi chiederete... Beh non voglio rovinarvi il gusto di vedere questo grande film! Di seguito proponiamo una carrellata di opere dove il tennis e i delitti si sono trovati magicamente e misteriosamente a braccetto.

Il libro dei morti di Patricia Cornwell. (2007) E’da qui che nasce lo spunto per questo articolo. L’idea del direttore di Matchpoint che riamane incuriosito a seguito della lettura di un articolo sul romanzo apparso sul Corriere della Sera di Pietro Lanzara. La star del romanzo della Cornwell è al solito Kay Scarpetta, anatomopatologa americana che si ritrova a Roma a far chiarezza sull’assassinio di Drew Martin, sedicenne campionessa di tennis americana che si trova in vacanza a Roma insieme a due amiche. La bella tennista viene ritrovata uccisa e mutilata nei pressi di Piazza Navona. Dalla lettura del libro si capisce che il bersaglio della campionessa di tennis è giustificato dalla visibilità mediatica che ne scaturisce.

 

Delitto sotto il sole di Agatha Christie. (1982). Nel romanzo di Agatha Christie, Hercule Poirot, deve rinunciare per l’ennesima volta alle sue vacanze per dedicarsi ad un evento delittuoso accaduto in un’isola del Mar Mediterraneo dove si trova. La partita a tennis è l’alibi per uno dei sospettati di aver commesso l’assassinio. Nel 1982 usci la versione cinematografica diretta da Guy Hamilton con qualche piccola variante rispetto al romanzo di Agatha Christie. Il personaggio di Poirot venne interpretato da Peter Ustinov.  

 

The Total Zone di Martina (1994), Breaking Point (1996) e Killer Instinct (1997) di Martina Navratilova. Martina sembra molto critica nei confronti del mondo molto commerciale del tennis. Il libro inizia con la parola “gladiators”, gladiatori. Mette in evidenza il fatto che più si cresce di notorietà nel mondo del tennis e più la pressione attorno a se aumenta. Ogni cosa diventa un ostacolo da evitare e un avversario da battere. Il suo personaggio, Jordan Myles, probabilmente autobiografico, denuncia di avvertire una pressione anche proveniente dai media. Il libro parte con alcuni eventi tragici ambientati nel mondo del tennis. Si parla di una bambina, figlia di un’amica della giocatrice, che muore alla fine di un match di tennis. La voce narrante è un uomo Jordan Myles è un ex tennista ora terapista nella clinica di fisioterapia. Per hobby  Myles fa il giornalista sportivo che si occupa di tennis. Il personaggio mette a fuoco i delitti che avvengono attorno al mondo del tennis e attorno alla clinica di fisioterapia per cui collabora. Jordan Myles paragona il tennis ad una arena, dove i due atleti si stanno giocando tutto. Questa sensazione non gli è stata chiara fin quando non ha smesso di giocare a tennis per dedicarsi all’attività di giornalista. Che relazione c’è fra tennis e delitti? Quando i forti interessi economici portano l’esasperazione dell’ambiente. Lei vuole dare una prospettiva del mondo del tennis, mettere in evidenza un dietro le quinte. Il personaggio creato da Martina ricorda vagamente Kay Scarpetta della Cornwell.

 

Drop Shot di Harlan Coben. Lo scrittore francese narra in questo romanzo le vicende di Bolitar, una ex stella di Basket, ora agente sportivo di professione, detective per passione,  si impegna a far chiarezza sull’assassinio di un piccolo tennista prodigio con l’aiuto del suo amico del cuore.

 

Breakpoint di Illie Nastase. (1986). Nastase, nel suo racconto pieno di suspance, ricrea il mondo modaiolo che circonda i campi dei tornei del Grand Slam. E’ questo il modo del suo personaggio, Koras Belynkas, eroe del tennis americano, i cui rivali sul campo ed in affari di cuore, iniziano ad essere sempre più giovani. Una concorrenza sempre più impari costringono al personaggio di Nastase di dare sempre il massimo. Ogni stagione, l’attuale stagione, deve essere la migliore…o può essere l’ultima. E un mondo del tennis, quello raccontato da Illie, che sta per essere invaso molti soldi, droghe pesanti e da uno dei più sconosciuti killers che danno la caccia agli otto migliori giocatori del circuito. Break Point è il racconto definitivo sul mondo del tennis vissuto dall’interno.

 

Indagine non autorizzata di Carlo Lucarelli. (1993). Marino, il personaggio creato da Lucarelli, è un piccolo funzionario del commissariato di Rimini. “L’eroe” romagnolo si ritrova da solo, di nascosto, rischiando il trasferimento, ad indagare sull’omicidio di una donna uccisa con un colpo di

Pistola e rinvenuta sulla riviera romagnola nei pressi di una villa dove soggiorna Benito Mussolini. E che fa il Duce? Lui riposa, nuota e gioca a tennis…

 

Delitto per delitto di Alfred Hitchcock (1951). Film conosciuto anche con il titolo di “L’altro uomo”. Il geniale regista inglese ricava il soggetto da un romanzo di Mary Patricia Plaugman meglio nota col nome di Patricia Highsmith. La stella del tennis Guy Haines (Granger) vuole divorziare dalla moglie infedele per sposare la donna che ama, Anne Morton (Roman). Haines incontra un suo fan squilibrato, Bruno Anthony (Walker), su un treno e Bruno suggerisce a Guy la sua idea di delitto perfetto, il delitto per delitto: Bruno ucciderebbe la moglie di Guy se Guy uccidesse il padre di Bruno. Guy non prende Bruno sul serio, ma Bruno rispetta la sua metà di questo accordo mai stipulato e chiede a Guy di fare altrettanto.

 

Delitto Perfetto di Alfred Hitchcock (1954). Il film che vede fra i protagonisti Grace Kally narra le tristi vicende di un ex campione di tennis che decide di uccidere la moglie e affida l’incarico ad un altro uomo ricattandolo. Le cose però non andranno come previsto.

 

Matchpoint di Woody Allen (2005). Matchpoint è il film che probabilmente interpreta nel migliore dei modi l’essenza del tennis, la sua intensità, la sua drammaticità e la sua incertezza. Allen narra le vicende di Chris (Jonathan Rhys-Meyers) un ex tennista che si trasferisce a Londra per lavorare come maestro di tennis. Il giovane irlandese lega con la famiglia Hewitt dove finisce per sposarne Chloe, lo loro figlia. La scalata sociale è garantita, ma nella vita Chris compare Nola, interpretata da Scarlett Johansson… Film geniale, Woody sa riprendere al meglio l’arte di Ingmar Bergman, di Robert Altman e di Alfred Hitchcock. La scena dell’assassinio ricalca perfettamente la scena dell’omicidio “Delitto e castico”, un romanzo del russo Dostoevskkij.

 

Caravaggio di Angelo Longoni. (2007). Nella fiction della rai il regista, Angelo Longoni, si serve di un incontro di singolare (pallacorda) per far creare la tensione fra Michelangelo Merisi e Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore. Successivamente si ambienta la scena del famoso duello sul campetto stile vittoriano adiacente a Palazzo Firenze, proprio come successe nella realtà.

 

C.S.I.. Nell’episodio n°23 del serial tv CSI New York “Comes around” John McEnroe è accusato di un crimine orribile e lotta contro un serial killer folle che gli somiglia molto… Nonostante un solido alibi tutto sembra congiurare contro di lui.

 

Il profumo della Signora in Nero (1974). E’ un film del 1974 diretto da Francesco Barilli. La  pellicola, rivalutata negli ultimi anni, narra le gesta di Silvia (interpretata da Mismy Farmer), una donna traumatizzata da ricordi infantili che si ritrova a combattere contro le sue stesse angosce. E’ questo il caso della vicenda che la vede ferita alla mano destra per colpa di un chiodo sporgente dal manico della racchetta da tennis old style.

 

Distretto di Polizia. Nicola Pietrangeli è vittima di un furto. Gli hanno rubato una coppa molto prestigiosa, ma non è specificato di quale torneo. Pietrangeli, che denuncia il furto al commissariato del X Tuscolano, partecipa significativamente alle indagini.

 

L’Esorcista. Nel film del ’73 di Blatty, si sceglie di ambientare il colloquio fra l’ispettore Kindermann e padre Damien Karras, una scena carica di tensione, nei pressi di un circolo di tennis a Georgetown, un quartiere a nord ovest di Washington. I due discutono animatamente sulla dinamica di un insolito omicidio di Burke Dennings, ritrovato assassinato con la testa all’indietro in fondo alla scalinata dell’abitazione dei Mc Neil che porta alla M street di Georgetown. Sui campi di gioco si distinguono dei giocatori con abbigliamento anni ’70, completino bianco per le donne e calzoncini attillati per gli uomini. Si intravede una racchetta molto simile a quella usata da Jimmy Connors, la Wilson T2000. Il tennista che la maneggia si rigira persino per controllare se è stato inquadrato dopo l’esecuzione di un apprezzabile rovescio tagliato.

 

Tenente Colombo, Omicidio a Malibu. E’ il quinto episodio della miniserie prodotta nel 1990 in sei puntate. Il tenente colombo si trova sulle tracce di un playboy, un giocatore di tennis, di nome Andrew Stevens.

 

La cinematografia così come la letteratura ha nel secolo ha fatto un uso considerevole di contorni tennistici. Chi volesse può approfondire la ricerca, c’è il database del portale “The Internet Movie Database” a disposizione, (http://imdb.com/). Basta fare una ricerchina  per la parola “tennis”… e vedere cosa succede…

 

 

  

Di seguito propongo una serie di foto, tratti da un filmato, dove si può Hitchcock che fa "due palle" con una ragazza (sua moglie?)...

 

  

Alcuni fotogrammi delle scene finali del film "Delitto per delitto". Le scene proposte sono state girate durante i campionati d'America a Forrest Hill.

  

 

  

 

 

 

  

 

Intervista a Tommasi – Il parere di Rino 

Dopo un mese di “indagini” riesco a rintracciare Carlo Lucarelli, famoso scrittore di thriller, noir e romanzi del mistero.

Lucarelli, senta, ma perché lei si è servito del tennis come contorno ai suoi racconti?

Ma guardi nel mio caso non ho usato il tennis per una ragione particolare. A me faceva comodo un personaggio, in questo caso era Benito Mussolini, che facesse sport. Quindi che nuota e gioca a tennis…ma nulla di più…mi dispiace…avrei tanto voluto aiutarla…

Ecco, bella fregatura, ci aspettavamo grandi motivazioni da lui che è un esperto in materia gialla e invece…sembra proprio che sia una scelta casuale. Fortuna che a Napoli incontro Rino Tommasi. Lui sicuramente ci chiarirà le idee.

Tommasi secondo lei perché si usa il tennis come contorno ai gialli?

Non credo che ci sia una ragione particolare al di la del fatto che forse il tennis ha delle frequentazioni di una certa qualità e quindi può anche darsi che qualche scrittore si sia affascinato del contorno che gira attorno al tennis. Per quanto riguarda la mia modesta conoscenza in materia ricordo anche casi di corse automobilistiche e di pugilato.

Ma perché, lei ricorda dei gialli sullo sfondo della box? A me non vengono in mente.

Bè la boxe in realtà è “gialla” di per se. Anche se non sono dei gialli ricordo dei gran film come “Lassù qualcuno mi ama” e  “Il gigante di argilla”.

Ma qual è secondo lei lo sport più spietato fra la Boxe e il Tennis?

Il paragone secondo me non si pone, ma se poi ci si riferisce al modo di proporsi in campo uno come Jimmy Connors è il giocatore di tennis vicino ad un pugile che io ricordi. Aveva degli atteggiamenti gladiatori che raramente si riscontrano sul campo da tennis. Ma si parla di tennis, non s’è mai fatto male nessuno.

E quindi lui secondo lei il tennista che fu dotato maggiormente del cosiddetto istinto killer?

Si, proprio Jimmy Connors, senza dubbio. Non solo per gli atteggiamenti ma anche per la cattiveria che lui sapeva mettere sul campo. Ricordo alcune partita a fine carriera di Connors, all’Open degli Stati Uniti del ’91, me le ricordo per la “cattiveria” che ci metteva nei suoi incontri. Questa incredibile intensità agonistica si trasferiva anche agli spettatori che lo sostenevano con un trasporto straordinario.

E invece quali dei giocatori in attività è dotato maggiormente di questo istinto killer?

Oddio, forse qualche volta Nadal, ma soprattutto perché è ancora ragazzino. E’ abbastanza infantile in certi atteggiamenti. Gli viene naturale caricarsi col “pugnetto” e altri atteggiamenti gladiatori che però non danno particolarmente fastidio per quanto mi riguarda.

Passiamo da un giallo ad un altro. I media stanno assassinando lentamente il tennis. Quanto durerà ancora Wimbledon su Sky?

Io spero di cuore che possa durare in eterno. Io non riesco a capire certe strategie aziendali che tre anni fa ci hanno impedito di trasmettere anche le altre tre prove del Grande Slam. Secondo me lo zoccolo duro di Tele+, che può considerarsi il padre di SKY, era formato soprattutto da appassionati di tennis. Quando è nata nel 1991, Tele+ non poteva ancora trasmettere le partite di calcio, quindi i primi abbonati erano soprattutto appassionati di tennis e di pugilato. Successivamente il pugilato è stato quasi abolito da SKY e il tennis invece rimane con eccezione di tre prove del grande Slam. Quindi facciamo Wimbledon e tutti i tornei Master Series. Ma questo non riesco a spiegarmelo.

Quanto ha influito il fatto che Giovanni Bruno non era appassionato di tennis?

Credo che questo sia naturale! Quando io ero responsabile dei servizi sportivi di Canale 5 prima ancora della nascita di Tele+, Canale 5 trasmetteva moltissimo pugilato e tennis. Il fatto che ero appassionato di tennis e pugilato ha quindi influito. Non c’è dubbio dunque che i gusti personali di chi prende certe decisioni possano influire sulla politica di un’azienda.

Secondo lei col nuovo responsabile di Sky Sport come andrà?

Per quello che ne so Corcione è molto appassionato di calcio. Non so quali siamo gli interessi per le altre discipline sportive francamente. Una televisione come Sky secondo me non dovrebbe basarsi solo sugli indici di ascolto che si, sono importanti, ma quanto creare simpatia e creare abbonati. Secondo me il tennis sul piano della fidelizzazione degli abbonati secondo me rimane uno strumento validissimo. Basta pensare che il tennis, dopo il calcio, è lo sport dove si scommette di più.

Ma a lei a SKY le danno retta per qualche consiglio ogni tanto?

No, non me li chiedono e quindi è difficile che possano darmi retta. Loro sanno però come la penso…

Intervista a Pietrangeli – Il parere di Nick

Non lo sanno in molti ma è un’eternità che Nicola Pietrangeli fa l’attore. Ne ha fatte di tutti i colori il leggendario Nick, fino ad arrivare a lavorare in Distretto di Polizia dove interpreta la parte di se stesso. Non abbiamo inoltre abbiamo fatto meno di notare che nel film Delitto per Delitto del 1951, il grande Alfred Hitchcock si servì di un attore, Falrley Granger, che ricorda molto il Pietrangeli giocatore.

Pietrangeli abbiamo notato una certa somiglianza con Farley Granger nel film Delitto per delitto

Mi ricordo bene del film, ma non dell’assomiglianza…ricordo però che le scene furono girate ai campionati d’America a Forrest Hill. Questo me lo ricordo sicuro. Molto bello quel film.

Perché secondo lei gli autori utilizzano il tennis da contorno a gialli, thriller e polizieschi?

Ma, guardi, secondo me i tennisti in genere sono dei killer potenziali…come me…no scherzi a parte, non credo ci sia una vera e propria ragione specifica se non quella che il tennis sia fra le passioni di registi, produttori e scrittori…

Si può pensare secondo lei che la tensione che si crea giocando a tennis possa essere in sintonia con la tensione che si respira in una storia gialla?

Si ma per arrivare ad un omicidio mi sembra un po’ tanto…no?

Ma lei, in film giallo, che parte vorrebbe fare?

Vorrei fare la parte del vecchio ispettore in pensione che è stato anche un bravissimo giocatore di tennis. E siccome tutto succede nell’ambito del tennis…ci pensa lui insomma. Un po’ come il personaggio di Nino Manfredi che portava avanti le indagini un po’ per conto suo…

E in distretto di polizia che parte ha fatto?

Recitavo la parte di me stesso. Andavo a denunciare al distretto il furto di una coppa molto importante. Alla fine si scopre che la coppa me l’aveva rubata una ragazza che avevo ospitato a cui gli era stato commissionato il furto.

Chi dei tennisti di tutti i tempi vedrebbe bene ad interpretare un film thriller?

Innanzi tutto Nastase…scelgo lui perché è naturalmente un po’ intrigante. Dunque vediamo…Nastase andrebbe bene come assassino e… Tiriac come vittima. E si perché fra loro c’era questo odio fin da bambini. Nastase che era molto più forte di Tiriac. Si era detto addirittura che Tiriac avesse sfruttato Nastase, cosa che non è vera, ma si era detta. E allora per vendetta, a un certo momento Nastase che fa? Lo ammazza.

Bellissima storia complimenti. Senta ma, lo sapeva che Nastase scrisse un libro giallo?

Ma dai. No non lo sapevo.

Parliamo di un altro giallo da risolvere. Come mai l’atp si è accanita con i giocatori italiani nel caso scommesse?

Dico che mi sembra strano. Dico che i nostri giocatori sono stati cretini ad usare la loro carta di credito personale

Forse per essere un buon tennista bisogna avere una buona dose del proverbiale istinto killer?

Certo, e poi questo vale oggi più che ai tempi miei. In tutto questo prevale molto la componente fisica, ovvero io sono più forte di te, come nel pugilato. Nel pugilato sono tutti killer, o meglio, tutti hanno questo istinto killer. Secondo me il tennis anche per questi aspetti è diventato molto noioso e faticoso.

Qual è il giocatore di tutti i tempi il giocatore che è dotato maggiormente di istinto killer?

Ce ne sono stati talmente tanti che vattela a pesca qual è il più cattivo. E poi ti dico che questi poi magari non sono nemmeno i più bravi. Beh certo Nadal è uno che da l’idea che va alla battaglia tutti i giorni

Anche Rino Tommasi ha risposto come lei. Lui però ha fatto anche il nome di un certo Connors…

Ecco, Connors era un altro che avrebbe ammazzato la madre per una partita di tennis!

Lei ha fatto la parte del marito cornuto, dell’hippy, dell’emigrato in Germania, del vogatore, del ricco proprietario di un castello ed infine ecco l’esperienza in Distretto di Polizia. In quale parte si è trovato più a suo agio?

Non ho dubbi: in Distretto di Polizia. Interpretavo me stesso…

Quale tipo di film avrebbe voluto girare?

Si c’è un film che avrei voluto girare. Era un film ambientato durante la guerra. E la storia di un ufficiale americano che viene a Roma e incontra un raccattapalle. Anni dopo questo raccattapalle grazie anche all’aiuto di questo ufficiale, che nel frattempo era diventato il grande capo della mafia negli Stati Uniti,  diventa un gran campione di tennis,ignaro della nuova carriera del suo protettore. Alla fine il tennista “frega” il grande capo mafioso… Ecco, a me era destinata la parte del giocatore di tennis, ma il film non fu mai girato purtroppo… Pensi che i diritti di quel film li comprò Anthony Quinn e mi disse: li ho comprati per te Nicola. Il regista doveva essere Duccio Tessari..

Duccio Tessari, ma certo, il regista che non la faceva mai parlare nei film…

Lo possino ammazzà! Poraccio.

L’ha più chiamata Lina Wertmuller per una parte?

Ogni volta che mi vede mi dice che mi farà fare la parte da nonno. Non mi ha più chiamato… ma non è detto…fin che c’è vita…

Per concludere finiamo col giallo Fed Cup. Ci riprenderemo?

Sii ma sicuro. Il ciclo non si è concluso. E’ come in Davis trenta anni fa. Vittoria, poi finale in Australia, pausa con l’Ungheria e poi altre finali. La gente non deve rompere il ca…ecco e mo pure de donne…Non ci devono essere troppe aspettative. Dico sempre che noi siamo un ottima squadra di B che possiamo stare nel gruppo mondiale, ma non siamo una squadra da titolo. Non si deve mica offendere nessuno…

 

 

 

 

 

 

 

Commenti
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paolo   |01-04-2008 16:14:20
ma sono autentiche quelle immagini su genio del crimine??
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